L’ufficiale di polizia giudiziaria deve riferire ai propri superiori le indagini ed i rapporti che invia alla magistratura.

2 dicembre 2016

In un articolo pubblicato ieri su Corriere.it a firma di Giovanni Bianconi si da risalto ad una nuova normazione dei rapporti tra magistratura, ufficiali di p.g. e superiori gerarchici, che sembra essere passata del tutto inosservata:

Il decreto legislativo, «Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato», approvato il 19 agosto scorso dopo aver introdotto il passaggio del Corpo Forestale all’Arma dei carabinieri, cita:  «Entro il medesimo termine, al fine di rafforzare gli interventi di razionalizzazione volti a evitare duplicazioni e sovrapposizioni, anche mediante un efficace e omogeneo coordinamento informativo, il capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza e i vertici delle altre forze di polizia adottano apposite istruzioni attraverso cui i responsabili di ciascun presidio di polizia interessato, trasmettono alla propria scala gerarchica le notizie relative all’inoltro delle informative di reato all’autorità giudiziaria, indipendentemente dagli obblighi prescritti dalle norme del codice di procedura penale».

Di conseguenza, “”””ogni poliziotto, carabiniere o finanziere che consegna un rapporto o l’esito di un accertamento alla magistratura, deve comunicarlo al suo superiore. Il quale a sua volta informerà il proprio. Una novità che aggira, attraverso un’esplicita deroga, il segreto sugli atti d’indagine fissato dal codice. […] Ma il coordinamento spetta già ai pubblici ministeri titolari delle inchieste, non ai capi dei corpi di polizia che a loro volta hanno rapporti diretti con l’autorità politica, cioè i rispettivi ministri di riferimento. […]

Il capo della polizia Franco Gabrielli ha diramato l’8 ottobre una circolare di cinque pagine che illustra contenuti, modalità e limiti entro cui la polizia giudiziaria dovrà adempiere a questo compito.

Seguendo la lettera del decreto, si precisa che il nuovo obbligo scatta quando viene trasmessa una notizia di reato, ma «non si esaurisce con la fase dell’invio dell’informativa»; dura per l’intera inchiesta, e ricomprende tutto ciò che «rappresenta uno sviluppo» dell’atto iniziale e «fino alla conclusione dell’indagine preliminare».
Tuttavia Gabrielli […] si mostra consapevole dei rischi connessi alla «limitata eccezione al regime di riservatezza» introdotta, e chiarisce che dev’essere applicata avendo cura di «preservare il buon esito delle iniziative di indagine in corso». […] e raccomanda una «graduale selezione delle comunicazioni, in modo da far affluire alla struttura di vertice di ciascuna forza di polizia solo quelle riguardanti situazioni che appaiono di particolare rilievo».

[…]  Gabrielli delinea anche i singoli passaggi che dai «presidi territoriali» devono risalire i gradini della scala gerarchica, fino eventualmente ad arrivare, «verificatane la particolare rilevanza», al direttore generale della pubblica sicurezza. Cioè lui stesso, al palazzo del Viminale.

[…]  spiega il procuratore di Torino Armando Spataro: «Ci sono possibili profili di incostituzionalità, ma c’è un contrasto anche con alcun norme del codice di procedura che attribuiscono al pm il ruolo di dominus esclusivo dell’indagine. […] Secondo Spataro, «è un’ulteriore evoluzione della generale tendenza a spostare ogni attività verso l’esecutivo, persino la guida della polizia giudiziaria». Sembra trapelare il timore di fughe di notizie verso il governo, e il procuratore spiega: «Non si tratta affatto di pregiudiziale sfiducia verso i vertici delle forze di polizia, è invece un problema di sistema. Tra l’altro, non è previsto alcun divieto per quei vertici di riferire all’autorità politica. […] “””

Un problema di non poco conto che sembra indebolire il principio della divisione dei poteri tra politica (nel caso specifico potere esecutivo) e magistratura che è cardine della democraticità e del buon funzionamento di un Paese.

Sicurezza Cum Grano Salis

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/16_dicembre_01/viminale-norma-che-obbliga-poliziotti-riferire-capi-indagini-segrete-65700970-b815-11e6-a82f-f4dafb547583.shtml