Quesito in materia di “Impiego” e “Documentazione Caratteristica”.

Un nostro iscritto ci ha posto il seguente quesito in materia di “Impiego” e “Documentazione Caratteristica”:

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Possono due affini lavorare nella stessa articolazione di un Reparto territoriale?

Può il più elevato in grado redigere la documentazione caratteristica nei confronti dell’altro familiare sottoposto, senza incorrere in “causa di nullità” per “conflitto d’interessi”?

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In relazione al quesito in argomento, formulato da un nostro iscritto, si deve fare una opportuna premessa sui requisiti oggettivi che deve possedere il documento caratteristico secondo la normativa vigente in materia.

La documentazione caratteristica ha la scopo di registrare, in un arco temporale definito, le valutazioni dei superiori (compilatore e revisore) sul rendimento fornito dai propri militari con riferimento al servizio prestato.

Tali valutazioni devono essere ispirate a principi di obiettività, imparzialità, ed equità nell’apprezzamento di tutti gli elementi che influiscono sul rendimento del dipendente e devono altresì essere autonome ed indipendenti l’una dall’altra.

Altre valutazioni non possono vincolare né la coscienza né la facoltà di giudizio del superiore, che deve trarre tali elementi dalla conoscenza personale del giudicando.

Premesso quanto sopra, la normativa interna prevede esplicitamente la possibilità di ricorrere all’istituto dell’astensione quando il compilatore o il revisore del documento caratteristico siano nell’impossibilità di esprimere un giudizio personale per mancanza di sufficienti elementi di valutazione.

Tenendo però conto dei principi enunciati (obiettività, imparzialità ed equità), cui devono ispirarsi i superiori nel valutare i dipendenti, si ritiene che un motivo di astensione possa sussistere quando il compilatore od il revisore siano impossibilitati ad esprimere un giudizio obiettivo o comunque oggettivamente libero da coinvolgimenti non attinenti il servizio.

Tale eventualità appare ricorrere, almeno teoricamente, nel caso del rapporto di parentela citato dal nostro associato, oppure in ogni altro caso in cui può configurarsi un generico conflitto di interessi.

In senso generale, appare appropriata la prassi in uso attualmente nell’Amministrazione che, di fatto, fatti salvi i casi preesistenti, in casi assimilabili per ratio a quello in esame, tende ad evitare la coesistenza di personale legato da vincoli di parentela nel medesimo Reparto, pur non essendo normativamente precluso. Tale circostanza è esplicitamente e, a nostro giudizio, opportunamente normata, nella circolare sulla mobilità del personale per la fattispecie relativa ai coniugi ed al loro ricongiungimento familiare.

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