Nuovi vertici Forze armate, ecco i nomi che fanno litigare Mattarella e Renzi. di Frasca Luigi – Il Tempo

22 marzo 2016

Retroscena. Al Capo dello Stato non è piaciuto il tentativo del premier di piazzare i suoi uomini senza informarlo. Nuovi vertici Forze armate, ecco i nomi che fanno litigare Mattarella e Renzi. Mai un valzer di nomine aveva creato tanto attrito fra palazzo Chigi e Quirinale. Mai le due alte cariche dello Stato s’erano trovate così lontane sui nomi indicati dall’altro. Mai, prima d’ora, la partita sul ricambio ai vertici delle forze armate, delle forze dell’ordine e dei servizi segreti aveva raggiunto un così alto livello di tensione anche per l’accusa a Renzi, nemmeno tanto velata, di voler lottizzare a sua immagine e somiglianza anche il settore della sicurezza nazionale dopo il tentativo – per ora in stand by – di piazzare il fedelissimo Marco Carrai a capo di una nuova struttura di cyber security (non si capisce bene se interna all’intelligence oppure esterna). In più metteteci che Renzi avrebbe approfittato dell’assenza del capo dello Stato, di ritorno dal suo viaggio in Africa, per provare a piazzare le sue pedine senza prima condividerle col presidente della Repubblica. Ma andiamo per ordine. Per la poltrona di capo della polizia fino a qualche mese il prefetto di Roma Franco Gabrielli non sembrava avere concorrenti. Poi alcune uscite «mediatiche» dell’ex capo della protezione civile, un tempo molto vicino a Enrico Letta, avrebbero irritato il premier riportando in auge un altro prefetto, suo concorrente, ovvero Francesco Paolo Tronca, commissario in Campidoglio, mol- to benvoluto al Quirinale. Tronca, uscito indenne dalle intercettazioni con Isabella Votino, portavoce di Maroni, avrebbe già detto no a due incarichi offerti da Renzi perché considerati non all’altezza. Tra i due litiganti potrebbe però spuntarla una donna, la prima donna capo della Polizia: Luciana Lamorgese, attualmente capo di gabinetto del ministro Alfano, vecchia conoscenza delle segrete stanze del Viminale, subentrata al prefetto Giuseppe Procaccini (di cui era vice) «costretto» alle dimissioni dopo il caso Shalabayeva. Altra partita delicatissima, sulla quale Mattarella vuole far valere la sua funzione di capo delle forze armate, quella per la successione di Saverio Capolupo, comandante generale della guardia di Finanza. Tre i concorrenti in lizza: favoriti, nell’ordine, i generali Giorgio Toschi, Luciano Carta e Vincenzo Delle Femmine, con quest’ultimo dato per vicino anche a una promozione nell’intelligence, dove peral- tro già ricopre il ruolo di numero due dell’Aisi (l’ex Sisde) guidato dal carabiniere Arturo Esposito, dato in uscita pure lui. Il testimone dei servizi interni potrebbe raccoglierlo Mario Parente, già capo del Ros (anche lui vice all’Aisi) anche se altri nomi eccellenti sarebbero finiti nelle ultime ore sul tavolo del governo. All’Aise (l’ex Sismi) potrebbero verificarsi smottamenti di vertice qualora Massolo (capo del Dis) fosse sollevato dall’incarico. Al suo posto, quale coordinatore dell’intelligence nazionale, potrebbe andare l’attuale direttore dell’Aise, Alberto Manenti. Ed anche per Paolo Poletti, ex gdf, vice di Manenti, si prospetta un cambio di ruolo. Intanto ieri il consiglio dei ministri, su proposta del ministro Pinotti, ha nominato vice comandante dei carabinieri il generale Antonio Ricciardi, mentre per il capo di stato maggiore dell’Aeronautica l’ha spuntata il generale Enzo Vecciarelli che subentra a Maurizio Ludovisi. Il finale di partita, per le nomine che tanto fanno litigare Renzi e Mattarella, è rimandato al 4 aprile. Quel giorno vedremo chi la spun terà . Solo due nomine Via libera per i Carabinieri e l’Aeronautica Tutto rinviato Se ne discuterà nel cdm del 4 aprile