Premio antievasione per i Finanzieri: un risultato storico ma a distanza di dieci anni è arrivato il momento di rivedere la spartizione della torta. Di Eliseo Taverna

30 ottobre 2017

Il premio antievasione previsto dall’articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 97, n. 79 convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, è stato fin dalla sua istituzione un traguardo difficile da raggiungere per le fiamme gialle, nonostante l’apporto considerevole in materia di lotta all’evasione.

Nonostante i vari tentativi fatti sia dall’Amministrazione, sia dai vari Co.Ce.R. che si erano alternati nel corso degli anni, fino al 2007 non vi erano stati risultati positivi su questo fronte  ed il personale della Guardia di Finanza continuava ad essere escluso, così come lo era stato fin dal 1997 (data di istituzione del premio), dalla ripartizione di circa 400 milioni di euro all’anno, che in periodi di crisi economica non erano certo cifre da poco conto.

Solo grazie ad una battaglia storica intrapresa da alcuni delegati Co.Ce.R. mediante articoli di stampa, interrogazioni parlamentari e ricorsi amministrativi e successivamente condivisa da tutto l’Organismo centrale di rappresentanza, si ottenne il riconoscimento del cosiddetto “premio antievasione” anche per il personale della Guardia di Finanza, con la consequenziale attribuzione di 20 milioni di euro al Fondo Assistenza dei Finanzieri, attesa la mancanza della contrattazione di secondo livello necessaria a poter esperire le procedure di ripartizione del premio con altre modalità.

Nonostante il prezioso risultato, tuttavia, ancora oggi, a distanza di circa dieci anni, permangono ancora forti ed ingiustificate disparità di trattamento tra le  risorse che attualmente vengono attribuite ai dipendenti civili dell’Amministrazione Finanziaria, circa 35o milioni di euro e  quelle riservate al personale della Guardia di Finanza, attualmente soli 15 milioni di euro.

Così come non era comprensibile in quegli anni la totale esclusione dei finanzieri dalla ripartizione del premio, pertanto, oggi resta altrettanto difficile comprendere,  quali possano essere le ragioni che sottendono ad una ripartizione fortemente iniqua tra le due componenti dell’Amministrazione economico-finanziaria (civile e militare) le quali, a prescindere dalla loro natura, non possono far altro che ingenerare nelle fiamme gialle una rabbia che si mescola all’indignazione.

Indignazione, che manifesteremo senza riserve al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan in occasione dell’incontro che avremo a breve, con l’auspicio che questa volta la ragione ed il buon senso prevalgano su tutte le altre logiche e finalmente i sessantamila finanzieri di ogni ordine e grado possano avere un minimo di soddisfazione economica in più e maggiore considerazione per il lavoro che svolgono.

*Delegato Consiglio Centrale di Rappresentanza della  Guardia di Finanza

SENATO DELLA REPUBBLICA

Legislatura 15 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01469

Atto n. 4-01469 Pubblicato il 7 marzo 2007 Seduta n. 120

Senatori

VILLECCO CALIPARI , BENVENUTO , BARBOLINI , ROSSA , CASSON, ROSSI Paolo , ROILO , BOCCIA Antonio , ZANONE , RUBINATO

– Al Ministro dell’Economia e delle Finanze. –

Premesso che:

l’articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 97, n. 79 convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 “Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica” ha stabilito che a decorrere dall’anno finanziario 1997 la misura dei compensi incentivanti indicata nel comma 2, dell’art. 4 del decreto-legge 30 novembre 1994, n 656 è stabilita nel 2% e si applica su tutte le somme riscosse in via definitiva a seguito dell’attività di accertamento tributario;

le somme derivanti dall’applicazione del comma 1 affluiscono ad apposito fondo, da costituire nello stato di previsione del Ministero delle finanze, destinato al personale dell’amministrazione finanziaria in servizio negli uffici che hanno conseguito gli obiettivi di produttività definiti, anche su base monetaria, in attuazione delle direttive impartite dal Ministero delle finanze ai sensi degli articoli 3, commi 1 e 14, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 93, n 29. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, previa contrattazione con le organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto, sono stabiliti i tempi e le modalità di erogazione del fondo, commisurando le risorse finanziarie da assegnare a ciascun ufficio all’apporto recato dall’ufficio medesimo all’attività di controllo fiscale. Le somme non erogate per mancato conseguimento degli obiettivi costituiscono economia di bilancio;

