Politica e comparto sicurezza. Storie di ordinaria amnesia. di Alessandro Margiotta*

L’attenzione della Politica verso le Amministrazioni del comparto sicurezza e del suo personale è oramai da tempo “frutto delle stagioni” e subisce accelerazioni e rallentamenti in stretta connessione, spesso, con particolari congiunture quali, a titolo esemplificativo, recrudescenze di fenomeni criminali e di terrorismo, politiche fiscali, scadenze contrattuali, campagne politiche sia locali che nazionali.

Pur nella consapevolezza della potenziale attenzione strumentale che la Politica riserva al comparto, non mi sono mai voluto astenere, con approccio non certo ottimistico ma quantomeno positivo, dal valutare con favore tutte le iniziative legislative intraprese dalla Politica aventi lo scopo, reale o simulato, di migliorare la funzionalità delle Amministrazioni del comparto e la condizione lavorativa del loro personale.

Per tale motivo mi sono “imbarcato”, già dalla fine del 2013, in questa avventura del monitoraggio dei progetti e disegni di legge in qualche modo di specifico interesse per il personale delle Forze di Polizia, focalizzando l’attenzione soprattutto su quelli che potenzialmente potevano avere riflessi di un certo spessore in termini di miglioramento del benessere del personale, imbattendomi da subito su alcune iniziative di grandissimo interesse e per certi versi fortemente innovative, se non “rivoluzionarie”.

Mi riferisco principalmente ad alcune delle proposte di legge di riforma dell’istituto della Rappresentanza Militare (A.C. 1963, 1993, 2097, 2591, 2748 e 2776), al disegno di legge in materia di ricongiungimento familiare del personale militare e delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile (A.S. 1469), al disegno di legge in materia di specificità delle Forze armate, delle Forze di Polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco (A.S. 1399) e, da ultimi, ai disegni di legge per il trattamento pensionistico e risarcitorio del personale appartenente al comparto Sicurezza, Difesa, Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico (A.S. 2293) e in materia di previdenza complementare integrativa per il personale delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e del Soccorso Pubblico (A.S. 2381).

A queste devono poi aggiungersi la proposta di legge relativa al riconoscimento della pensione privilegiata in favore dei militari dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza (A.C. 1441), la proposta di legge che prevede il riconoscimento di incentivi in favore del personale delle Forze di Polizia trasferito d’ufficio in sedi disagiate (A.C. 2130), il disegno di legge per la concessione di una promozione per merito di lungo servizio agli ufficiali ed ai sottufficiali delle Forze Armate e della Guardia di Finanza collocati in congedo assoluto (A.S. 1581) e la proposta di legge di indennizzo in favore dei familiari superstiti degli appartenenti alle Forze Armate e di Polizia deceduti per causa di servizio (A.C. 2929).

Ebbene, di tutte tali iniziative legislative, che certamente non sono le sole di interesse per il comparto, solo il disegno di legge A.S. 1581 per la concessione di una promozione per merito di lungo servizio risulta ormai in dirittura d’arrivo, essendo stato assegnato prima in sede referente e poi in sede deliberante alla IV Commissione Difesa del Senato della Repubblica, che ne ha concluso l’esame il 9 giugno 2016.

Per i restanti….”di doman non c’è certezza”.

Difatti, alcune delle menzionate iniziative si sono arenate addirittura alla fase della loro presentazione già nel 2013, 2014 e 2015, senza che sia mai iniziato il loro esame (A.C. 1441, A.S. 1469, A.S. 1399, A.C. 2130 e A.C. 2929), mentre altre stanno ora vivendo una fase di “stallo”, essendo state riunite per l’esame da parte di un “comitato ristretto” appositamente costituito allo scopo di redigerne un testo unificato sul quale confrontarsi (progetti di riforma della Rappresentanza Militare), comitato che più che “ristretto” ritengo possa ormai essere chiamato “atrofico”, considerato che le sue riunioni continuano ad essere rinviate per circostanze non note ai “comuni mortali” e non rilevabili dai resoconti della Commissione Difesa ove sono giacenti (“dormienti”).

