Risposta ad interrogazione parlamentare sulle limitazioni del diritto di parola e di espressione dei militari, soprattutto di quelli che sono componenti degli organi di rappresentanza militare.

Nella seduta assembleare n. 676 del 20 settembre 2016 della Camera dei Deputati è stata fornita risposta all’interrogazione parlamentare n. 3/02416 del 21 luglio 2016 presentata dall’Onorevole Elio Vito (FI-PdL) in materia di esercizio del mandato da parte dei delegati della Rappresentanza Militare.

L’interrogante, con riferimento alla mancata autorizzazione ai delegati Cocer dell’Aeronautica, se non a titolo privato, a partecipare ad un convegno intitolato “Amianto e altri cancerogeni. La strage di militari. Più morti che in guerra.”, aveva richiesto al Ministro della Difesa quali iniziative intendesse adottare “per impedire che in futuro possano ripetersi simili episodi di limitazioni del diritto di parola e di espressione dei militari, soprattutto di quelli che sono componenti degli organi di rappresentanza militare”, come “se discutere e approfondire questioni relative alla salute di colleghi ammalati, anche a causa dell’amianto, fosse un fatto privato e non riferibile alle competenze della rappresentanza militare e, quindi, di servizio

Nella risposta fornita, il Sottosegretario di Stato per la Difesa ha rappresentato, tra le altre cose, che:

  • “le competenze dell’organo centrale di rappresentanza riguardano la formulazione di pareri, di proposte e di richieste su tutte le materie che formano oggetto di norme legislative o regolamentari circa la condizione, il trattamento, la tutela di natura giuridica, economica, previdenziale, sanitaria, culturale e morale dei militari. Per quanto sopra, è possibile far rientrare tra le materie di trattazione l’argomento oggetto dell’evento di che trattasi;
  • “in relazione al quadro normativo precedentemente vigente e precedentemente illustrato, la sezione aeronautica del Cocer avrebbe dovuto manifestare la volontà di partecipare al convegno in qualità di organismo centrale di rappresentanza, deliberando in ordine alla partecipazione e sottoponendo l’atto al parere della corrispondente autorità affiancata, capo di stato maggiore dell’aeronautica”;
  • “ciò non si è verificato e la richiesta di partecipazione al convegno è stata invece avanzata da soli due componenti del Cocer AM; conseguentemente, il mancato rispetto della procedura prevista non ha reso possibile allo stato maggiore aeronautica di esaminare la partecipazione della sezione al convegno in questione”;

  • “ai richiedenti delegati del Cocer AM non è stata in alcun modo negata la possibilità di prendere parte all’attività ma, proprio per venire incontro alla richiesta, ne è stata autorizzata la loro partecipazione, singolarmente e in qualità di privato”.

Nel replicare, l’Onorevole Elio Vito ha considerato la risposta fornita “insufficiente”, evidenziando:

  • di non sapere nemmeno se “sia necessaria o sufficiente una semplice riforma della rappresentanza militare”;
  • come “l’avere dato il contentino della possibilità di partecipare a titolo personale a dei delegati Cocer” fosse “offensivo”;
  • come il diniego fosse sostanzialmente stato emesso “per un cavillo, per la burocrazia, per una norma scritta male, fatta male o interpretata male”;
  • come sarebbe stato necessario “avere la sensibilità di concedere l’autorizzazione, di superare il cavillo, come tante volte si è fatto, di trovare la soluzione e avremmo evitato lo spiacevole equivoco, per entrambi immagino, di trovarci qui stamattina a discutere di qualcosa della quale non si dovrebbe mai discutere: i diritti dei nostri militari e i diritti di chi li rappresenta”.

L’Onorevole Elio Vito ha poi concluso auspicando che “si abbia, invece, la sensibilità di riconoscere i diritti dei militari e i diritti della rappresentanza militare, che a volte ha dovuto subire anche l’umiliazione di una condanna, di un’ammenda, di una punizione, per avere semplicemente cercato di fare il proprio dovere e di tutelare i diritti dei militari”.