Quesito in materia di Indennità per i servizi esterni.

03 aprile 2015

Un nostro iscritto ci ha posto il seguente quesito in materia di “Indennità per servizi esterni”:

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QUESITO:

Si chiede di sapere se spetti l’indennità per servizi esterni al personale che viene convocato presso sedi giudiziarie per “citazione teste” o viene impiegato presso un poligono di tiro a cielo aperto per le prescritte esercitazioni di tiro.

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In relazione al quesito formulato, il quadro normativo di riferimento è dato da:

  • art. 12 – 1° comma – del D.P.R. 147/1990, con il quale è stata istituita la particolare indennità, prevedendo che Il supplemento giornaliero dell’indennità d’istituto, …, è triplicato per il personale impiegato nei servizi esterni, ivi compresi quelli di vigilanza esterna agli istituti di pena, organizzati in turni sulla base di ordini formali di servizio”. Tale indennità è stata estesa, tra gli altri, agli appartenenti alla Guardia di Finanza ed all’Arma dei Carabinieri Corpo della guardia di finanza e all’Arma dall’articolo 1 – 1° comma – lettera a) – della legge 232/1990;
  •  42 – 1° comma – del D.P.R. 395/1995, il quale prevede che “A decorrere dal 1° novembre 1995 al personale impiegato nei servizi esterni, organizzati in turni sulla base di ordini formali di servizio, è corrisposto un compenso giornaliero pari a L. 5.100 lorde”;
  •  50 – 1° e 2° comma – del D.P.R. 254/1999, il quale prevede che “1. A decorrere dal 1° giugno 1999 il compenso giornaliero di cui all’articolo 42, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395, spetta anche al personale del Corpo della Guardia di finanza impiegato nei servizi organizzati in turni e sulla base di ordini formali di servizio che esercita precipuamente attività nel campo della verifica e controllo per il contrasto all’evasione fiscale e di tutela degli interessi economico finanziari, svolti all’esterno dei comandi o presso enti e strutture di terzi. 2. La corresponsione del compenso di cui al comma 1, con la stessa decorrenza, è estesa al personale, di cui all’articolo 41, comma 1, che esercita precipuamente attività di tutela, scorta, traduzioni, vigilanza, lotta alla criminalità, nonché tutela delle normative in materia di lavoro, sanità, radiodiffusione ed editoria, impiegato in turni e sulla base di ordini formali di servizio svolti all’esterno dei comandi o presso enti e strutture di terzi”;
  • 48 – 1° comma – del D.P.R. 164/2002, il quale prevede che “A decorrere dal primo giorno del mese successivo all’entrata in vigore del presente decreto il compenso giornaliero corrisposto al personale impiegato nei servizi esterni di durata non inferiore a tre ore, secondo le modalità di cui all’articolo 42 del primo quadriennio normativo Polizia, e all’articolo 50 del secondo quadriennio normativo Polizia, è rideterminato nella misura di € 6,00”;
  • 26 – 1° e 2° comma – del D.P.R. 170/2007, il quale prevede che “1. In attuazione di quanto disposto dall’articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395, dall’articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 254 e dall’articolo 48 del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 2002, n. 164, l’indennità per servizi esterni viene corrisposta in misura unica giornaliera. 2. Il compenso giornaliero di cui al comma 1 è corrisposto per due volte nella medesima giornata lavorativa esclusivamente qualora il personale sia impiegato per almeno 12 ore e svolga sia nelle prime sei ore di servizio che nelle successive 6 ore un servizio esterno di durata non inferiore a 3 ore. Ai fini dell’invarianza della spesa le indennità per servizi esterni attribuibili a ciascun dipendente, nell’arco del mese, non possono essere superiori a 30”.

La regolamentazione interna in materia è costituita dalle seguenti circolari:

  •  Circolare n. 84271/13, in data 28 marzo 2013, con la quale sono state compendiate le disposizioni relative all’indennità per servizi esterni, prevedendo, in estrema sintesi, che:
  •  “il beneficio in rassegna compete per i servizi che presentano contemporaneamente i seguenti requisiti: (1) organizzati in turni, …, (2) svolti sulla base di ordini formali, (3) espletati all’esterno, (4) aventi durata minima non inferiore a 3 ore continuative, …”;
  • l’indennità “non può essere attribuita per l’esecuzione di servizi aventi natura sporadica e occasionale” ma “spetta anche al militare chiamato a sostituire, occasionalmente, il personale ordinariamente preposto all’espletamento dei servizi ricompresi nella tipologia in esame”;
  • i servizi sono qualificati come “esterni” quando sono svolti “istituzionalmente, al di fuori delle strutture sedi della propria abituale attività lavorativa (Comando, Ente o Reparto) esclusivamente in ambiente esterno, con ciò individuando quale unico parametro di riferimento la condizione di operare all’esterno di immobili (“a cielo aperto”)”;
  • i servizi sono inoltre qualificati come “esterni” quando si tratti di attività nel campo della verifica e controllo dell’evasione fiscale, tutela degli interessi economici e finanziari, ovvero di tutela, scorta, traduzioni, vigilanza, lotta alla criminalità nonché tutela delle normative in materia di lavoro, sanità, radiodiffusione ed editoria, se tali attività “sono svolte all’esterno di locali adibiti a sede abituale della propria attività lavorativa ovvero presso enti o strutture di terzi”;
  • non costituisce servizio “presso enti o strutture di terzi” quello “reso in via ordinaria in uffici del Corpo allocati presso altre Amministrazioni o Enti diversi”, né autonomo presupposto per la corresponsione dell’emolumento “il distacco o assegnazione presso altri Organi della Pubblica Amministrazione in relazione ai quali i militari del Corpo svolgono attività d’istituto, anche di tipo collaborativo”;
  • Compendio del gennaio 2013 contenente ““IL TRATTAMENTO ECONOMICO DEL PERSONALE C.D. “CONTRATTUALIZZATO”” – Capitolo IV – punto 3. -, nel quale sono riprese le citate norme e le direttive di riferimento.

