La strategia dei magistrati militari per estendere le loro competenze: un’apertura del Cocer renderebbe la strada “politicamente” più facile. di Daniele Tisci* ed Eliseo Taverna*

01 novembre 2010

Come anticipatovi, lo scorso 21 ottobre si è tenuto, presso la sede del Cocer interforze, un incontro tra l’Associazione Magistrati Militari Italiani ed il Cocer Interforze.
Il tema all’ordine del giorno era “volto ad approfondire la riforma della legge penale militare con particolare riferimento alle iniziative Parlamentari in corso” (i DDL Cirielli – a.c. 3163, Battaglia a.s. 2195). Organizzatori dell’incontro i Presidenti dell’Associazione Magistrati militari e del Cocer interforze.
Abbiamo trovato quantomeno irrituale che due parti in causa, i cocer in rappresentanza dei militari (parte giudicata) e l’associazione in rappresentanza dei Magistrati (organo giudicante), si incontrassero per discutere sulla riforma della Legge penale militare. Oltretutto, in assenza del potere legislativo, che è l’organo deputato a sintetizzare in norma gli opposti interessi (Giustizia ed interessi di categoria coinvolti, che è ben diverso da interessi di categoria dei magistrati ed interessi di categoria dei militari).
Certo, quattro chiacchiere informali non si negano a nessuno e, per di più, il confronto è il sale della democrazia, m
a avendo avuto prova in altre occasioni della incapacità  del Cocer interforze (EI, AM, MM, CC e GdF) di perseguire il bene comune dei rappresentati, siamo stati inquietati non poco dall’organizzazione di questo evento.
Durante il dibattito, non vi nascondiamo, che
abbiamo avuto l’impressione ed il timore che si stesse già  legiferando.
Per rendere l’idea concreta di ciò che si è detto riportiamo, di seguito, le frasi salienti  pronunciate dai Magistrati intervenuti:

Presidente – Dott. Marco De Paolis:

  • la legge ha consegnato alla Giustizia militare una scatola vuota;
  • il provvedimento 244/2007 è stato frettoloso e mosso da una campagna mediatica infamante sui magistrati militari;
  • la presenza di soli tre tribunali sul territorio dello Stato costringono gli imputati a viaggi lunghi, che producono costi almeno pari a quelli risparmiati con la riduzione dei tribunali;
  • i luoghi di commissione dei reati sono spesso lontanissimi dal luogo ove insistono i tribunali e ciò crea notevoli disagi per il funzionamento e l’accertamento della giustizia;
  • il numero dei processi si affievolisce anche per la lontananza dei tribunali dai luoghi di commissione dei reati;
  • i Magistrati hanno registrato con piacere l’iniziativa intrapresa con il DDL Cirielli;
  • il DDL Cirielli è solo il primo passo utile a mantenere in vita l’apparato, poi interverranno ulteriori riforme per sostenere la Giustizia militare;

Vice Presidente – Dott. Enzo Santoro:
  • la presenza degli ufficiali nei collegi giudicanti è positiva, perchà© la finezza dei loro interventi rende comprensibile ai magistrati militari aspetti impalpabili che sono di grande importanza per la soluzione del processo;
  • verso la fine di novembre c.a. si terrà  un convegno tra i magistrati militari (una sorta di aggiornamento professionale, quindi non aperto a partecipazioni esterne) che tratterà  i modelli di giustizia militare nel mondo. Si farà  riferimento soprattutto al modello spagnolo ed ungherese, che sono, per affinità , importabili anche nel nostro ordinamento [???!!!];
  • l’attuale situazione di separazione delle competenze tra giustizia ordinaria e giustizia militare, crea vuoti legislativi: ad esempio è reato militare l’omicidio tra persone di grado diverso e non lo è quello tra parigrado;
  • l’attenzione dell’attuale classe politica alle problematiche della Giustizia militare ha fatto sì che anche al Senato fosse presentato un DDL di riforma delle competenze dei tribunali militari [DDL Battaglia].

Alla conclusione degli interventi da parte dei singoli delegati Cocer, che sono stati quasi tutti critici, anche se con sfumature importanti (in taluni casi persino possibiliste: molti ufficiali e qualche delegato EI e CC) i Magistrati hanno ribadito di aver chiesto l’incontro non per avere una risposta sulla eventuale disponibilità  a ricevere la riforma da parte della rappresentanza di vertice, ma solo per esporre il loro punto di vista (onde evitare che si demonizzasse aprioristicamente l’ignoto) e per apprendere le osservazioni, anche critiche, della rappresentanza.

In particolare i Magistrati intervenuti hanno poi puntualizzato:

Dott. Marco De Paolis: eventuali provvedimenti legislativi devono prevedere, per evitare critiche e scivoloni,  prima un aumento delle competenze e poi una eventuale redistribuzione dei tribunali sul territorio nazionale;
Dott. Enzo Santoro: il parere della rappresentanza di vertice è tenuto in debita considerazione dalla politica e un’eventuale apertura in sede politica produrrebbe effetti estremamente positivi.

Gli interventi più critici sono stati quelli dei delegati GdF e AM.
Ribadiamo la nostra preoccupazione sulla vicenda e sulla possibilità  del concretizzarsi di una riforma in tal senso ed avremmo piacere di conoscere il vostro pensiero in merito.
Da parte nostra siamo consapevoli della necessità  di una giurisdizione penale militare per giudicare sui relativi reati, tuttavia, anche in considerazione della necessità  di tagliare la spesa pubblica ed onde evitare che a pagarne gli alti costi siano ancora le famiglie dei dipendenti pubblici, si potrebbero creare delle sezioni speciali all’interno delle Procure ordinarie.
Questa soluzione potrebbe porre fine, una volta per tutte, alle “velleità  espansionistiche” della Magistratura militare.
Tra le righe sarebbe poi da ribadire l’opportunità  di una attualizzazione del CPM e del funzionamento e composizione dei collegi giudicanti. Ma questa è, per ora,  un’altra storia…

Un caro saluto,

* delegato Cocer Guardia di Finanza