Concorsi nella Guardia di Finanza. Non obbligatorio lo scorrimento delle graduatorie.

T.A.R. Lazio – Sezione II – Sentenza n. 10712/2015 del 04 agosto 2015. Concorsi per il reclutamento nella Guardia di Finanza e scorrimento delle graduatorie. La prevalenza delle procedure di scorrimento rispetto all’indizione di un nuovo concorso non ha carattere assoluto e incondizionato. Per i concorsi nella Guardia di Finanza opera una delle ipotesi derogatorie rispetto all’obbligo di previo scorrimento delle precedenti graduatorie ai fini della provvista del personale.

Con tale nuova sentenza, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha ribadito il suo precedente orientamento (Sentenza n. 07873/2015 del 04 giugno 2015) in merito ai concorsi per il reclutamento nella Guardia di Finanza ed all’ipotesi di obbligatorietà di scorrimento di precedenti graduatorie (Clicca qui per il contenuto).

In particolare, secondo le conclusioni del T.A.R. Lazio:

  • “il principio dello scorrimento delle precedenti graduatorie va ricondotto alla progressiva ed univoca tendenza del legislatore degli ultimi anni, anche a fronte di obblighi comunitari che rendono più stringente la necessità di contenimento della spesa pubblica, di prorogare la validità e l’efficacia di precedenti graduatorie cui le Amministrazioni, al fine di coprire nuovi posti, debbono attingere per le relative assunzioni, attraverso l’introduzione di disposizioni esplicitamente dirette a stabilire la proroga dell’efficacia delle graduatorie concorsuali preesistenti”;
  • “la previsione dello scorrimento delle graduatorie e dell’efficacia pluriennale delle graduatorie concorsuali ha conosciuto nel tempo una progressiva estensione, attraverso una pluralità di disposizioni contingenti, riguardanti settori specifici del pubblico impiego”;
  • “si sono poi succedute diverse disposizioni legislative con efficacia temporalmente limitata, dirette a prorogare la vigenza delle graduatorie, generalmente inserite nelle leggi annuali aventi ad oggetto la manovra finanziaria”;
  • “sotto il profilo generale della ricognizione del quadro normativo di riferimento, le ricadute in termini sistematici dell’istituto dello scorrimento delle graduatorie ancora valide ed efficaci sono state enucleate dalla decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 14 del 2011, la quale, nell’affermare che nell’ordinamento positivo si è verificata l’inversione del rapporto tra l’opzione per un nuovo concorso e la decisione di scorrimento delle graduatorie precedenti ancora valide ed efficaci, costituendo quest’ultima la regola generale ed essendo l’indizione di un nuovo concorso l’eccezione, ha consacrato il principio di diritto secondo cui, in presenza di graduatorie concorsuali valide ed efficaci, l’Amministrazione, se stabilisce di provvedere alla copertura dei posti vacanti, deve motivare la determinazione riguardante le modalità di reclutamento del personale, anche qualora scelga l’indizione di un nuovo concorso in luogo dello scorrimento delle graduatorie vigenti”;
  • “tuttavia, secondo la stessa Adunanza Plenaria, la prevalenza delle procedure di scorrimento rispetto all’indizione di un nuovo concorso non ha carattere assoluto e incondizionato, recedendo la stessa di fronte a “speciali disposizioni legislative che impongano una precisa cadenza periodica del concorso, collegata anche a peculiari meccanismi di progressioni nelle carriere, tipiche di determinati settori del personale pubblico” per cui in tali eventualità emerge “il dovere primario dell’amministrazione di bandire una nuova procedura selettiva, in assenza di particolari ragioni di opportunità per l’assunzione degli idonei collocati nelle preesistenti graduatorie” (par.51 della decisione n. 14/2011)”;
  • “ritiene il Collegio che la fattispecie (leggasi: concorso interno per il reclutamento di vicebrigadieri della Guardia di Finanza) debba ascriversi al novero delle ipotesi derogatorie rispetto all’obbligo di previo scorrimento delle precedenti graduatorie ai fini della provvista del personale”;
  • “essendo il comparto della Guardia di Finanza disciplinato da disposizioni speciali stante la peculiarità dei relativi rapporti di impiego, è a tale disciplina, e non a quella generale dettata per il pubblico impiego, che occorre avere riguardo al fine di individuare il regime applicabile per le nuove assunzioni”;
  • “essendovi una espressa previsione che regola lo scorrimento delle graduatorie – peraltro previsto come facoltativo e non obbligatorio – unicamente per il reclutamento di allievi finanzieri e marescialli, la stessa deve essere intesa come derogatoria rispetto alle altre ipotesi, per le quali non può pertanto predicarsi l’ultrattività delle graduatorie e, tantomeno, l’obbligo di scorrimento delle stesse in presenza di idonei non vincitori”;
  • “la specialità della disciplina di settore, …, non consente quindi di estendere l’obbligo di provvista del personale attraverso l’utilizzo delle precedenti graduatorie per l’accesso al ruolo dei sovrintendenti della Guardia di Finanza”;
  • “la validità delle precedenti graduatorie deve quindi ritenersi operante esclusivamente per il personale non direttivo e non dirigente della Guardia di Finanza con riferimento agli allievi marescialli ed allievi finanzieri in forza del richiamato art. 7, comma 2, del D.Lgs. n. 199 del 1995, che prevede la possibilità di utilizzo delle graduatorie del concorso pubblico per il reclutamento degli allievi marescialli per l’ammissione di candidati risultati idonei ma non vincitori ad analoghi e successivi corsi entro 18 mesi dall’approvazione della stessa”.

 L’Organo giurisdizionale ha concluso quindi che:

  • le disposizioni in materia di proroga della validità delle graduatorie concorsuali, in quanto aventi portata generale, non possono trovare applicazione alle procedure per l’arruolamento nei corpi militarizzati dello Stato, quale il Corpo della Guardia di Finanza, salvo che le stesse non contengano disposizioni specifiche, espressamente mirate a modificare le peculiari modalità di reclutamento proprie dell’ordinamento di settore”;
  • “le disposizioni dettate per il pubblico impiego contrattualizzato non possano essere automaticamente applicate al personale rimasto in regime di diritto pubblico, perlomeno in assenza di norme che raccordino, in maniera razionale, le diverse e, talora opposte esigenze, sottese ai due sistemi normativi”;
  • “la trasposizione, sic et simpliciter, nell’ordinamento della Guardia di Finanza (o degli altri Corpi di Polizia e delle Forze Armate) di norme specificamente dettate per il pubblico impiego contrattualizzato, renderebbe inoperante, se non privo di senso, l’intero sistema di reclutamento e di avanzamento attualmente vigente”.

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