LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: IL FISCO DA MARZO SPIERÀ I NOSTRI CONTI CORRENTI – NIENTE PIÙ SEGRETI, C’È IL GRANDE FRATELLO-FISCO. DI DELLA PASQUA LAURA IL TEMPO.

 15 febbraio 2015

Lotta all’evasione: II Fisco da marzo spierà i nostri conti correnti. L’Ente potrà monitorare tutto quello  che facciamo: acquisti al supermercato, gioielli, vacanze, cassette di sicurezza. Entro il 12 marzo le banche daranno gli Iban dei nostri conti correnti all’Agenzia delle Entrate.  Sotto la lente anche le carte ricaricabili e il saldo di inizio e fine anno. L’obiettivo è di verificare se quello posseduto è coerente con il  dichiarato.

Il fisco accende i riflettori sui nostri risparmi depositati in banca. Mentre per i grandi evasori le armi dell’accertamento sembrano spuntate come dimostra la lista dei 7 mila italiani della «lista Falciani» che hanno trasferito i propri capitali in Svizzera ma anche i risultati annuali delle dichiarazioni dei redditi di professionisti e lavoratori autonomi molti dei quali con incassi inferiori al piccolo dipendente pubblico, il fisco si accanisce sul piccolo risparmiatore. L’Agenzia delle Entrate passerà al setaccio i conti correnti per scovare movimenti sospetti e anomali in odore di evasione. Il gioiello regalato all’amante ma anche una puntata in Borsa più speculativa, o una vacanza di lusso (magari il regalo di una vita di sacrifici) potrebbero far scattare la luce rossa dell’Agenzia delle Entrate. Una specie di Grande Fratello sorveglierà, analizzerà e giudicherà tutti i movimenti finanziari del risparmiatore. La tagliola scatta dal prossimo 2 marzo. Entro quella data banche, intermediari e compagnie di assicurazioni dovranno trasmettere all’Agenzia delle entrate tutti i dati del 2013 sui movimenti di conti correnti, carte di credito, derivati e fondi pensione, ma anche sugli acquisti di gioielli e accessi alle cassette di sicurezza e eventuali mutui. Entro il 29 maggio andranno trasmessi invece i dati relativi al 2014. Oltre ai nomi dei titolari dei rapporti, dovranno essere comunicati i codici di identificazione, il saldo di inizio e fine anno, e i movimenti passi e attivi del conto. Non solo: tra le comunicazioni obbligatorie ci sono anche i dati relativi a tutte le operazioni «fuori conto» o allo sportello, e il numero di accessi effettuati nell’anno presso le cassette di sicurezza. Aprire troppo spesso la propria cassetta potrebbe quindi essere un indicatore di una movimentazione finanziaria sospetta. L’occhio del Grande Fratello non si ferma qui. Saranno osservate addirittura le carte ricaricabili evidenziando le somme accreditate durante l’anno.

Questo «dialogo» tra banche e Agenzia delle Entrate non è una novità assoluta giacchè il fisco da tempo sta mettendo sotto la lente i depositi bancari e le informazioni sul 2013 e 2014 andranno ad aggiungersi a quelle già a disposizione del 2011 e 2012. Dal prossimo anno tutta questa mole di dati confluirà su sulla piattaforma Sid (Sistema interscambio dati), approvata dal Garante per la protezione dei dati personali. A questa potranno attingere gli ispettori del fisco per effettuare le verifiche delle posizioni individuali e per elaborare quelle liste di contribuenti da sottoporre a controlli più rigorosi. Sempre dal 2015 la comunicazione delle banche dovrà essere effettuata entro il 15 febbraio. L’Agenzia delle Entrate utilizzerà  tutte queste informazioni per incrociarle con quelli contenuti nelle altre 128 banche dati a disposizione degli ispettori fiscali: le anagrafi dei Comuni, il catasto, il Pra (Pubblico registro automobili) e Inps. Il Grande Fratello fiscale potrà così monitorare ogni voce di spesa e ogni entrata tracciabile, che gli ispettori del fisco confronteranno con i redditi indicati nella dichiarazione Irpef. Servirà per verificare se ci sono scostamenti tra quanto dichiarato e quanto posseduto. L’accesso alla banca dati non sarà libero da parte del fisco. Potranno accedervi, senza autorizzazione, solo una ventina di funzionari. Le eventuali incongruenze riscontrate non saranno sufficienti per far partire un’indagine, ma serviranno per confermare eventuali sospetti già esistenti. In base alla legge di stabilità 2015, l’Agenzia delle Entrate utilizzerà le informazioni trasmesse annualmente per la «analisi del rischio di evasione». I dati mensili verranno invece usati per verificare i movimenti del contribuente sottoposto ad accertamento.