In merito, è reperibile in giurisprudenza, da ultimo, la seguente sentenza:

Sentenza CdS n. 4888/2014, nella quale l’Organo giurisdizionale ha:

  • richiamato il parere n. 1252/1997 reso dal Consiglio di Stato, Terza Sezione, secondo il quale “l’indennità in questione è finalizzata a ““compensare il personale che si trova ad operare in situazioni di particolare disagio, consistenti nella esposizione ad agenti atmosferici ed ai rischi connessi alla prestazione del servizio in ambienti esterni”, mentre va esclusa la sussistenza delle suddette condizioni “nella ipotesi del servizio effettuato fuori dagli uffici della unità di appartenenza, ma presso altri uffici””;
  • precisato che “il problema interpretativo dell’ampiezza della nozione dei “servizi esterni” (da cui era scaturito un lungo contenzioso) è stato risolto solo dal DPR n.254/1999, che all’art. 11, a decorrere dal 1 giugno 1999, ha previsto l’estensione del compenso giornaliero per il servizio esterno, di cui al DPR n.395/1995, art. 9, anche al personale che svolga attività di tutela, scorta, traduzione, vigilanza lotta alla criminalità ed altre ivi indicate”.

RISPOSTA:

In base ad un esame del quadro normativo, regolamentare e giurisprudenziale riteniamo quindi che il quesito possa così essere definito:

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L’indennità per servizi esterni può essere riconosciuta al personale che viene convocato presso sedi giudiziarie per “citazione teste”, qualora si tratti di attività nel campo della verifica e del controllo dell’evasione fiscale, della tutela degli interessi economici e finanziari, in quanto trattasi di operazioni di completamento del servizio che promanano da attività primarie di polizia tributaria-giudiziaria per le quali é inequivocabilmente prevista la corresponsione dell’emolumento. Lo stesso art. 50  del D.P.R. 254/1999 ha esteso l’indennità  anche per i servizi di tutela, scorta, traduzioni, vigilanza, lotta alla criminalità nonché tutela della normative in materia di lavoro, sanità, radiodiffusione ed editoria.

L’indennità per servizi esterni, invece, in base alla normativa interna,  non appare corrispondibile al personale della GDF che viene impiegato presso un poligono di tiro a cielo aperto per le prescritte esercitazioni di tiro, trattandosi di servizi aventi natura sporadica e occasionale.

Ad onor del vero va precisato che sulla tematica non esiste nell’ambito del comparto un’applicazione univoca, tant’é che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza con circolare n. 557/RS/01/20/12/4771 del 18 Maggio 2007  ha stabilito la spettanza dell’indennità per :

  • le attività di addestramento ed esercitazione presso i poligono di tiro a cielo aperto per il personale istruttore, per i partecipanti all’esercitazione, per il personale sanitario ivi presente, nonché per i tiratori scelti;
  • attività di addestramento delle unità cinofile.

Ad ogni buon conto, trattandosi di norme di natura contrattuale, é opportuna e necessaria, non solo la loro armonizzazione, ma anche l’applicazione univoca all’interno del comparto, altrimenti si generano forme di disparità di trattamento che difficilmente potranno essere comprese ed accettate dal personale che si trova ad espletare un analogo servizio.

In occasione del riavvio delle procedure contrattuali – parte normativa – peraltro, sarebbe opportuno avanzare proposte di modifica finalizzate:

  1. ad affermare il principio secondo il quale l’unico requisito per la spettanza dell’indennità debba essere quello dell’esecuzione di un servizio esterno al reparto di appartenenza, per una durata non inferiore alle 3 ore, escludendo, in tal modo, qualsiasi riferimento all’impiego in turni e agli ordini formali di servizio, ovvero alle modalità di effettuazione del servizio stesso (cielo aperto, autovettura, presso sede di terzi, ecc.), proprio perché, nel tempo, con l’evoluzione della normativa, che delineava i presupposti per la spettanza di tale indennità, (l´esigenza di fondo di compensare esclusivamente il disagio climatico-meteorologico insito nel servizio c.d. “a cielo aperto) la stessa è stata, nel tempo, snaturata e, quindi, abbondantemente superata. 

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