Quesito in materia di notificazioni.

Un nostro iscritto ci ha posto il seguente quesito in materia di “Notificazioni”:

 “”” Chiedo se una “Relata di notifica”, possa essere notificata al militare interessato:

1) in caserma, ma fuori dal servizio di istituto;

2) in malattia, convalescenza, aspettativa presso la propria abitazione.

Inoltre, la relata deve contenere oltre ai contenuti da notificare il nome e la firma del militare notificatore ed il nome e la firma del militare notificato?

 “””

In relazione al quesito formulato, il quadro normativo di riferimento, nell’ambito della notificazione di atti pubblici, è dato dagli articoli 136 e seguenti del Codice di Procedura Civile, con particolare riferimento, alle seguenti disposizioni:

  • 137 – comma 2 -, il quale prevede che “L’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al destinatario di copia conforme all’originale dell’atto da notificarsi”;
  •  137 – comma 4 -, con il quale si dispone che “Se la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, …, l’ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto”;
  •  138 – comma 1 -, nel quale si precisa che “L’ufficiale giudiziario esegue la notificazione di regola mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se ciò non è possibile, ovunque lo trovi nell’ambito della circoscrizione dell’ufficio giudiziario al quale è addetto”;
  •  139 – commi 1, 2 e 3 – i quali prevedono che, se la notificazione possa essere fatta “nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio”, tramite consegna di copia dell’atto “a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace” o, in mancanza di queste, “al portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla”;
  •  146, il quale prescrive che “Se il destinatario è militare in attività di servizio e la notificazione non è eseguita in mani proprie, osservate le disposizioni di cui agli articoli 139 e seguenti, si consegna una copia al pubblico ministero, che ne cura l’invio al comandante del corpo al quale il militare appartiene”.

In base ad un esame del quadro normativo, riteniamo quindi che il quesito possa così essere definito:

 “””

La “Relata di notifica” può essere redatta nei confronti di un militare sia in caserma, durante il servizio o al di fuori dello stesso, sia presso l’abitazione di quest’ultimo, ai sensi del combinato disposto degli articoli 138 – 1° comma e 139 – 1°, 2° e 3° comma – del codice di procedura civile.

In merito, si ritiene inoltre che alcuna valenza abbia, eventualmente, lo stato di malattia o la posizione di servizio o di stato (convalescenza o aspettativa), non incidendo tendenzialmente sulla capacità di ricevere la notifica di atti.

Infine, nonostante le norme non lo prescrivano esplicitamente, si ritiene che in tali atti, l’apposizione delle generalità degli ufficiali giudiziari coinvolti e del notificato, nonché delle loro firme, costituiscano elementi essenziali per la certezza dell’atto.

“””

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