Interrogazione parlamentare sull’ipotesi di chiusura della Brigata della Guardia di Finanza di Procida.

 

 

Commento di Alessandro Margiotta*

In data 11 marzo 2015 è stata presentata una interrogazione a risposta scritta, a firma dell’Onorevole Valeria Valente, del Partito Democratico, in merito a notizie informali acquisite circa il fatto che il Comando generale della Guardia di Finanza si sia determinato alla soppressione della Brigata di Procida e al conseguente accorpamento della stessa alla compagnia di Pozzuoli.

L’interrogante ha, in particolare, evidenziato che:

  • alla soppressione della Brigata di Procida conseguirebbe il suo accorpamento alla Compagnia di Pozzuoli “cui dovrebbe essere, perciò, trasferito il personale attualmente in servizio sull’isola di Procida”;
  • la notizia sta suscitando giustificato allarme e vivissima preoccupazione presso la comunità e gli enti territoriali locali, che, a quanto è dato sapere, si apprestano ad assumere ogni opportuna iniziativa per evitare si realizzi la soppressione della brigata della Guardia di finanza di stanza a Procida”;
  • la detta soppressione, laddove effettivamente realizzata, infatti, priverebbe l’isola di Procida di un comando di polizia giudiziaria, depotenziando ulteriormente i pochi presidi di cui l’isola ha necessità di disporre, per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche in ragione della struttura portuale ivi esistente, nell’ambito della quale si svolgono attività economiche, turistiche e di navigazione da diporto”;
  • con la soppressione della brigata della Guardia di finanza di Procida, considerato che non è presente alcun presidio della polizia di Stato, l’isola di Procida rimarrebbe presidiata dalla sola arma dei Carabinieri, con le poche unità di cui dispone, che risulterebbe gravata di oneri di tutela decisamente insostenibili in relazione alla popolazione dei circa 12.000 residenti, cui vanno ad aggiungersi ulteriori presenze nella stagione estiva”.

L’interrogante chiede quindi al Ministro della Difesa ed al Ministro dell’Economia e delle Finanze:

  • se “siano al corrente dei fatti esposti in premessa”;
  • se esista un piano operativo che abbia rimodulato le concrete modalità di mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica sull’isola, consentendo, altresì, la erogazione delle prestazioni sin qui svolte dalla brigata di Procida della Guardia di finanza laddove essa venisse effettivamente soppressa”;
  • se sia stato effettuato, e quali risultati abbia eventualmente prodotto, il raffronto tra le spese occorrenti al mantenimento in loco della brigata di Procida e quelle da sostenere, per espletare le funzioni attualmente svolte dalla detta brigata, dovendole rendere dalla terraferma verso l’isola, laddove la brigata venisse soppressa”;
  • se sia stata effettuata una comparazione tra la possibile chiusura del presidio della Guardia di finanza presente a Procida e la chiusura della brigata di Baia, atteso che quest’ultima risulta insediata ad appena tre chilometri dalla compagnia di Pozzuoli, alla quale si sovrappone, potendone, perciò, essere agevolmente accorpata”;
  • se sia stata valutata la possibilità di soprassedere alla assunzione di provvedimenti riguardanti la brigata di stanza a Procida in vista del previsto generale riordino della Guardia di finanza, all’esito del quale il personale attualmente in servizio a Procida potrebbe utilmente rafforzare le esigue dotazioni della locale stazione dei carabinieri”;
  • quali iniziative, di rispettiva competenza, intendano adottare per ovviare alle criticità e alle carenze, anche sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, che la soppressione della brigata della Guardia di finanza di Procida comporterebbe per l’isola e i suoi abitanti”.

Prescindendo da qualsiasi tipo di valutazione sulla discrezionalità con la quale una Pubblica Amministrazione, nel caso specifico la Guarda di Finanza, può legittimamente procedere ad una riorganizzazione del proprio assetto territoriale, non può sottacersi come tali processi possano incidere, oggettivamente:

  • sul personale dipendente, che necessariamente verrebbe avvicendato ad altra sede;
  • sull’ordine e la sicurezza pubblica del territorio interessato;
  • sui costi che comunque graverebbero ugualmente sulle casse dello Stato dovendo in ogni caso assicurare un livello adeguato di servizi in relazione ai compiti istituzionali dei presidi eventualmente soppressi,

come messo in evidenza anche nella stessa interrogazione parlamentare.

Se per un verso facilmente risolvibili possono apparire le problematiche specifiche del personale in servizio presso i presidi in via di soppressione, attraverso un giusto contemperamento delle esigenze dell’Amministrazione con quelle dei diretti interessati agli avvicendamenti, più complessa è di certo la questione del mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e delle risorse umane e finanziarie necessarie a tali fini.

Difatti, non può disconoscersi come le ipotesi di chiusura di presidi vadano in controtendenza rispetto ad una sempre maggiore esigenza di sicurezza registrata negli ultimi tempi, in ragione della crescita di fenomeni di criminalità, e ad una politica di contenimento della spesa, in ragione del fatto che la chiusura di reparti non determina di per sé un risparmio di risorse per i costi del personale, che viene dislocato comunque altrove, né di spese per l’attività istituzionale, che verrebbe ad essere svolta su circoscrizioni sempre più ampie, salvo a voler ipotizzare la creazione di “zone franche”, regno dell’illegalità.

A margine, ritengo di poter considerare al momento altamente “improbabile” ed assolutamente incondivisibile quanto larvatamente ipotizzato dalla proponente circa un generale riordino della Guardia di finanza, all’esito del quale il personale attualmente in servizio nel Corpo potrebbe transitare nell’Arma dei Carabinieri.

In merito, è stata già ufficializzata la netta contrarietà a tale ipotesi da parte del Co.Ce.R. della Guardia di Finanza e da alcuni organismi intermedi e di base (Co.I.R. Italia centro-settentrionale, Co.Ba.R. Emilia-Romagna, Toscana e Marche), nonché da parte di diverse OO.SS. delle FF.PP..

 *Alessandro Margiotta

– Delegato Co.Ba.R. Emilia Romagna e Co.I.R. Italia Centro Settentrionale

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