con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, tenuto conto della specificità dei compiti e delle funzioni inerenti alle esigenze operative dell’amministrazione finanziaria, vengono individuate, sentite le organizzazioni sindacali, le modalità e i criteri di conferimento delle eventuali reggenze degli uffici di livello dirigenziale non generale e definiti i relativi aspetti retributivi in conformità con la disciplina introdotta dal contratto collettivo nazionale di lavoro inerente alle medesime funzioni;

con lo stesso decreto sono altresì individuate le condizioni per il conferimento delle reggenze, per motivate esigenze funzionali, anche ai dipendenti appartenenti alle qualifiche nona e ottava, in assenza di personale di qualifica dirigenziale da utilizzare allo scopo;

attraverso le modifiche apportate dalla legge 350/2003 (finanziaria 2004), il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base delle somme riscosse in via definitiva correlabili ad attività di controllo fiscale, delle maggiori entrate realizzate con la vendita degli immobili dello Stato effettuata ai sensi dell’art. 3, comma 99, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché sulla base dei risparmi di spesa per interessi, calcolati rispetto alle previsioni definitive di bilancio e connessi con la gestione della tesoreria, del debito pubblico, con l’attività di controllo e monitoraggio dell’andamento della finanza pubblica e dei flussi di bilancio per il perseguimento degli obiettivi programmatici, determina con proprio decreto le misure percentuali da applicare su ciascuna di tali risorse, con effetto dall’anno 2004, per il potenziamento dell’Amministrazione economico-finanziaria, in misura tale da garantire la neutralità finanziaria rispetto al previgente sistema. Di conseguenza le somme derivanti dall’applicazione dalla norma, affluiscono in appositi fondi destinati al personale dell’amministrazione economica e finanziaria in servizio presso gli uffici adibiti alle attività di controllo e monitoraggio della finanza pubblica, che hanno conseguito gli obiettivi di produttività definiti, anche su base monetaria. In sede di contrattazione integrativa sono stabiliti i tempi e le modalità di erogazione dei fondi, determinando le risorse finanziarie da assegnare a ciascuno dei predetti uffici, in relazione all’apporto recato dagli uffici medesimi nelle attività controllo e monitoraggio della finanza pubblica;

il comma 531, lett. d), dell’art. 1 della legge 296/2006 (finanziaria 2007) ha stabilito che: “con effetto dall’anno 2006, le predette percentuali sono determinate ogni anno in misura tale da destinare alle medesime finalità un livello di risorse non superiore a quello assegnato per il 2004, ridotto del 10%”;

il 29 dicembre 2006 il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, ha fissato l’importo complessivo degli incentivi, in 410 milioni di euro, di cui 60 per il 2005 relativi all’attività di contrasto all’evasione del 2004 e 350 per il 2006 relativi all’attività del 2005;

le percentuali di ripartizione di tali importi, così distinti, sono state stabilite dal Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Paolo Cento, in rappresentanza del Governo, di concerto con i sindacati della funzione pubblica: 71% alle agenzie fiscali (Entrate, Demanio, Territorio e dogane); 27,5% al Ministero dell’economia e delle finanze (Ufficio di gabinetto, Tesoro, Politiche fiscali, Amministrazione generale del personale, Ragioneria dello Stato, Politiche, sviluppo e Coesione e Scuola Superiore Economia e Finanze); 1,5% ai Monopoli di Stato;

dalla ripartizione sopra citata, è stato escluso il personale della Guardia di finanza che, seppur inserito nella contrattazione collettiva delle forze di polizia di cui al decreto legislativo 195/95 e non essendo, per la propria peculiarità, destinatario di una contrattazione decentrata, ha pienamente titolo di vedersi riconosciuti, nell’ambito di un rapporto tra prestazione di lavoro e retribuzione, gli stessi incentivi che sono stati attribuiti al personale civile del Ministero dell’economia e delle finanze;

