La sicurezza si rinnova nel segno della partecipazione. Di I.S. – Conquiste del lavoro

19 ottobre 2015

Dal palco dell’assemblea organizzativa, la Fns Cisl lancia la propria sfida al Governo sul terreno della partecipazione e della democrazia economica. Dopo sei anni di blocco contrattuale, il rinnovo diventa l’occasione per entrare nel merito della riorganizzazione del settore sicurezza. Il sindacato punterà sulle competenze indispensabili per dare servizi efficienti ed efficaci, aggredendo ed eliminando gli sprechi, e “ rivendicando che i risparmi derivanti da una migliore gestione ed organizzazione del la voro vadano in favore del personale”. Pompeo Mannone chiede un confronto reale all’Esecutivo: “Porteremo le nostre proposte sui temi più complessi, a partire dalla delicata questione della razionalizzazione dei corpi  i polizia e delle sorti del Corpo Forestale”. Sul fronte interno, avanti tutta con la riorganizzazione della federazione: più spazio ai giovani, baricentro spostato sui posti di lavoro, rilancio del progetto di una“ grande federazione della sicurezza”

Dopo sei anni di blocco contrattuale, la Fns Cisl sfida il Governo su l terreno della partecipazione e della democrazia economica. Una sfida che arriva dal palco dell’assemblea organizzativa della categoria. Il rinnovo, spiega il segretario generale, Pompeo Mannone, sarà “l’occasione per contribuire a migliorare i servizi e nel contempo valorizzare il personale con un adeguato aumento contrattuale”. I lavoratori, insomma, vogliono partecipare al rinnovamento del settore “puntando sulle competenze indispensabili per dare servizi efficienti ed efficaci, aggredendo ed eliminando gli sprechi, rivendicando che i risparmi derivanti da una migliore gestione ed organizzazione del lavoro vadano in favore del personale”. Solo così, è il ragionamento di Mannone, si darà sostanza alla contrattazione di secondo livello. La Fns vuole un confronto nel quale porterà le proprie proposte sui temi più complessi, a partire dalla delicata questione della razionalizzazione dei corpi di polizia e delle sorti del Corpo Forestale. Materie che, nonostante le proteste cisline, sono state delegate al Governo. La delega prevede la riorganizzazione del Corpo Forestale con relativo transito di personale e la possibilità di contingenti limitati in altre forze di polizia ed in altre amministrazioni. La proposta “più ragionevole e riformistica” sarebbe stata, secondo Mannone, “quella di riorganizzare il Corpo ed adeguarlo a svolgere esclusivamente le funzioni ambientali e di controllo dell’ agroalimentare”. Dalla Fns dunque, arriva un no deciso alla destrutturazione, no all’assorbimento (con relativa militarizzazione) nell’arma dei carabinieri e no alla cancellazione di un corpo “che rappresenta un insostituibile presidio di legalità”. Se prevarrà l’ipotesi di passaggio del Corpo Forestale nei carabinieri, avverte la Fns, scatteranno i ricorsi. Fino ad arrivare, se necessario, alla Alta Corte di giustizia Europea. Sul tema generale della protezione civile, Mannone rivendica la battaglia, con esito positivo, per “far passare il concetto del coordinamento del soccorso di tutte le forze in campo ai Vigili del Fuoco in caso di evento calamitoso nell’ambito del disegno di legge sulla Protezione civile”. “Sta per fortuna avanzando e grazie al nostro costante impegno-aggiunge il segretario generale la nostra linea di riforma istituzionale del servizio reso dal Corpo di Vigili del fuoco”. La legge Madia, ricorda Mannone, prevede anche la delega al Governo di modificare l’ordinamento del personale dei vigili del fuoco. Su  questo fronte la Fns ribadisce i capisaldi della propria proposta: ruolo direttivo speciale, dirigenza amministrativa, capo reparti, snellimento delle carriere per tutti, ruolo tecnico per personale amministrativo contabile informatico con riconoscimento di qualifica di PG e trattamenti anche previdenziali. Un percorso che dovrà essere accompagnato “ da risorse derivanti da revisione e risparmi della spesa del dipartimento”. Mannone ricorda che la Fns è riuscita a far escludere il Corpo dei vigili dalla riorganizzazione del ministero dell’Interno e delle prefetture. Resta da affrontare il riordino delle carriere ribadendo “il concetto che esse devono partire dalle qualifiche più basse che nei precedenti riordini sono state trascurate”. Prima di questo passaggio la Fns chiede di sanare la questione dei commissari e degli ispettori della Polizia penitenziaria. Su questo fronte, il segretario generale ribadisce l’apprezzamento per il tentativo “che il Ministro Orlando ha messo in campo sulle questioni generali tramite il lancio degli Stati generali della giustizia penale”. “La questione carceri – aggiunge  Mannone – si deve risolvere a monte del sistema con una visione organica e complessiva della giustizia penale e de gli effetti che essa produce sulla vita dei cittadini, sulla sicurezza, sulla garanzia della certezza della pena e del recupero  alla società del reo come prevede la costituzione italiana”. L’autunno si prospetta, dunque, impegnativo. “Per dare concretezza a questa fase così importante-spiega il segretario Fns – è necessario iniziare il processo di un adeguamento organizzativo complessivo della Cisl e di questo quadro uno specifico e coerente percorso evolutivo di carattere organizzativo della nostra federazione. Tali percorsi debbono essere affrontati insieme al rigore ed alla trasparenza dei comportamenti amministrativi ed associativi che, per noi  non sono una novità ma la normalità di tutti i giorni. Per rafforzare  la Cisl è necessario attuare cambiamenti organizzativi che privilegino  il luogo di lavoro con risorse umane e finanziarie”. Mannone ricorda la battaglia Cisl per “rappresentare il mondo in uniforme”. Battaglia che ha dato vita alla Fns che raggruppa la polizia Penitenziaria, Corpo forestale, Vigili del Fuoco e che ha lanciato il percorso organizzativo con il Siulp. “Questo percorso -aggiunge- deve essere accompagnato con l’iniziativa legislativa volta a d estendere pieni diritti sindacali alla Polizia di Stato in analogia a quelli previsti per gli altri Corpi di polizia ad ordinamento civile o in subordine consentire ai sindacati della Polizia di Stato l’affiliazione alle Confederazioni”. Non solo.

