Disegno di legge di Stabilità 2015: La IV Commissione Difesa chiede chiarimenti al Governo su alcune norme di diretto interesse per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Prosegue l’esame, da parte delle Commissioni Parlamentari, del Disegno di legge di Stabilità 2015, il quale è previsto arrivi in Assemblea, per la discussione, il 24 novembre prossimo.

Nella seduta di ieri 4 novembre 2014, la IV Commissione Difesa ha iniziato l’esame del relativo testo, evidenziando alcuni elementi di specifico interesse per il personale del comparto.

In particolare, il relatore – Onorevole Vincenzo D’Arienzo – ha posto l’accento, tra gli altri innumerevoli aspetti, sul fatto che:

  •  il comma 3 dell’articolo 21 “proroga al 31 dicembre 2015 le disposizioni che prevedono – …– il blocco degli automatismi stipendiali del personale dirigente delle Forze armate. La proroga non riguarda le disposizioni di cui all’articolo 9, comma 1 (blocco del trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti), comma 2 (riduzione del 10 per cento delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri), comma 2-bis (blocco del trattamento accessorio all’ammontare erogato nel 2010), comma 21, terzo e quarto periodo (blocco degli effetti economici delle progressioni di carriera, per il personale contrattualizzato e non contrattualizzato), del decreto-legge n. 78 del 2010”. A questo proposito, il relatore ha ritenuto “doveroso, da parte del Governo, chiarire se il combinato disposto delle disposizioni riguardanti questa materia garantisca gli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri nell’incontro con i rappresentanti del comparto difesa-sicurezza, ovvero che dal 1o gennaio 2015 saranno corrisposti gli aumenti stipendiali derivanti da promozioni e dalla maturazione degli assegni funzionali e i trattamenti di omogeneizzazione derivanti dall’anzianità di servizio”;
  • il comma 4 dell’articolo 21 abroga una serie di disposizioni che prevedono la promozione di personale all’atto della cessazione dal servizio, tra i quali anche “dirigenti generali e dirigenti superiori della Polizia di Stato. Secondo quanto riportato nella relazione tecnica, le promozioni oggetto di abrogazione hanno effetti economici sia sul trattamento pensionistico che su quello di buonuscita”, mentre il comma 5 del medesimo articolo 21 dispone, invece, una “riduzione, a decorrere dall’anno 2015, dell’indennità di ausiliaria per il personale in servizio permanente delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare”. In merito, il relatore ha chiesto al Governo “conferma della stima dei risparmi attesi, che a suo avviso andrebbero ridimensionati in considerazione del fatto che il personale in servizio non riceve incrementi retributivi, per il noto blocco degli stessi, mentre il personale che accede all’ausiliaria è composto essenzialmente dal numero limitato degli ufficiali;
  •  le disposizioni di cui ai commi 9 e 10 dello stesso articolo 21, riguardanti le risorse destinate ai provvedimenti di riallineamento delle carriere del personale militare e delle Forze di polizia previsti dall’articolo 3, comma 155, ultimo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, con particolare riferimento alle disposizioni che prevedono “la riduzione di 119 milioni di euro per l’anno 2015 dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3, comma 155, ultimo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350” ed il “versamento all’entrata del bilancio dello Stato nel 2015 delle somme disponibili in conto residui per gli anni 2011, 2012 e 2013 e 2014, relative alle autorizzazioni di spesa per il finanziamento dei provvedimenti di riallineamento delle carriere del personale militare della difesa con quello delle Forze di polizia”. In proposito il relatore ha evidenziato che sarebbe “utile che il Governo chiarisse quali sono le risorse ancora disponibili per le finalità originarie”.

In merito agli specifici aspetti sopra segnalati, il sottosegretario Gioacchino ALFANO, intervenuto in sede di Commissione, ha manifestato la necessità di disporre di un breve periodo di tempo per svolgere gli opportuni approfondimenti su alcune questioni sollevate nella relazione e si è riservato quindi di rispondere nella seduta di oggi 5 novembre 2014.

Ad ogni modo, nel merito, il Sottosegretario ha osservato che i provvedimenti in esame incidono in maniera assai significativa sul Ministero della difesa e che alle preoccupazioni del relatore si devono aggiungere quelle dello stesso dicastero per lo stralcio, effettuato dalla Presidente della Camera, di alcune disposizioni del disegno di legge di stabilità di interesse della Difesa. In particolare, il sottosegretario ha evidenziato “che la Difesa intenderebbe avviare un dialogo con la Commissione al fine di verificare l’esistenza dei presupposti per riattivare il procedimento legislativo in relazione agli autonomi provvedimenti derivanti dallo stralcio anzidetto”.

Non resta quindi che attendere i chiarimenti richiesti, utili da un lato a fugare i tanti dubbi sorti in questo periodo soprattutto in termini di sblocco del tetto salariale individuale, dall’altro a fornire un barlume di speranza in materia di progetti di riforma dell’istituto della Rappresentanza Militare, oggetto di esame da parte della IV Commissione Difesa, anche in ragione dei quali è stato disposto lo stralcio delle norme sulla stessa Rappresentanza Militare, in origine incluse nel disegno di legge di Stabilità 2015 (articolo 21 – commi da 16 a 21).

(https://www.sicurezzacgs.it/disegno-legge-stabilita-2015-stralciate-disposizioni-in-materia-rappresentanza-militare-dichiarazioni-presidendete-iv-commissione-difesa-elio-vito/)

Commento di Alessandro Margiotta