Progetti di legge di riforma della Rappresentanza Militare. Abbandonato il Comitato Ristretto. Ripreso l’esame in Commissione plenaria.

Nella seduta della 4^ Commissione “Difesa” della Camera dei Deputati n. 775 del 1° marzo 2017 è ripreso l’esame, non più in Comitato Ristretto ma in Commissione plenaria, delle proposte di legge di riforma dell’istituto della Rappresentanza Militare.

Nel corso della nuova riunione, gli Onorevoli:

  • Paolo BOLOGNESI (PD) “osserva che la proposta di testo unificato depositata dalla relatrice nella precedente seduta presenta alcune criticità sulle quali sarebbe opportuna una riflessione e che ha già segnalato al comitato ristretto. In particolare, evidenzia come a seguito dell’articolazione dei COCER in due categorie, una per il comparto difesa, costituito dalle sezioni di Esercito, Aeronautica e Marina militare, e l’altra per il comparto sicurezza, costituito dalle sezioni dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera, che opera nell’ambito della sicurezza, ma è incardinato nella Marina militare, venga a trovarsi privato di un’autonoma rappresentanza. Esprime, inoltre, perplessità riguardo alla non inclusione, tra le materie su cui i COCER possono formulare proposte, del tema della salute e della sicurezza sul lavoro, che – a suo avviso – riveste fondamentale importanza. Si tratta di questioni che richiedono un ulteriore approfondimento, che, a suo parere, potrebbe essere svolto attraverso un breve ritorno nella sede del comitato ristretto”;
  • Francesco Saverio GAROFANI, presidente, “chiarisce che la scelta di riportare il provvedimento all’esame della Commissione plenaria, concludendo la discussione in comitato ristretto, non è dovuta al fatto che il lavoro è considerato concluso, bensì al fatto che nella sede ristretta non sono stati fatti passi avanti degni di nota, non essendo stato possibile raggiungere punti di convergenza. Il voto per l’adozione del testo base, previsto per la seduta di oggi, non impedisce quindi alla Commissione plenaria di modificare, attraverso la normale fase emendativa, il testo base, né impedisce a ciascun deputato di avanzare a tempo debito le sue proposte di modifica del testo, le quali saranno valutate e votate dalla Commissione con le forme proprie dell’esame in sede referente”;
  • Donatella DURANTI (MDP) “preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sottolineando come il testo unificato proposto dalla relatrice ricalchi l’attuale sistema della rappresentanza militare, senza operare una vera riforma che attribuisca al personale in divisa i diritti sindacali. Ribadisce, quindi, quanto già detto in sede di comitato ristretto, e cioè che non ritiene possibile proporre modifiche migliorative del testo unificato, del quale non condivide in radice l’impostazione, precisando che si sarebbero dovuti assumere quali criteri ispiratori della riforma quelli sanciti dall’articolo 5 della Convenzione dell’organizzazione internazionale del lavoro e dall’articolo 11 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che riconosce a tutti – e, quindi, anche ai militari – il diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione, ivi compreso il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi. Esprime quindi un giudizio del tutto negativo sul testo proposto, che non è ispirato ai principi di democrazia e pluralismo”;
  • Emanuela CORDA (M5S) “preannuncia, a sua volta, il voto contrario del proprio gruppo, sottolineando che il testo proposto dalla relatrice non è condivisibile e che il lavoro del comitato ristretto si è concluso senza portare a un ravvicinamento delle diverse posizioni, nonostante in un primo momento sia sembrato possibile discutere in maniera proficua su temi come, per esempio, la composizione e la presentazione delle liste. Ricorda come il suo gruppo abbia sempre cercato di dare un contributo concreto per cercare di migliorare il più possibile il testo proposto dalla relatrice, pur nella convinzione che esso non vada incontro alle esigenze del personale del comparto e non rispetti i principi riaffermati nella sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Pertanto preannuncia che il suo gruppo riproporrà le proposte emendative che nei lavori del comitato ristretto non sono state accolte. Conclude evidenziando come l’ulteriore proroga della durata del mandato dei componenti elettivi dei COCER, recentemente disposta dalla legge di conversione del decreto-legge «proroga termini» (n. 244 del 2016), costituisca un vulnus insanabile per la rappresentatività di questi organi”;
  • Elio VITO (FI-PdL) “preannuncia che il suo gruppo voterà contro l’adozione del testo proposto dalla relatrice come testo base. Rileva come, dopo un lungo, lentissimo e inutile lavoro del comitato ristretto, venga riproposto alla Commissione lo stesso testo, o quasi, sottoposto al comitato ristretto: un testo del tutto insoddisfacente, che non tiene conto in nessun modo né delle proposte avanzate dal suo gruppo – prima con il progetto di legge Palmizio C. 2776 e poi con i contributi forniti in sede di comitato ristretto, – né delle richieste formulate dagli organi della rappresentanza militare nelle audizioni informali svolte oltre due anni fa, né delle sentenze pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, né della necessità di risolvere i problemi concreti sui quali il suo gruppo e altri gruppi di opposizione hanno in questi anni richiamato l’attenzione mediante atti di sindacato ispettivo aventi a oggetto vicende deprecabili di lesione dei diritti di parola e di pensiero dei rappresentanti militari. A suo avviso, il testo proposto alla Commissione non riforma in niente l’attuale sistema della rappresentanza militare e costituisce in definitiva una mera riscrittura della disciplina esistente. È un testo regressivo, che non va in alcun modo incontro alle esigenze del personale militare, il quale aspetta da decenni una riforma del sistema. Annuncia altresì che il suo gruppo è intenzionato a proporre all’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, di prevedere lo svolgimento di audizioni sul testo base”;
  • Antonino MOSCATT (PD) “preannuncia il voto favorevole del suo gruppo, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dal comitato ristretto e in particolare dalla relatrice, che costituisce un valido punto di partenza per discutere e sviluppare ulteriori approfondimenti. Non ritiene corrette le critiche mosse al lavoro del comitato ristretto e fa presente che proprio la volontà di evitare che il provvedimento si arenasse in quella sede hanno spinto la maggioranza e la relatrice a chiedere di rimettere la discussione alla Commissione plenaria. Il suo gruppo accoglie infatti tutte le occasioni di confronto e non è quindi contrario neanche ad un approfondimento da farsi attraverso lo svolgimento di audizioni”.

Il seguito dell’esame è stato quindi rinviato ad altra seduta.