Per questo la Fns ha promosso la nascita, insieme Siulp e Cisl, dell’Associazione culturale della Guardia di Finanza denominata “Sicurezza cum grano salis”, aperta ad esperti nel campo  della cultura, della sociologia, del diritto, della società civile al fine di contribuire a rendere più moderno ed avanzato il sistema partecipativo e la democrazia nel mondo militare.

Nel quadro di emancipazione dei diritti e di avanzamento di partecipazione democratica delle forze sociali, la sfida della Fns è quella di “accentuare e modernizzare i livelli di rappresentanza anche nei Corpi militari, in particolare in quelli che garantiscono la sicurezza interna del territorio”: Guardia di finanza, corpo di Polizia  ad ordinamento militare. “Ciò – sottolinea Mannone – anche in relazione e nello spirito di due sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che  hanno condannato  la Francia per il divieto assoluto di costituire sindacati militari”. Per questo la Fns ha promosso la nascita, insieme Siulp e Cisl, dell’Associazione culturale della Guardia di Finanza denominata “Sicurezza cum grano salis”, aperta ad esperti nel campo  della cultura, della sociologia, del diritto, della società civile al fine di contribuire a rendere più moderno ed avanzato il sistema partecipativo e la democrazia nel mondo militare. “Questo è il nostro orizzonte politico ed organizzativo – conclude Mannone -, volto ad allargare la rappresentanza della Cisl nei settori della sicurezza, dominio ancora di sindacati autonomi corporativi in cui è assente il valore della confederalità e degli interessi generali”. I.S.