C.G.A.R.S. – Sentenza n.00715/2015. Diritto ad indennità per trasferimento “a domanda” in caso di soppressione di reparto. Natura autoritativa del provvedimento. Necessaria impugnazione del trasferimento.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha confermato la sentenza di primo grado emessa dal T.A.R. Sicilia – Sede Catania (Sez. III n. 01929/2012) -, con la quale era stato rigettato il ricorso di primo grado proposto da alcuni militari della Guardia di Finanza avverso il mancato riconoscimento dell’indennità per trasferimento “a domanda” nel caso della soppressione del reparto presso cui prestavano servizio, non avendo questi impugnato l’originario provvedimento di trasferimento nei termini previsti.

Ritenendo infondato l’appello presentato dai finanzieri, il C.G.A.R.S., confermando il giudizio di primo grado, ha evidenziato che:

  • non è possibile accordare ai militari appellanti i benefici economici richiesti, “stante l’esistenza dei provvedimenti di trasferimento a domanda, di sicura natura autoritativa, a suo tempo emanati nei loro confronti e mai impugnati nei termini”;
  • funzionale all’accoglimento delle pretese dei ricorrenti all’indennità di trasferimento era l’eliminazione del citato provvedimento nella parte in cui qualificava il loro trasferimento a domanda;
  • le pretese fatte valere dai ricorrenti erano condizionate da atti amministrativi autoritativi, che come tali andavano impugnati nei termini di decadenza;
  • l’impugnazione dei provvedimenti che risalgono al 2005 operata nel 2010 risultava tardiva e correttamente, quindi, il primo giudice aveva accolto l’eccezione di irricevibilità del ricorso;
  • non è senza significato che altri dipendenti abbiano tempestivamente impugnato gli stessi provvedimenti determinandone, in tal modo, l’eliminazione e di conseguenza abbiano visto soddisfatta la loro pretesa ad avere i benefici economici previsti dalle citate leggi n. 100/87 e 86/2011”;
  • non è senza significato che il TAR catanese, con altra sentenza resa per un caso analogo, abbia pronunziato un’espressa statuizione di “annullamento degli atti di trasferimento impugnati, ritenendoli di natura autoritativa e solo a seguito di tale annullamento abbia proceduto al riconoscimento delle pretese economiche fatte valere”;
  • i benefici economici vengono richiesti dai militari appellanti “proprio in conseguenza del ricorso presentato tempestivamente dai loro colleghi, che ha portato alla favorevole decisione del TAR, dei cui effetti vorrebbero beneficiare, pur avendo deciso, a suo tempo, di prestare acquiescenza alle decisioni dell’amministrazione”;
  • solo attraverso la qualificazione, operata dal TAR e confermata in appello, del trasferimento come avvenuto d’autorità e non a richiesta l’amministrazione è stata condannata ad erogare i benefici economici richiesti”;
  • ad analoga pronunzia, ad avviso Collegio, non può pervenirsi oggi nei confronti di quei dipendenti che non hanno impugnato a suo tempo i provvedimenti lesivi dei loro interessi, già espressamente ritenuti di natura autoritativa, determinandosi a impugnarli solo circa 5 anni più tardi”.

Il Collegio giudicante ha quindi respinto l’appello presentato dai finanzieri, compensando tra le parti le spese di giudizio.

Vedi anche:

https://www.sicurezzacgs.it/consiglio-sezione-vi-sentenza-n-55532014-riconoscersi-lindennita-trasferimento-autorita-casi-trasferimento-p/

https://www.sicurezzacgs.it/ennesima-sentenza-del-c-g-a-per-la-regione-siciliana-anche-se-ce-la-disponibilita-o-il-gradimento-di-un-finanziere-ad-essere-trasferito-il-movimento-si-configura-dautorita/

https://www.sicurezzacgs.it/corte-di-giustizia-amministrativa-della-sicilia-al-dipendente-della-gdf-trasferito-a-seguito-della-soppressione-del-reparto-va-comunque-corrisposta-lindennita-di-cui-alla-legge-862001/