Legge di Stabilità 2016 e comparto sicurezza. Dibattito nella seduta del Senato del 19 novembre 2015.

20 novembre 2015

Nella seduta n. 539 del 19 novembre 2015 del Senato della Repubblica è proseguito il dibattito sul Disegno di Legge n. 2111 (Legge di Stabilità 2016), nel corso del quale è stato nuovamente affrontato il tema delle risorse da destinare alle Amministrazioni del comparto sicurezza ed al rinnovo dei contratti del personale.

Nel corso del dibattito, il Senatore Antonio D’ALI’ (FI-PdL), relatore di minoranza, ha:

  • evidenziato la grande assenza, nella legge di stabilità, del “comparto sicurezza delle nostre Forze dell’ordine, delle nostre forze di difesa, che continuano ad avere retribuzioni assolutamente inferiori a quelle che meritano e, in alcuni casi, anche sotto il limite della sopravvivenza e che continuano ad aumentare il rischio della loro persona, della loro vita, della vita delle loro famiglie nel quotidiano e continuo grande contrasto che fanno alla criminalità organizzata, al crimine quotidiano e, oggi, anche al terrorismo”;
  • censurato il fatto che si vorrebbe “imporre nuove regole, maggiore attenzione e nuove disposizioni per la lotta al terrorismo, chiamare le Forze dell’ordine ad un ulteriore sforzo di attenzione, di presenza, ad un ulteriore sacrificio complessivo, senza aumentare in maniera decorosa la loro remunerazione”;
  • sostenuto che “non è certo con un aumento di otto euro al mese che si possono chiedere alle Forze dell’ordine, già penalizzate da un blocco del rinnovo dei contratti di lunga data, nuovi sacrifici, nuova dedizione e soprattutto maggiore tensione civica nella difesa della nostra collettività”.

Tra gli interventi sono da registrare quelli dei Senatori:

  • Giovanni ENDRIZZI (M5S), il quale ha evidenziato come, con l’attuale testo della legge di stabilità, per le Forze di polizia sia previsto un taglio di mezzo miliardo di euro, nonché di risorse finanziarie per gli straordinari;
  • Sergio DIVINA (LN-Aut), il quale ha posto l’accento sul fatto che al comparto sicurezza “si tagliano 750 milioni di euro” e che le Forze dell’ordine “lamentano l’insufficienza delle strutture e delle dotazioni, addirittura un abbigliamento insufficiente”, concludendo il suo intervento poi sostenendo che “se il cittadino contribuente può destinare il 5 per mille delle sue imposte alle più varie associazioni, alcune delle quali le abbiamo viste addirittura in piazza devastare e contrastare la pubblica sicurezza, allora perché non può destinare il suo 5 per mille alle Forze dell’ordine dal momento che non cambierebbe nulla per lo Stato e non costerebbe nulla di più dato che il 5 per mille è già implementato?”;
  • Vincenzo SANTANGELO (M5S), il quale ha evidenziato come nel testo del disegno di legge “vi sono tagli per 13 milioni di euro al fondo straordinario della Polizia di Stato, tagli per 88 milioni di euro per la lotta alla delinquenza organizzata, tagli per 137 milioni di euro all’Arma dei Carabinieri e alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. E ancora, tagli per 190 milioni di euro alla pianificazione del coordinamento delle Forze dell’ordine; tagli per un milione e 850.000 euro per spese di funzionamento della Direzione investigativa antimafia”;
  • Giacomo CALIENDO (FI-PdL), il quale ha rappresentato di provare “vergogna” nel “vedere le somme che sono destinate al comparto sicurezza per il rinnovo dei contratti e altrettanta vergogna provo nel pensare quale sia la cifra che viene riservata al rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici dopo cinque anni di blocco del contratto”;
  • Fabrizio BOCCHINO (Misto-AEcT), il quale ha evidenziato come “il Governo ha annunciato un piano di sicurezza, dai contorni per il momento piuttosto nebulosi; non ne conosciamo le finalità e non sappiamo quali saranno le risorse impegnate. Bene se tali risorse andranno verso il rafforzamento delle nostre forze di polizia e di intelligence”;
  • Remigio CERONI (FI-PdL), il quale, sul tema dei fondi per la sicurezza ha ritenuto “non è accettabile tenere fermo il contratto delle forze di polizia, ridurre le risorse per i mezzi e centellinare le assunzioni in un momento come questo, in cui la sicurezza è la maggiore preoccupazione dei cittadini”;
  • Erika STEFANI (LN-Aut), la quale rappresentato di ritenere come ci si trovi “di fronte alla negazione di un diritto, quale quello al rinnovo dei contratti di lavoro delle forze di polizia. Sono state infatti erogate delle misere elemosine dell’ordine di qualche euro che non servono assolutamente a ricompensare per il lavoro che stanno facendo tutti quegli agenti e carabinieri che lavorano sulla strada, con i turni di notte, per 1.500 euro al mese e rischiando anche di perdere la vita”;
  • Domenico SCILIPOTI ISGRÒ (FI-PdL), il quale ha evidenziato come “per quanto riguarda il comparto sicurezza e difesa, vengono destinati ai rinnovi contrattuali delle forze dell’ordine solo 74 milioni, in un momento storico in cui i nostri agenti, i nostri militari sono chiamati a responsabilità enormi e compiti fondamentali per la nostra sicurezza come mai successo nel recente passato. E per di più vengono tagliate risorse per l’ammodernamento dei mezzi e delle strutture della Polizia di Stato e della Guardia di finanza” e come “Forza Italia ha presentato in Commissione Bilancio un emendamento, purtroppo respinto, che prevedeva un miliardo di euro aggiuntivo per il comparto sicurezza-difesa. A riguardo, si apprende che nelle ultime ore il Governo avrebbe mostrato attenzione ai richiami per lo stanziamento di maggiori denari. Meglio tardi che mai”.

