Risposta ad interrogazione parlamentare sull’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri.

In data 19 luglio 2016 è stata pubblicata la risposta scritta fornita dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sandro Gozi all’interrogazione parlamentare n. 4-12153 del 18 febbraio 2016 in merito in merito al previsto assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri.

Nell’interrogazione, firmata dall’Onorevole Patrizia Terzono, del Movimento 5 Stelle, era stato richiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali “se, in merito a questa scelta governativa, risulti che il Dipartimento politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri abbia ben valutato gli aspetti di opportunità giuridica, anche in relazione alla procedura EU Pilot 6730/14/ENVI, giacché la trasformazione dello status del personale del Corpo forestale dello Stato potrebbe essere in contrasto con il diritto dell’Unione europea”.

Nella risposta fornita il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha rappresentato, tra le altre cose, che:

  • l’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, non è oggetto di contestazione nell’ambito del caso EU 6730/14/ENVI relativo alla attuazione in Italia della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”;
  • “nell’ambito del suddetto caso, con nota del 27 marzo 2015, la Commissione ha proposto alle autorità italiane una serie di azioni dirette a favorire una migliore applicazione della suddetta direttiva. Non si tratta quindi di formali contestazioni, con cui la Commissione ha sanzionato prassi amministrative incompatibili con il diritto dell’Unione, ma di suggerimenti funzionali alla corretta attuazione della direttiva Habitat”;
  • tra le suddette azioni, la Commissione ha indicato che «Il rafforzamento del ruolo del Corpo forestale dello Stato dovrebbe essere accompagnato da corsi di formazione per gli agenti incaricati dei controlli. Inoltre, dovrebbero essere razionalizzate le forze in campo in materia di vigilanza ambientale (ex guardiacaccia delle Province, Corpo Forestale dello Stato, Corpi Forestali Provinciali e Regionali)»”;
  • “con riguardo ad alcuni dei suggerimenti indicati – tra cui figura anche quello attinente al Corpo forestale dello Stato – il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha fatto presente, nella sua nota di risposta del 17 aprile 2015, che gli stessi «rappresentano elementi fondamentali di confronto nell’ambito della verifica della normativa vigente di livello nazionale e regionale, al fine di prevenire alle Linee guida nazionali per la valutazione d’incidenza, previste dalla Strategia nazionale biodiversità, anche in considerazione delle diverse esperienze (positive e negative) snaturate sia nell’ambito regionale, sia nazionale e comunitario»”;
  • “nelle successive richieste di informazioni, formulate nell’ambito del caso EU Pilot in questione (la più recente è del 21 marzo 2016), la Commissione non ha più sollevato quesiti in merito alle azioni proposte. Pertanto, la Commissione non sembra aver ravvisato particolari profili di contrasto con la normativa europea di riferimento”.

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha poi concluso osservando “che presso l’Arma dei carabinieri opera il Nucleo operativo ecologico (Noe), posto alle dipendenze funzionali del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con compiti di vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in materia ambientale”.