T.A.R. Lazio – Sezione II – Sentenze n. 05803, 5805, 5812 e 5814/2015. Spettano alla giurisdizione della Corte dei Conti le controversie relative all’accertamento del diritto al riconoscimento del trattamento pensionistico secondo il sistema retributivo vigente prima della riforma di cui alla legge n. 335/1995.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con le menzionate sentenze, ha determinato il difetto della propria giurisdizione in relazione a quattro ricorsi collettivi con i quali veniva richiesto l’accertamento:

  • in via principale, “del diritto dei ricorrenti – previa, ove necessaria, rimessione alla Corte Costituzionale della questione di legittimità costituzionale della legge n. 335/l995, in relazione agli articoli 3, 36 e 38 della Costituzione – al riconoscimento del trattamento pensionistico loro spettante secondo il sistema retributivo vigente prima della riforma di cui alla legge n. 335/1995, fino a quando non sia data completa attuazione al sistema della previdenza complementare per il pubblico impiego, previsto dalla predetta legge n. 335/1995”;
  • in via subordina, “della responsabilità delle Amministrazioni intimate per il mancato tempestivo avvio delle procedure di negoziazione o concertazione del trattamento di fine rapporto e della previdenza complementare (c.d. secondo pilastro), con conseguente condanna al risarcimento dei danni cagionati ai ricorrenti”;

Difatti, l’Organo giurisdizionale ha ritenuto “fondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione, sollevata dall’INPDAP muovendo dal presupposto che la presente controversia attenga alla materia pensionistica e, quindi, sia devoluta alla giurisdizione della Corte dei Conti di cui all’art. 13 e 62 del R.D. n. 1214/1934”.

In particolare, il T.A.R. Lazio ha evidenziato che:

  • “le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno più volte chiarito che, ai sensi degli articoli 13 e 62 del R.D. 1214/1934, la giurisdizione della Corte dei Conti in tema di pensioni ha carattere esclusivo, essendo affidata al criterio di collegamento costituito dalla materia, sicché in essa ricadono tutte le controversie in cui il rapporto pensionistico costituisca l’elemento identificativo del petitum sostanziale, vale a dire tutte le controversie riguardanti la sussistenza del diritto, la misura e la decorrenza della pensione dei pubblici dipendenti (ex multis, Cass. civ., Sez. un. 16 gennaio 2003, n. 573)”;
  • anche di recente le Sezioni Unite hanno ribadito la giurisdizione esclusiva della Corte dei Conti, a norma degli art. 13 e 62 r.d. 12 luglio 1934 n. 1214, per tutte le controversie concernenti la sussistenza del diritto, la misura e la decorrenza della pensione dei pubblici dipendenti, comprese quelle nelle quali si alleghi, a fondamento della pretesa, l’inadempimento o l’inesatto adempimento della prestazione pensionistica da parte dell’ente obbligato, ancorché non sia in contestazione il diritto al trattamento di quiescenza nelle sue varie componenti e la legittimità dei provvedimenti che tale diritto attribuiscono e ne determinano l’importo, e comprese altresì quelle di risarcimento danni per l’inadempimento delle suddette obbligazioni (Cass. civ., Sez. un., 27 febbraio 2013, n. 4853)”;
  • con particolare riferimento a controversie analoghe a quella in esame – aventi anch’esse ad oggetto domande di accertamento del diritto al riconoscimento del trattamento pensionistico spettante secondo il sistema retributivo vigente anteriormente alla riforma Dini, nonché domande di condanna dell’Amministrazione al risarcimento dei danni conseguenti al mancata istituzione della previdenza complementare – il Giudice amministrativo (ex multis, T.A.R. Umbria Perugia, 7 agosto 2013, n. 432; T.A.R. Lazio, Sez. I-bis, 22 febbraio 2010, n. 2721) ha declinato la giurisdizione in favore della Corte dei Conti”.

L’organo giurisdizionale ha quindi dichiarato inammissibili per difetto di giurisdizione i ricorsi in esame, compensando tra le parti le spese di lite.