Tra gli interventi nel dibattito è da segnalare infine quello del Senatore Maurizio GASPARRI (FI-PdL), il quale ha:

  • evidenziato come il suo gruppo abbia “presentato in particolare l’emendamento3 (…), che prevedeva l’erogazione di 1,5 miliardi per il pubblico impiego e, in particolare, un miliardo destinato al comparto sicurezza-difesa. Questo perché la Corte costituzionale, a giugno, ha emesso una sentenza che impone il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, bloccati da anni da Governi di ogni orientamento per le difficoltà economiche che ben conosciamo. La Corte costituzionale a giugno ha detto che i contratti vanno rinnovati e che il passato è passato”;
  • posto l’accento sul fatto che “non sono previste misure compensative per gli anni di blocco, e già questo comporta un risparmio per le finanze pubbliche, ma per il futuro bisognava provvedere. Sono passati luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre volge al termine, ma non si è nemmeno aperta la trattativa per il rinnovo di questi contratti e gli stanziamenti previsti nella legge di stabilità hanno fatto calcolare aumenti – se le cifre restano queste – di 7 euro al mese. Da qui sono scaturite le proteste del comparto sicurezza e difesa, delle forze di polizia, dei sindacati, dei COCER, delle varie forze di polizia a ordinamento militare”;
  • ricordato che “il Governo, nelle frettolose procedure di presentazione della legge di stabilità, ha anche omesso un incontro con i sindacati del comparto sicurezza-difesa e con i COCER, che nel passato avveniva”;
  • voluto ribadire che ancora “c’è il problema dei contratti (sentenza della Corte); c’è il problema del riordino delle carriere nel campo delle forze di polizia, che il ministro dell’interno Alfano ha più volte annunciato non come cosa da fare, ma come cosa fatta”.

Ci si augura che alle parole seguano segnali concreti di consapevolezza del ruolo importantissimo delle Forze di Polizia nella salvaguardia della sicurezza pubblica, economica e finanziaria del Paese e della necessità di corrispondere alle aspettative dei suoi operatori, nel rispetto della specificità del loro lavoro. La Legge di Stabilità 2016 e le risorse da stanziare per il rinnovo dei contratti del comparto sono l’occasione per riconoscere nei fatti la particolare funzione di tutela svolta nei confronti dei singoli cittadini e della collettività in generale.

Sotto tale profilo, di rilevante importanza sarà il passaggio del disegno di legge alla Camera dei Deputati, dove potrebbero essere apportati i correttivi da tanti proposti e da alcuni in parte assicurati.

 

Sicurezza Cum Grano Salis