Quesito in materia di assistenza ai portatori di handicap. Aspettativa e detrazione di anzianità.

Quesito.

Sono un appartenente al Corpo della Guardia di Finanza e ho usufruito nell’arco di un quadriennio di circa 400 giorni di licenza straordinaria per l’assistenza a mia figlia, riconosciuta soggetto portare di handicap grave ai sensi della legge 104. Per tale periodo di assenza l’Amministrazione di appartenenza ha provveduto a rimodulare la mia anzianità di grado.

Gradirei sapere:

  • se l’atto amministrativo emanato nei miei confronti è corretto;
  • se la predetta rimodulazione della mia anzianità di grado comporterà anche uno slittamento nella maturazione del mio primo assegno funzionale.

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In relazione al quesito formulato dal nostro iscritto occorre preliminarmente fissare la particolare tipologia di assenza dal servizio adita dallo stesso in quello che è il quadro normativo di riferimento che, nel caso di specie, si trova contenuto:

  • nell’art. 33, comma 2 e 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • negli artt. 33, comma 1 e 42, comma 5, del d.lgs 26 marzo 2001, n. 151.

Ai sensi dei citati articoli, infatti, entrambi i genitori, in alternativa, anche se adottivi o affidatari, di figlio con handicap in situazione di gravità, accertata ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 104 del 1992 – a condizione che la persona non sia ricoverata a tempo pieno presso istituti specializzati – hanno diritto a fruire, con divieto di cumulo, tra l’altro, fino a due anni in maniera continuativa o frazionata (veggasi in tal senso la circolare INPDAP n. 31 del 12 maggio 2004), di licenza straordinaria retribuita per l’assistenza di ciascun figlio, nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Per quanto riguarda, invece, gli effetti della particolare tipologia di assenza dal servizio che produce sullo stato giuridico del militare:

  • l’articolo 42, commi 5 e 5 – quinquies del d.lgs. 151/2001 e l’art. 4, comma 2 , della legge 53/2000, ne definiscono la non computabilità nell’anzianità di servizio;
  • l’art. 7 comma 3 della legge 1° febbraio 1989, n. 53/1989 determina che il militare subisce una riduzione di anzianità conseguente a interruzioni del servizio.

L’art. 6 del D.L. 387/87 prevede l’attribuzione, in favore degli appartenenti alle Forze di polizia sub-direttivi, nonché di quelli direttivi proveniente da carriere e ruoli inferiori delle medesime, di un assegno pensionabile al compimento di  19 e 29 anni di servizio effettivo prestati senza demerito.

Il combinato disposto degli artt. 7 del D.P.R. 348/2003 e 31 del D.P.R. 51/2009 ha rideterminato il numero degli anni di servizio utili alla maturazione del relativo diritto.

A seguito di ciò, l’assegno funzionale, pertanto, spetta al compimento di 17, 27 e 32 anni di servizio effettivamente prestato senza demerito, anche nelle Forze di Polizia e nelle Forze Armate.

Premesso quanto sopra, si ritiene pertanto, a nostro parere, che:

  • l’atto amministrativo emanato dall’Amministrazione di appartenenza del lettore sia in linea con le disposizioni vigenti in materia;
  • la detrazione dell’anzianità subìta comporterà anche uno slittamento nella maturazione degli assegni funzionali,

in ragione del fatto che le norme richiamate dispongono espressamente che il periodo di aspettativa di cui ha usufruito il lettore “non rileva ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto” (articolo 42, comma 5 – quinquies del d.lgs. 151/2001) e che “il congedo non è computato nell’anzianità di servizio, né ai fini previdenziali” (articolo 4, comma 2 , della legge 53/2000).