Disegno di Legge A.S. 1307 ed abbinati. Identificazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine in servizio di ordine pubblico.

Commento di Alessandro Margiotta*

Ancora un rinvio dell’esame in attesa della presentazione, da parte del Governo, di un proprio disegno di legge che dovrebbe prevedere un intervento organico sul tema della sicurezza urbana.

Il 27 marzo 2015 vi avevamo aggiornati sul prosieguo dell’esame congiunto, con rinvio, del disegno di legge a.s. 1307 (abbinati A.S. 803 – A.S. 1337 e A.S. 1412) in materia di identificazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine che espletano attività di ordine pubblico (Clicca qui per il contenuto).

Come noto, si tratta di un disegno di legge con il quale si propone che il personale di tutti i ruoli e gradi che svolge mansioni di ordine pubblico, che per particolari ragioni di servizio sia stato autorizzato a non utilizzare la divisa, sia obbligato ad indossare indumenti che lo identifichino chiaramente, anche a distanza, come appartenente ad un Corpo di polizia. La stessa proposta prevede che il casco di protezione e le divise indossati dal personale delle Forze di polizia debbano riportare un codice alfanumerico, visibile a distanza, finalizzato a consentire l’immediata identificazione dell’operatore.

Nella seduta del 26 marzo 2015 era intervenuto il Ministro dell’Interno Angelino Alfano il quale, in sintesi, aveva:

  • sottolineato l’importanza “del tema del diritto della sicurezza dei cittadini in occasione di manifestazioni pubbliche” e riconosciuto “quale compito indispensabile dello Stato l’ascolto delle richieste che provengono dalle manifestazioni di piazza, a tutela delle legittime istanze di democrazia”;
  • informato la Commissione che il Governo “sta elaborando un disegno di legge in materia di sicurezza urbana, volto a incrementare il sistema di difesa dei centri storici e delle periferie, in vista dei prossimi grandi eventi, quali l’Expo che avrà luogo a Milano e il Giubileo straordinario. Tra i principi cardine di questo provvedimento vi è la sicurezza integrata, ovvero la previsione di una maggiore collaborazione tra Stato ed enti locali. In particolare, saranno definiti i poteri dei sindaci in materia e sarà favorito il raccordo sul territorio con i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza. Parimenti saranno introdotte norme più severe per contrastare il degrado urbano e difendere i centri storici da azioni criminose. Tale piano di intervento investe le modalità di azione sul territorio, prevedendo anche un rafforzamento della cooperazione tra le forze di polizia. In questa ottica sarebbe auspicabile l’avvio di un’analisi organica della materia che potesse includere anche i disegni di legge attualmente all’esame della Commissione”.

In quella occasione, nel corso della discussione, era stata formulata anche la richiesta di coinvolgimento delle Forze dell’ordine nella ricerca di possibili soluzioni condivise, frutto della considerazione che gli operatori del comparto sono da sempre chiamati in primo piano a difendere la legalità e come tali sarebbero legittimati ad esprimere proprie valutazioni sulla disciplina che si intende introdurre in materia di identificazione degli agenti impiegati in servizi di ordine pubblico.

Nello stesso tempo, era stato posto l’accento sul fatto che i casi di abusi da parte degli agenti, per altro sottoposti a forti pressioni emotive, sono del tutto eccezionali e si inseriscono in un quadro di profonda crisi di organici e di risorse economiche che incidono profondamente sulla gestione della sicurezza pubblica, come tali meritevoli di altrettanta attenzione e volontà di celere soluzione.

L’esame dei disegni di legge era stato quindi rinviato.

Nella seduta n. 331 del 14 ottobre 2015 è quindi proseguito l’esame dei disegni di legge.

Nel corso della stessa seduta è intervenuto il vice ministro BUBBICO, il quale ha:

  • assicurato che il Governo “sta compiendo i necessari approfondimenti per verificare la possibilità di un intervento organico in materia di sicurezza urbana, sulla base dei criteri già anticipati dal ministro Alfano in Commissione, con riferimento alla esigenza di incrementare la difesa dei centri storici e delle periferie e la cooperazione tra le forze di polizia, tenendo anche conto della necessità di tutelare la sicurezza degli operatori coinvolti”;
  • rilevato che “è ancora oggetto di valutazione la possibilità di presentare il testo in Parlamento in tempi congrui, per consentirne eventualmente la connessione con gli altri disegni di legge già all’esame”;
  • rappresentato che qualora ciò non risultasse possibile, “il Governo si riserva di formulare alcune proposte di modifica al testo base adottato dalla Commissione. In alternativa, potrebbe valutare l’opportunità di un intervento successivo”;
  • riservatosi, in ogni caso, “di riconsiderare i pareri già espressi sugli emendamenti, in quanto potrebbero risultare non più attuali alla luce dell’approfondimento svolto dal Ministero dell’interno sulla questione della sicurezza urbana”.

E’ quindi intervenuto il relatore CRIMI (M5S), il quale ha chiesto di precisare “se il Governo stia valutando la possibilità di intervenire in un momento successivo, con un atto di propria iniziativa, per apportare correttivi alla disciplina all’esame del Parlamento”.

Il vice ministro BUBBICO ha quindi precisato che “l’intervento del Governo sarebbe eventualmente circoscritto agli aspetti che al momento risultano non approfonditi, in particolare con riferimento alla tutela dei lavoratori appartenenti alle forze di polizia”.

Nel corso della discussione è anche intervenuto il senatore AUGELLO (AP (NCD-UDC)) osservando che “la materia della sicurezza delle forze di polizia e di un’eventuale responsabilità disciplinare è particolarmente complessa e rilevante”, esprimendo altresì l’avviso che sia “opportuno che sul tema si formi un orientamento consapevole e ampiamente condiviso tra le componenti della maggioranza che sostengono l’Esecutivo”.

I lavori della Commissione si sono quindi conclusi con l’intervento della Presidente FINOCCHIARO, la quale ha auspicato che “il Governo possa rappresentare la propria posizione definitiva la prossima settimana, quando proseguirà l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo”, ritenendo in merito “non più rinviabile la conclusione dell’iter del disegno di legge n. 1307, adottato dalla Commissione come testo base, dal momento che il Gruppo parlamentare Misto, dopo aver fatto proprio il connesso disegno di legge n. 803, ne aveva già chiesto l’inserimento nel calendario dei lavori dell’Assemblea”.

Sempre la Presidente ha poi ricordato che “l’esame in Commissione era stato sospeso proprio in attesa della presentazione, da parte del Governo, di un proprio disegno di legge in materia di sicurezza urbana, del quale era stata annunciata la trasmissione alle Camere in tempi congrui”.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

Ritengo che, prendendo atto dell’intenzione del Governo di cercare di intervenire in maniera organica sul tema della sicurezza urbana ed, in particolare, di tenere in debito conto la necessità di tutelare anche la sicurezza degli operatori di polizia, oltre che aumentare la difesa dei centri storici, sarà possibile effettuare valutazioni più complete quando sarà eventualmente presentato il disegno di legge di origine governativa.

In quella occasione sarà possibile verificare se realmente si voglia perseguire l’obiettivo di un giusto contemperamento tra le due esigenze emergenti dal dibattito in corso: il riconoscimento della responsabilità personale dei cittadini e di quella degli stessi agenti di polizia e, al tempo stesso, la tutela dell’incolumità degli appartenenti alle forze dell’ordine impegnati nello svolgimento dei loro compiti istituzionali.

 *Alessandro Margiotta

– Delegato Cobar Emilia Romagna e Coir Italia Centro Settentrionale

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