non è da sottovalutare che se il legislatore avesse voluto escludere quest’ultimo personale, lo avrebbe fatto chiaramente, invece nulla si rinviene nella previsione normativa di cui all’art. 12 della già citata legge 28 maggio 1997, n. 140 che, in modo inconfondibile individua, ratio legis, tra i beneficiari degli incentivi tutto il personale dell’Amministrazione economico-finanziaria;

una tale particolaristica ripartizione, appare sperequativa anche nei fatti, atteso che il personale della Guardia di finanza svolge, in primis, il ruolo di Polizia economico-finanziaria e quindi, di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale;

una buona parte del recupero, a titolo definitivo, delle somme introitate dall’Amministrazione economico-finanziaria a seguito della lotta all’evasione fiscale deriva dai “verbali di constatazione” elevati dalla Guardia di finanza, trasmessi poi, alle Agenzie fiscali e, da queste, trasformati in verbali di accertamento;

questa disparità di trattamento, come riportato recentemente attraverso organi di stampa (“Italia Oggi” del 6 febbraio 2007) dai delegati del Co.Ce.R. Taverna, Tisci e Dalessandro, si ripercuote in maniera svantaggiosa sia sotto il profilo materiale che sotto il profilo funzionale e rischia di avere effetti negativi sul morale del personale e, dunque, sulla produttività dello stesso;

in un articolo apparso sul settimanale “Panorama” il 9 febbraio 2007 si asserisce che per calcolare gli incentivi dei dipendenti del Ministero sarebbero stati inseriti in organico, con il presunto obiettivo di aumentare il quantum del premio, anche 1.500 ex lavoratori dei Monopoli di Stato e dell’Ente tabacchi inquadrati nel ruolo 1G, cioè messi in mobilità verso i Comuni ed altri enti locali,

si chiede di conoscere:

  1. con quali interventi il Ministro in indirizzo intenda riequilibrare la disparità di trattamento delle politiche incentivanti tra il personale civile del Ministero dell’economia e delle finanze e quello della Guardia di finanza;se corrisponda al vero quanto sostenuto nell’articolo di “Panorama” del 9 febbraio 2007;
  2. se ritenga di apportare le opportune modifiche legislative che consentano di corrispondere, ad personam, gli incentivi anti-evasione, anche al personale della Guardia di finanza o, in alternativa, veicolarle nel Fondo di assistenza dei finanzieri che svolge un ruolo assistenziale come, peraltro, già avviene per una piccola parte dei proventi contravvenzionali in materia di imposte di fabbricazione.

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PANORAMA: “FINANZIERE? NIENTE PREMIO – MALUMORI IN DIVISA”

mercoledì 26 marzo 2008

Diecimila euro a testa: è la sostanziosa cifra che va ai dirigenti del ministero dell’Economia e delle agenzie fiscali (Entrate, Dogane, Territorio, Monopoli) a titolo di compenso per i successi conseguiti sul fronte della lotta all’evasione. In base a una legge approvata alcuni anni fa, infatti, una parte dei maggiori introiti fiscali viene girata ai dipendenti sotto forma di premio. Dopo i dirigenti passeranno all’incasso anche i 75 mila impiegati, i quali riceveranno circa 5 mila euro, essendo la somma globale da ripartire intorno ai 400 milioni. Nessun premio, invece, ai 64 mila militari della Guardia di finanza, che pure partecipano in prima linea alla lotta all’evasione e che attraverso il loro organismo di rappresentanza hanno già annunciato un ricorso al TAR. (D.M.)

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PROTESTA – NIENTE PREMI «ANTIEVASIONE». LE FIAMME GIALLE DAL GIUDICE. I FONDI STANZIATI SONO PER I DIPENDENTI CIVILI (da Il Tempo)

giovedì 06 marzo 2008

Protesta – I fondi stanziati sono per i dipendenti civili

NIENTE PREMI «ANTIEVASIONE». LE FIAMME GIALLE DAL GIUDICE

Maurizio Piccirilli

Il governo ignora chi combatte l’evasione. I premi antievasione per l’anno 2006, quantificati con specifico decreto Ministeriale, come previsto dall’articolo 12 del Decreto Legge numero 79/1997 convertito in Legge numero 140/1997 è stato destinato solo alle Agenzie Fiscali con uno specifico accordo firmato con le organizzazioni sindacali.

