La Sicurezza ai tempi del riordino delle carriere, del bonus di ottanta euro e di un contratto di lavoro scaduto da sei anni. Di Eliseo Taverna, Daniele Tisci e Guglielmo Picciuto*

Sabato scorso si è tenuto un ulteriore incontro strategico presso il Ministero degli Interni, tra tutte le Amministrazioni del Comparto Sicurezza, per confrontare le varie ipotesi di riordino delle carriere che sono state ipotizzate dai singoli Corpi, per poi tenere un primo confronto con la Funzione Pubblica e la Ragioneria probabilmente in questa settimana.

Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio di alcuni giorni fa, infatti, con le quali ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di euro per la sicurezza e l’imminente riduzione delle Forze di Polizia da cinque a quattro (l’intenzione è sempre quella di accorpare il Corpo Forestale dello Stato all’Arma dei Carabinieri), tutta una serie di provvedimenti, che viaggiavano a rilento nelle aule parlamentari, hanno subìto un’improvvisa accelerazione.

Il percorso, tuttavia, continua ad essere non certo agevole ed i nodi da sciogliere rimangono ancora molti.

Giovedì scorso, peraltro, le OO.SS. del Corpo Forestale dello Stato sono state ricevute, presso la Funzione Pubblica, dal Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia e dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina, ed hanno avuto la conferma che il Governo ha ormai deciso definitivamente sullo scioglimento del Corpo ed il contestuale accorpamento nell’Arma dei Carabinieri, facendo intendere peraltro l’eventualità che possano mantenere le prerogative sindacali.

A nulla sono valse, al momento le numerose eccezioni, anche di tipo giuridico, che sono state sollevate dai sindacati su tale scelta, da loro assolutamente non gradita e considerata inattuabile, così come non lo è certo dal personale, né tantomeno da numerose Associazioni ambientaliste.

Dall’incontro, è emersa la certezza, pertanto, del passaggio delle funzioni ambientali e della quasi totalità del personale del CFS nell’Arma dei Carabinieri.

Il Ministro Martina, ha affermato peraltro che con le procedure di accorpamento verranno garantite:

– l’unitarietà delle funzioni e le specialità del personale della Forestale;

– la dipendenza funzionale con il Ministro dell’Agricoltura;

– la conferma dei presidi territoriali;

– la conservazione delle sedi di servizio.

I componenti del Governo sono sembrati irremovibili, così come le OO.SS. sono apparse determinate e pronte ad inondare con migliaia di ricorsi giurisdizionali i TAR, con l’intento di far sollevare profili di illegittimità Costituzionale e se dovesse servire anche interessando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Nella riunione che si è tenuta la settimana scorsa al Ministero degli Interni, invece, sul riordino delle carriere, il dipartimento della Pubblica Sicurezza ha illustrato un progetto di riordino delle carriere che ha trovato la sonora bocciatura da parte delle OO.SS. della Polizia di Stato (perché non parte dalle esigenze della base, rischia di non valorizzare i migliori o i più qualificati e crea un ruolo direttivo con riflessi non chiari sul restante personale, in particolar modo sui luogotenenti/sostituti commissari e sui marescialli aiutanti/ispettori superiori).

Le problematiche che connotano la tematica del riordino delle carriere, sono molteplici e presentano parecchie sfaccettature; le differenti esigenze dei Corpi ad ordinamento civile rispetto a quelli militari, la peculiarità dell’attività svolta nel settore economico-finanziario da parte della Guardia di Finanza rispetto agli altri Corpi e, non da ultimo, il tentativo che ogni Amministrazione, storicamente attua con il fine di fare qualche aggiustamento di troppo per i direttivi ed i dirigenti.

Ancora una volta, pertanto, lo scontro si accentra su modelli e visioni diverse: la Polizia di Stato ed in generale le Polizie civili con delle necessità, spesso fortemente condizionate dalle esigenze prospettate dalle Organizzazioni sindacali che hanno sempre mirato ad avere il più alto numero di beneficiari dei provvedimenti di riordino, mentre la Guardia di Finanza e l’Arma dei Carabinieri che concepiscono più il riordino delle carriere come un veicolo per ottimizzare il funzionamento degli apparati e raggiungere modelli organizzativi che dovrebbero trovare la sua sede naturale in altre riforme, che come un mezzo per far progredire nella carriera il personale.

L’importante, pertanto, è fare in modo che un riordino delle carriere e dei ruoli non si trasformi in un mezzo per riformare semplicemente quella parte di funzionamento degli apparati che è semplicemente utile alle esigenze delle Amministrazioni.

E’ del tutto evidente che il punto nodale risiede, come sempre, nelle risorse che il Governo intenderà stanziare per tale riordino, atteso che i progetti che fino ad adesso sono stati ipotizzati sono stati calibrati in relazione alle poche risorse che erano disponibili.

Alla luce dello stanziamento del bonus degli ottanta euro e delle risorse annunciate dal Presidente del Consiglio, dovranno essere certamente riconsiderati altri progetti alternativi, più rispondenti alle esigenze del personale e delle organizzazioni sindacali e di rappresentanza, atteso che si procederà, molto probabilmente, ad un riordino per steep, con un finanziamento su base triennale che potrà trovare la sua naturale sede in un maxi emendamento.

In questo quadro, infatti, si innesta, dopo le azioni di rivendicazioni dei Co.Ce.R. del comparto sicurezza e di una parte di OO.SS. delle Forze di Polizia ad ordinamento civile  che hanno rivendicato con forza ma anche con senso di responsabilità, maggiori risorse per le FF.OO.,  la volontà del Governo di riconoscere un bonus di ottanta euro a tutto il personale della sicurezza; una misura peraltro che verrà riconosciuta anche al personale dei Vigili del Fuoco, così come ha dichiarato il Ministro Alfano nei giorni scorsi.

E’ quasi certo che gli ottanta euro saranno netti e strutturali a prescindere dal reddito, in quanto il bonus verrà riconosciuto sotto forma di “detassazione o detrazione d’imposta” a tutto il personale, a prescindere se sarà direttamente impiegato in attività operative o di supporto ad esse.

Questa mattina il Co.Ce.R. della Guardia di Finanza incontrerà il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, proprio per rivendicare, tra le altre tematiche, una corretta corresponsione del bonus degli ottanta euro a tutto il personale del Corpo e per fare in modo che vi siano stanziamenti adeguati per garantire un riordino innovativo e funzionale sia per il personale sia per le Amministrazioni.

 

 

*Delegati Co.Ce.R Guardia di Finanza e Componenti della Segreteria  Nazionale dell’ Associazione Sicurezza CGS