Disegno di Legge: riforma della Giustizia militare

03 marzo 2016

Ancora in tema di riforma della Giustizia militare, pubblichiamo il disegno di legge già presentato dal partito Democratico nella XVI legislatura. Primo firmatario Felice Casson.

Il disegno di Legge prevedeva la creazione di una sezione specializzata per i reati militari presso i tribunali ordinari ed il relativo trasferimento dei Magistrati militari presso la Magistratura ordinaria.

Aggiungiamo che tale riforma avrebbe consentito di mantenere vive le funzioni della Giustizia militare, consentendo tuttavia al Paese, un enorme risparmio di spese grazie alla soppressione di uffici ed incarichi che appaiono oggettivamente non più attuali nella forma a suo tempo prevista dal Legislatore Costituzionale .

Riportiamo, di seguito, una breve presentazione del già Magistrato Felice Casson ed il disegno di legge de quo.

Sicurezza Cum Grano Salis 


Felice Casson è attualmente Senatore della Repubblica italiana.

Laureato in legge presso l’Università di Padova, è entrato in magistratura nel maggio 1980 con le funzioni di giudice istruttore. Successivamente giudice per le indagini preliminari e dal 1993 al 2005 pubblico ministero a Venezia, ricopre il grado di magistrato della Corte di Cassazione con funzioni direttive superiori.

Dal 2006 è fuori ruolo a seguito della sua elezione al Parlamento.

Nel 2008 è stato rieletto Senatore e poi eletto Vice-presidente dei Senatori del Partito Democratico.

Come magistrato, ha condotto molte inchieste, soprattutto in tema di terrorismo, lotta alla corruzione, sicurezza ambientale, tutela dei lavoratori e della popolazione dalla esposizione ad agenti cancerogeni: la strage di Peteano, le deviazioni dei servizi segreti e degli apparati dello Stato, il terrorismo e l’eversione di estrema destra e internazionale, il traffico internazionale di materiale bellico, il caso Gladio, la tangentopoli veneta, l’incendio del teatro La Fenice di Venezia, i processi per le morti causate dalle lavorazioni di CVM e PVC e dall’amianto a Porto Marghera, le indagini sull’inquinamento ambientale, sulle patologie da “Uranio impoverito” e da “elettrosmog”, sono alcune tra le tante inchieste portate avanti dal Magistrato Casson.

Come Senatore, è stato membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e membro della seconda Commissione permanente (Giustizia), nonché delle Commissioni d’Inchiesta sull’Uranio Impoverito e sulle cosiddette “morti bianche”.

In particolare, ha presentato e sostenuto disegni di legge in tema di lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, razionalizzazione dei sistemi processuali civili e penali, prevenzione e sicurezza dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene genotossiche come l’amianto e il cloruro di vinile monomero (CVM), delitti contro l’ambiente e per la sicurezza della popolazione, tutela delle persone deboli delle vittime di reato.

Ha insegnato Diritto dell’Ambiente all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e all’Università Telematica Internazionale Uninettuno.

E’ membro del Comitato scientifico di I.A.E.S (International Academy Enviromental Sciences) di Venezia.

Autore di vari libri, tra cui “Lo Stato violato” del 1994, “Segreto di Stato e Ragion di Stato” del 1992 e “La fabbrica dei veleni” del 2007.

È stato eletto Senatore della Repubblica nella XV – XVI e XII Legislatura.

In questo mandato, nell’ambito del Gruppo Partito Democratico, ha ricoperto gli incarichi di:

  • Membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari;
  • Vicepresidente della 2^ Commissione permanente (Giustizia);
  • Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa;
  • Segretario del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Nel corso della scorsa legislatura, ha presentato d’iniziativa il disegno di legge costituzionale n. 3423, nel quale i cofirmatari erano i senatori: Pinotti Roberta, Scanu Gian Piero, Vita Vincenzo Maria, Chiti Vannino, D’ambrosio Gerardo, Del Vecchio Mauro, Amati Silvana, Crisafulli Vladimiro, Ferrante Francesco, Galperti, Granaiola, Fontana, Negri Magda e Pegorer Carla.

Il DDL 3423 conteneva “Modifiche agli articoli 102 e 103 della Costituzione in materia di soppressione dei tribunali militari e istituzione di una sezione specializzata per i reati militari presso i tribunali ordinari”.

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Nella relazione introduttiva, il Senatore Casson presenta il DDl proferendo quanto di seguito riportato:

“”””Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge costituzionale intende eliminare dalla nostra Carta fondamentale la disposizione che prevede, sia pure con precisi limiti, la giurisdizione militare. Trattasi, in particolare, del terzo comma dell’articolo 103 della Costituzione, in base al quale «I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate».

Tale modifica si rende necessaria non solo a seguito di numerose sentenze della Corte costituzionale che, di fatto, hanno determinato la progressiva «erosione» della giurisdizione militare in favore di quella ordinaria, ma anche in quanto il nostro è uno dei pochi Paesi dell’Unione europea che ancora conserva una distinzione tra magistratura ordinaria e magistratura militare.
La soppressione della giurisdizione speciale militare, e la conseguente devoluzione delle sue competenze alla giurisdizione ordinaria, porrebbe il nostro Paese in linea con la tendenza, ormai sempre più diffusa, all’unicità della giurisdizione.

Ad avviso del proponente, inoltre, la giurisdizione ordinaria, rispetto a quella militare, fornirebbe maggiori garanzie di tutela dei diritti individuali; conseguentemente, la modifica proposta porrebbe anche fine ad un’anacronistica ed antistorica differenziazione – rispetto ad un tema tanto delicato, quale quello dell’esercizio dell’azione penale e, più in generale, dell’esercizio della giurisdizione – tra gli appartenenti alle Forze armate e gli altri cittadini.”””

 

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

Art. 1.

(Modifica all’articolo 102 della Costituzione in materia di istituzione di una sezione specializzata per i reati militari presso i tribunali ordinari)

  1. All’articolo 102, secondo comma, della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

«Presso ogni organo giudiziario ordinario è istituita una sezione specializzata per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate in tempo di pace e per i reati previsti dal codice penale militare di guerra in tempo di guerra».

Art. 2.

(Modifica all’articolo 103 della Costituzione sulla soppressione dei tribunali militari)

  1. Il terzo comma dell’articolo 103 della Costituzione è abrogato.

Art. 3.

(Norma transitoria e nuovo inquadramento dei magistrati militari)

  1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Governo, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri della giustizia e della difesa, presenta alle Camere un disegno di legge volto a conferire una delega al Governo, da esercitarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa, che disciplini:

a) le modalità per la soppressione di tutti i tribunali militari e del Consiglio della magistratura militare;

b) l’istituzione delle sezioni specializzate presso ogni organo giudiziario per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate in tempo di pace e per i reati previsti dal codice penale militare di guerra in tempo di guerra ed i criteri e le modalità di trasferimento dei magistrati militari nella magistratura ordinaria;

c) il trasferimento dei magistrati militari in servizio, secondo l’anzianità e la qualifica maturate nel ruolo di provenienza, tra i magistrati ordinari e nelle qualifiche corrispondenti della magistratura amministrativa, nonché del ruolo del pubblico ministero e degli avvocati e procuratori dello Stato;
d) la rimessione dei procedimenti penali in corso alla data di entrata in vigore della legge adottata nell’esercizio della delega di cui al presente comma all’autorità giudiziaria ordinaria;
e) l’abrogazione di tutte le disposizioni incompatibili con quelle adottate nell’esercizio della delega di cui al presente comma.