Interrogazione parlamentare sulla destinazione di fondi idonei alle esigenze di sicurezza ed ordine pubblico.

In data 19 aprile 2016 è stata presentata una interrogazione a risposta scritta (n.4/05672), firmata dal Senatore Remigio Ceroni, di Forza Italia – Il Popolo della Libertà, in merito alla destinazione di maggiori fondi, quantomeno per le spese di necessità immediata, che si confacciano alle esigenze di sicurezza attuali, sia in materia di antiterrorismo, che con riferimento ad ogni altra necessità di ordine pubblico.

Il Senatore Remigio Ceroni, nella sua interrogazione, nel rappresentare che:

  • “i giornali riportano continuamente di malcontenti, lamentele e proteste degli appartenenti alle forze di polizia nei confronti del Ministero in indirizzo e il segretario nazionale del Sap avrebbe effettuato uno sciopero della fame lo scorso 21 gennaio 2016, durato 61 giorni, per protestare contro la scarsità di mezzi in genere garantiti per far svolgere nel miglior modo le funzioni di sicurezza alle forze dell’ordine”;
  • “vari sindacalisti hanno tentato invano più volte, nell’ultimo periodo, di farsi ricevere dal Ministro in indirizzo o dai suoi stretti collaboratori per esporre le loro tesi al riguardo della mancanza dei mezzi necessari a svolgere la funzione di sicurezza, nonché alla inadeguatezza di quelli effettivamente a loro disposizione, rendendo di fatto impossibile effettuare un consono servizio di controllo del territorio e quindi un appropriato svolgimento delle mansioni assegnate”;
  • “inoltre, la politica di pensionamento e turnover sinora attuata dal Governo Renzi non ha permesso un adeguato ricambio generazionale, essendo i rapporti nel territorio tra pensionati e nuovi agenti di 10 ad 1, cosa che ha comportato un sensibile ridimensionamento dell’organico stesso all’interno dei commissariati, con una conseguente riduzione degli agenti disponibili a muoversi nel territorio e a garantire un effettiva copertura dello stesso”;
  • “la Polizia, come le altre forze dell’ordine, attendono ancora l’adeguamento del loro contratto ai costi della vita, di fatto bloccato alla stessa retribuzione da 6 anni, escludendo poi l’utilità iniqua del bonus di 80 euro elargito dal Governo, essendo questo non strutturale e perciò non assimilabile al trattamento pensionistico in prospettiva, nonché soggetto a sempre possibili modificazioni e caducazioni”,

ha quindi chiesto al Ministro dell’Interno “quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere, in riferimento a quanto esposto in premessa, e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, per prevedere la destinazione di maggiori fondi, quantomeno per le spese di necessità immediata, che si confacciano alle esigenze di sicurezza attuali, sia in materia di antiterrorismo, che con riferimento ad ogni altra necessità di ordine pubblico”.