Intervista a Lorenzo Gagliardi – “Primo ad arrivare volevo piangere” – I soccorritori. di Tonacci Fabio – Repubblica

20 gennaio 2017

L’associazione Sicurezza Cum Grano Salis esprime la propria vicinanza alle popolazioni dell’Italia centrale colpite dai terremoti e fiaccate  dall’emergenza neve e rivolge un convinto plauso al SAGF della Guardia di Finanza ed in particolare agli uomini del Maresciallo Gagliardi per l’opera di salvataggio e di aiuto alle persone colpite dalla terribile slavina dell’Hotel Rigopiano.

Sicurezza Cum Grano Salis


II maresciallo Lorenzo Gagliardi, 48 anni, è stato il primo a raggiungere l’hotel Rigopiano. È arrivato alle 4 di notte, con il suo gruppo di finanzieri alpinisti di Roccaraso.

Avrebbe pianto, se la bufera gliel’avesse permesso. «Ma le lacrime non uscivano, se le era prese tutte il freddo durante il tragitto». Il maresciallo Lorenzo Gagliardi è stato il primo a raggiungere l’hotel Rigopiano. È arrivato alle 4 di notte, con il suo gruppo di finanzieri alpinisti di Roccaraso. «Otto chilometri con gli sci». Si è trovato nel mezzo del niente. L’oscurità. Il fischio del vento. Una torcia sulla fronte che proiettava coni di luce sull’abisso. Ha fatto l’unica cosa che un uomo può fare, quando il destino gira così male. Scavare. «Scavavo con la pala, con le mani, con un ramo… la sonda ci aveva fatto capire che li, sotto tre metri di neve, c’era qualcuno. E io nella mia testa ci parlavo, con quella persona. Arrivo, arrivo, resisti…ti riporto io a casa. Sei troppo forte, non puoi morire così, dai che arriviamo. E invece…». La frase interrotta del maresciallo Gagliardi la conclude la cronaca quell’uomo con la giacca avento è morto assiderato.

Quando siete partiti? «Ci hanno allertato alle 19.30. Inizialmente dovevamo andare a Campotosto, dove c’era una slavina con una persona sotto, ma poi lì sono stati impiegati quelli dell’Aquila Lungo la strada abbiamo trovato tutti i mezzi dei soccorritori bloccati dalla neve, dagli alberi caduti, dai detriti. Tra l’ultimo pezzo di strada libero e l’albergo Rigopiano c’erano 8 chilometri».

Come siete riusciti ad arrivare fin là? «Con gli sci con la pelle di foca e il caschetto con la torcia, camminando lungo quella che era la strada e che ovviamente non si vedeva più. Siamo partiti a mezzanotte, nel pieno di una bufera terribile. Eravamo in dodici, tutti finanzieri». E cosa è successo poi? «Abbiamo rischiato, perché sul percorso c’erano altre due slavine. Avanzavamo in colonna, a distanza di 20 metri l’uno dall’ altro: in questo modo se fosse arrivata un’altra valanga non ci avrebbe travolto tutti. Facevamo i turni per stare a capo della fila: il primo infatti “batte la traccia” sulla neve fresca, fatica molto di più degli altri». Cosa vi siete portati dietro? «Attrezzatura da sci alpino: pala, sonda e l’Arva, l’apparecchio per la localizzazione».

E cosa passa per la testa in momenti del genere? «Pensi solo che alla fine il tuo lavoro è proprio questo: essere lì a 4 gradi sotto zero nel mezzo della tempesta, perché ci sono persone in difficoltà che solo tu puoi aiutare. Con gli altri del gruppo ci facevamo coraggio, ci urlavamo: “Quanto manca?”, sperando che il capofila rispondesse “ci siamo!”».

Quando avete raggiunto l’hotel? «Alle 4… Non c’era quasi più niente dell’ albergo, solo una collina bianca. L’unica parte accessibile era la zona fitness e la palestra. Ci siamo fatti largo tra gli attrezzi, ma non c’era nessuno. Abbiamo provato col vano ascensore: crollato anche quello. La neve era nelle stanze, come se un cannone l’avesse sparata a forza dentro. Chi conosce l’albergo mi ha detto che si è spostato di 20-30 metri. La slavina l’ha travolto dalla parte posteriore, dalla zona della cucina e delle camere. Sentivo un rumore monotono, un generatore si era azionato in modo automatico. C’era una luce nel vano caldaia. Gli unici due segni di una qualche presenza umana. Poi abbiamo visto quella macchina…».

Quale macchina? «Era a 50 metri dall’hotel, in uno spiazzo, con il motore acceso. Era l’unica a non essere stata rovesciata dalla valanga. Dentro c’erano due uomini, Giampiero Parete e Fabio Salzetta, ancora vivi grazie all’impianto di riscaldamento dell’auto. Parete era sotto choc, provato, infreddolito… ci ha detto che dentro l’albergo c’era la sua famiglia». Cosa gli ha detto? «Gli ho promesso che gliele avrei riportate entrambe. Che lui poteva andare in ospedale, perché qui ci rimanevo io. Ho 48 anni e due figlie, so cosa significa. Gli ho fatto una promessa, da padre a padre».

Salzetta come stava? «Tutto sommato bene. È stato con noi per quattro ore, ci ha indicato i punti della struttura dove cercare. Piantavamo le sonde, e poi scavavamo. Così, per tutta la notte, fino all’alba».

Quando sono arrivati gli altri mezzi di soccorso? «Gli elicotteri la mattina presto, gli altri che erano lungo la strada sono arrivati intorno all’una. Non ci siamo fermati un attimo, ho avuto il tempo solo di bere un mezzo bicchiere di té». Le era mai capitata una situazione così grave? «Di valanghe ne ho fatte parecchie, sono nel gruppo alpini dal 2008. Ero nei soccorsi del terremoto all’Aquila, a Norcia, ad Amatrice. Ma qui è diverso, c’erano persone che erano al sicuro in un albergo, c’erano i bambini… E ho conosciuto quel padre disperato. Gli devo riportare la sua famiglia».


Riportiamo la delibera del Cocer Guardia di Finanza

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel. 06/44222631 – Fax 06/44222633

COMUNICATO STAMPA 

Cocer GDF: solidarietà, cordoglio e vicinanza alle popolazioni e un “grazie di cuore” a tutti i colleghi impegnati nelle operazioni di soccorso.

Il Co.Ce.R. della Guardia di Finanza, a nome di tutti i finanzieri di’Italia, esprime la più sincera e commossa solidarietà e alla popolazione abruzzese, laziale, marchigiana ed umbra colpita in queste ore dalla concomitanza di una straordinaria ondata di maltempo e da terribili eventi sismici.

Un pensiero particolare lo rivolgiamo a tutti i familiari delle vittime ed ai familiari delle persone ancora intrappolate sotto le macerie dell’Hotel Rigopiano.

In queste ore, a fianco del Comanante Generale di tutto lo Stato Maggiore, assistiamo alle coraggiose e professionali azioni dei nostri colleghi impegnati in quei luoghi in condizioni estreme, dalla strardinaria arrampicata notturna verso Farindola dei colleghi del S.A.G.F. di Roccaraso, al salvataggio delle persone intrappolate a Campotosto dei colleghi del S.A.G.F. dell’Aquila.

Il nostro “grazie di cuore” va ai quei colleghi del Soccorso Alpino, delle Unità cinofile, delle Unità Aeree, delle Sale Operative, a tutto il personale del Corpo ed a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso.

Roma 20 gennaio 2017

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA