Risposta ad interrogazione parlamentare sulle ipotesi di soppressione delle sezioni provinciali di Polizia Postale.

Nella seduta assembleare n. 835 del 17 luglio 2017 della Camera dei Deputati è stata fornita risposta all’interrogazione parlamentare n. 4/12849 del 14 aprile 2016 presentata dall’Onorevole Edmondo Cirielli Vito (Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale) in merito ad un progetto, all’esame del Ministero dell’interno, di soppressione delle sezioni provinciali di polizia postale.

Nella sua interrogazione l’Onorevole Edmondo Cirielli, nel rappresentare che:

  • “l’adeguatezza degli organici delle forze dell’ordine e la loro articolata e diffusa presenza sul territorio costituiscono un fondamentale ed ineludibile aspetto di qualsiasi strategia di contrasto alla criminalità, di tutela della sicurezza pubblica e di garanzia di concreta legalità”;
  • “in particolare, la polizia postale e delle comunicazioni svolge, sotto questo profilo, un ruolo decisivo e sempre più importante, intervenendo in campi contrassegnati da crimini particolarmente odiosi, come nel caso del contrasto di reati di cui possono essere vittime i minori, oppure tali da minare le regole e gli stessi canali di scambio propri della e-economy”;
  • “la stessa Unione europea ha sottolineato con forza l’esigenza di assicurare condizioni di facile e sicura agibilità dell’e-commerce, come pilastro della democrazia economica e delle prospettive di crescita delle nostre comunità”;
  • “contrasterebbe con questa evidente e diffusa esigenza, se attuato, il progetto, all’esame del Ministero dell’interno, di soppressione delle sezioni provinciali di polizia postale, con il trasferimento del personale specializzato presso le questure per svolgere compiti ordinari di ordine pubblico e sicurezza e il mantenimento di un suo autonomo presidio solo nei capoluoghi di regione”;
  • “tale progetto di riforma, di fatto, prevede la riduzione della presenza territoriale e, conseguentemente, l’indebolimento della possibilità d’azione della polizia postale, oggi in prima fila nel combattere le nuove frontiere dell’illegalità”;
  • “la polizia postale, inoltre, è una struttura con funzioni e specificità uniche, non duplicate nelle altre forze di polizia”;
  • “come se ciò non bastasse, la riduzione numerica e la chiusura delle sezioni di polizia postale non apporterebbe alcun reale risparmio economico, considerato che i costi di logistica e delle strumentazioni rimarrebbero a carico di Poste Italiane spa”;
  • “paradossalmente, proprio la chiusura graverebbe le questure di ulteriori spese per dotare il personale trasferito di attrezzature tecnologiche, consumi di energia, affitti e altro”;
  • “il lavoro della polizia postale risulta strategico anche per l’attività dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza impegnato nel dare piena attuazione ai diritti dei bambini e dei ragazzi, frequenti vittime di reati per i quali l’azione della «Postale» è fondamentale; i cittadini hanno il «diritto» di pretendere dallo Stato un livello di sicurezza adeguato ed uniforme senza discriminazioni di territorio, e tale protezione, in termini di prevenzione e di repressione, può essere efficacemente garantita solo da agenti specializzati operanti sul territorio”,

aveva chiesto al Ministro dell’Interno:

  • “se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative ritenga opportuno adottare per affrontare, nell’ambito delle relazioni con le competenti strutture dello Stato, il tema della necessaria capillare presenza di personale specializzato della polizia postale in tutte le province, scongiurandone l’azzeramento”;
  • “se, atteso il costante ed inesorabile aumento del carico di lavoro di tale specialità sul territorio, sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo, intenda garantire un congruo numero di personale specializzato di rinforzo in ogni attuale ufficio territoriale provinciale della polizia postale e, in particolare, un’aliquota di agenti riservati alla prevenzione dei reati di cyberbullismo nelle scuole”. 

Nella risposta fornita, il Viceministro dell’interno Filippo Bubbico ha rappresentato che:

  • “la questione evidenziata dall’interrogante, relativa alla chiusura di alcune sezioni della polizia postale e delle comunicazioni, è legata, al pari della proposta di soppressione di altri uffici di polizia sul territorio nazionale, all’attuazione di un piano di razionalizzazione sottoposto al parere delle autorità provinciali di pubblica sicurezza nei primi mesi del 2014. Il piano è ancora in attesa di definizione, anche per la sopravvenienza della legge n. 124 del 2015, con cui il Parlamento ha delegato il Governo ad adottare importanti misure di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Per quanto attiene in particolare al riordino del sistema della pubblica sicurezza, il legislatore ha chiarito che il nuovo assetto organizzativo dovrà essere volto ad evitare duplicazioni e sovrapposizioni dispersive nell’esercizio delle funzioni di polizia, nonché favorire la gestione associata dei servizi strumentali in adesione ai principi di efficienza della spesa pubblica”;
  • Tali principi sono stati recepiti nell’articolo 3 del decreto legislativo n. 177 del 2016, con cui è stato stabilito che la razionalizzazione della dislocazione delle forze di polizia sul territorio sarà determinata con decreto del Ministro dell’interno, privilegiando l’impiego della polizia di Stato nei comuni capoluogo e dell’Arma dei carabinieri nel restante territorio, fatte salve specifiche deroghe per particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica. Per giungere alla compiuta definizione di tale disegno di valenza strategica, sono stati istituiti presso il dipartimento della pubblica sicurezza appositi gruppi interforze che non hanno ancora terminato la loro attività”;
  • Tanto detto in linea generale, si rappresenta che anche la polizia postale e delle comunicazioni è coinvolta nel riordino in questione, essendo evidente la necessità di adeguarne l’organizzazione alle notevoli trasformazioni registratesi nel settore. Infatti, alle tradizionali mansioni di scorta e tutela di beni e servizi postali se ne sono affiancate e sostituite altre del tutto differenti, caratterizzate da spiccate connotazioni di alta specializzazione tecnologica e orientate al contrasto del crimine informatico nelle sue forme più variegate”;
  • Muovendo da tale constatazione, il piano di razionalizzazione punta a concentrare le più spiccate e qualificate risorse professionali nei compartimenti dei capoluoghi regionali e nelle sezioni provinciali in cui operano procure distrettuali con ampia competenza in tema di reati informatici”;
  • Si sottolinea, comunque, che le professionalità attualmente in servizio presso le sezioni continueranno a operare sul territorio, prevedendo tale rimodulazione un loro impiego nei reparti investigativi delle locali questure”;
  • Si intende assicurare fin d’ora che il nuovo assetto organizzativo della Polizia postale e delle comunicazioni sarà ispirato ad esclusive esigenze di efficientamento e di adeguamento alla trasformazione tecnologica del Paese, senza che ne venga a soffrire la qualità del «prodotto» sicurezza”.