Con tali premesse, pur continuando con il mio approccio positivo, non posso che prefigurare analoga fine (o mancato inizio) per i restanti disegni di legge per il trattamento pensionistico e risarcitorio del personale appartenente al comparto Sicurezza, Difesa, Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico (A.S. 2293) e in materia di previdenza complementare integrativa per il personale delle Forze di Polizia, delle Forze armate e del Soccorso Pubblico (A.S. 2381).

E non oso pensare a cosa ne sarà della recentissima proposta di legge A.C. 3902 relativa alla concessione dell’anticipazione dell’indennità di fine servizio al personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare, presentata il 14 giugno 2016, che pur non essendo ancora disponibile nel testo ufficiale già si prefigura, per il suo stesso oggetto, quale prossimo “specchietto per le allodole”.

Ma quali conclusioni trarre da tale quadro “a tinte fosche”?

Un approccio politico funzionale, ma anche un po’ immaginario, potrebbe condurre a ritenere che le iniziative di singoli parlamentari, o di gruppi parlamentari, pur essendo appoggiate dai rispettivi partiti di appartenenza, non trovino poi il consenso necessario in Aula od in Commissione, tanto da permanere in una eterna gestazione senza alcuna possibilità di “vedere la luce in fondo al tunnel”. Tale visione potrebbe però valere con una buona dose di ragionevolezza per le iniziative legislative degli esponenti politici “di opposizione”, essendo legata alla possibilità o meno di raggiungere livelli di condivisione trasversale tali da ottenere una approvazione sostanziale in tutte le fasi del relativo iter.

In realtà, l’interruzione dell’iter formativo colpisce inesorabilmente anche i progetti ed i disegni di legge di matrice maggioritaria che di per sé dovrebbero, fosse solo per la loro provenienza, trovare la condivisione sufficiente e necessaria per arrivare all’approvazione finale. Questa circostanza potrebbe indurre ad alcune riflessioni sui rapporti di forza non solo tra le componenti politiche che formano le maggioranze parlamentari, ma anche all’interno delle stesse, potenzialmente “soggiogate” a dinamiche che sfuggono a chi non fa politica attiva e sulle quali evito quindi di soffermarmi in congetture temerarie.

Resta quindi l’approccio disincantato che porta ad ipotizzare un utilizzo elettoralistico dell’iniziativa legislativa che, parafrasando altri detti, porterebbe a dire che “una proposta di legge non si nega a nessuno”, detto che troverebbe conferma nel fatto che tali iniziative rimangano nella fase embrionale della loro presentazione, senza che gli stessi proponenti ne richiedano (quasi mai) la calendarizzazione nei lavori delle Commissioni cui sono assegnate per l’esame in sede referente.

Siamo in presenza di una patologica e generalizzata sindrome da amnesia parlamentare o di una altrettanto patologica idiosincrasia verso i temi della sicurezza e di chi deve assicurarla per proprie finalità istituzionali?

Allora non resta che chiedere alla Politica di uscire dall’ambiguità e di chiarire una volta per tutte se la sicurezza pubblica, economica e finanziaria di questo Paese sia realmente una priorità, se sia avvertita come tale non solo dalla cittadinanza e dagli operatori del comparto ma anche da chi è delegato a rappresentarli nelle massime istituzioni dello Stato, perché diversamente opinando non resterebbe che da un lato l’illusione di un corretto esercizio del mandato rappresentativo che trova solo ostacoli di natura oggettiva indipendenti dalla volontà dei singoli e dall’altro la deprimente consapevolezza di un utilizzo distorto e strumentale di quelle prerogative che, ove correttamente esercitate, potrebbero rispondere alle legittime aspettative individuali e collettive dei cittadini e del personale delle Forze di Polizia.

Ai posteri l’ardua sentenza, ….sempre ammesso che si arrivi ad averne una!

Alessandro Margiotta

* Membro della Segreteria Nazionale di Sicurezza Cum Grano Salis

Delegato Co.Ba.R. Emilia Romagna

Delegato Co.I.R. Italia Centro Settentrionale