T.A.R. Campania – Sezione VI – Sentenza n. 00152/2017. Inidoneità al servizio. Termine per il passaggio ai ruoli civili. Illegittimo il recupero somme corrisposte.

Il Tribunale Amministrativo per la Campania ha accolto il ricorso proposto da un Appuntato Scelto della Guardia di Finanza avverso il provvedimento con il quale era stato disposto il recupero delle somme corrispostegli nel periodo di collocamento in aspettativa a decorrere dal giudizio di non idoneità al servizio militare incondizionato e sino al passaggio nei ruoli civili dell’amministrazione, in conseguenza del non riconoscimento della causa di servizio.

L’organo di giustizia amministrativa ha sostenuto che:

  • condivisibile giurisprudenza (T.A.R. Puglia, Lecce, 9.7.2015, n. 2266) ha affermato che il superamento del termine di 150 giorni concesso alla P.A. dall’art. 3, comma 2 del D.M. 18 aprile 2002 per assumere le proprie determinazioni in merito all’accoglimento della domanda di transito all’impiego civile non può ripercuotersi in pregiudizio del richiedente, sotto il profilo del trattamento economico che gli va riconosciuto. Ciò dipende dal fatto che la stessa disposizione regolamentare citata contempla una fattispecie di silenzio assenso in quanto “l’amministrazione è tenuta a pronunciarsi entro il termine di centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dell’istanza…scaduto il quale la domanda si intende accolta”;
  • Se dunque è vero che “in attesa delle determinazioni dell’amministrazione in ordine all’accoglimento della domanda il personale è da considerarsi in aspettativa, con il trattamento economico goduto all’atto del giudizio di non idoneità” (vedi art. 2, comma 7 del citato d.m.) è pur vero che la corresponsione concreta di siffatto trattamento economico (nella fattispecie la metà della retribuzione) si giustifica non oltre il termine di 150 giorni fissato per la conclusione del procedimento di transito”;

 

  • “in altri termini, “eventuali inerzie e/o inattività nella definizione della nuova collocazione non possono implicare il mantenimento, in capo all’interessato, del vecchio trattamento economico, che risentiva, evidentemente, di una “inidoneità”, la quale però, dopo l’accettazione nei nuovi ruoli civili, non si giustifica più” (così, ancora, Tar Lecce, III sez. 998/2013)”. 

Il Collegio giudicante ha quindi ritenuto fondato il ricorso ed ha annullato il provvedimento di recupero delle somme corrisposte in eccesso successivamente al 150esimo giorno dalla presentazione della domanda di transito nei ruoli civili, condannando l’Amministrazione al pagamento delle spese di giudizio.