Il Cocer della Guardia di Finanza, appreso della decisione «dagli organi di stampa», lamenta l’esclusione da tale beneficio. «Con il più profondo rammarico, dobbiamo prendere atto, ancora una volta – sottolineano i rappresentanti del Cocer – che il personale della Guardia di Finanza non risulta inserito tra coloro che parteciperanno alla ripartizione di una parte degli importi recuperati dall’azione di contrasto al fenomeno evasivo-elusivo nel campo fiscale».

Da tempo il C.Ce.R. si batte per un equa distribuzione premiale e numerose sono state le delibere nelle quali la rappresentanza delle Fiamme Gialle, rivendicava un omogeneo trattamento con le Agenzie Fiscali, «secondo lo spirito della Legge 140/97 che si prefigge di incentivare la produttività di tutto il personale dell’Amministrazione economico-finanziaria. inequivocabile è l’appartenenza della Guardia di Finanza a tale Amministrazione, così come indubitabile e fondamentale è il ruolo che essa svolge per la lotta all’evasione fiscale».

«Le promesse ricevute dai vertici del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si sono succeduti nel tempo, finalizzate a colmare tale sperequazione – spiegano al Co.Ce.R.- non hanno ancora trovato, al momento, una concreta attuazione. Pressanti sono le doglianze che in questi giorni ci pervengono dai 64.000 appartenenti al Corpo da noi rappresentati. Ancora una volta essi si vedono privati, ingiustamente, di un legittimo riconoscimento economico. Non possiamo più rimanere semplici spettatori. Intraprenderemo con determinazione, nostro malgrado, in assenza di riscontri positivi, ogni iniziativa, anche di tipo giurisdizionale, collettiva o individuale, a tutela degli interessi legittimi di tutto il personale della Guardia di Finanza».

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FISCO: COCER GDF, FIAMME GIALLE ESCLUSE DA PREMI ANTIEVASIONE

mercoledì 25 aprile 2007

FISCO: COCER GDF,FIAMME GIALLE ESCLUSE DA PREMI ANTIEVASIONE

 (ANSA) – ROMA, 24 APR – Premi incentivanti per il contrasto all’evasione fiscale sono stati assegnati ai dipendenti del ministro dell’Economia e delle Finanze, anche se condannati per danno erariale, mentre e’ stata esclusa la Guardia di finanza. Lo afferma il Cocer delle Fiamme Gialle, citando un articolo pubblicato oggi sul ‘Sole 24 ore’.

 ”I militari della Guardia di Finanza – sostiene il Cocer – pur contribuendo in modo preponderante con il loro lavoro al conseguimento degli obiettivi di politica economica e, in particolare, alla lotta all’evasione fiscale, continuano a essere discriminati e anzi, attese le ristrettezze di bilancio, essi devono non di rado far fronte personalmente alle spese relative al servizio, a cominciare da quelle per l’aggiornamento professionale”. La situazione, sottolinea l’organismo, ”appare paradossale se si pensa che i risultati conseguiti in materia di lotta all’evasione sono sotto gli occhi di tutti e sono stati oggetto ripetutamente di plauso da parte delle autorita’ di Governo”. Inoltre, aggiunge, ”cio’ appare in palese contrasto con gli orientamenti governativi in materia di produttivita’ della Pubblica Amministrazione”.

”Diciamo basta – conclude il Cocer Gdf – a questo stato di cose e chiediamo coerenza fra dichiarazioni e azioni: si premi il personale in ragione dell’effettivo concorso prestato al conseguimento degli obiettivi! Si incentivi chi materialmente opera con sacrificio e abnegazioni e non chi ha commesso illeciti o addirittura reati”. (ANSA).