Resoconto degli interventi effettuati alla tavola rotonda sullo stress da lavoro correlato

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Associazione Culturale Sicurezza Cum Grano Salis

Lo scorso 25 settembre 2016 si è svolta a Firenze, presso la “Sala Cangiano” della locale Questura, la Tavola Rotonda organizzata dall’Associazione Sicurezza Cum Grano Salis sul tema “Benessere organizzativo e stress da lavoro correlato nelle Forze di Polizia “.

All’evento hanno preso parte sociologi e psicoterapeuti dell’Associazione Cerchio Blu, esponenti del mondo sindacale, delle rappresentanze militari e del mondo associativo, nonché il Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto.

I lavori, aperti con la relazione introduttiva di Eliseo Taverna – Segretario Generale di Sicurezza Cum Grano Salis – si sono svolti con i successivi interventi di:

  • Eliseo Taverna – Segretario Generale Associazione Sicurezza Cum Grano Salis;
  • Dott. Graziano Lory, Presidente Associazione Cerchio Blu – Sociologo della Devianza e Criminologo;
  • Francesco Reale, Segretario Regionale SIULP Firenze;
  • Dott.ssa Emanuela Haimovici, Consigliere Associazione Cerchio Blu – Esperta in formazione nel Peer Supporter e Gestione dello Stress nelle Forze di Polizia;
  • Alessandro Margiotta, Segretario Nazionale Associazione Sicurezza Cum Grano Salis;
  • Dott.ssa Stefania Bartoli, Psicoterapeuta, Esperta in Tecniche di Decompressione Emotiva nelle Forze di Polizia e del Soccorso;
  • Guglielmo Picciuto, Segretario Nazionale Associazione Sicurezza Cum Grano Salis;
  • Dott. Alessandro De Carlo, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto e Consigliere Segretario dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.

In tema di “Benessere Organizzativo” e “Stress da lavoro correlato del personale delle Forze di Polizia”, gli interventi hanno evidenziato come sia ormai necessario intraprendere ogni iniziativa, interna ed esterna alle Amministrazioni, utile all’accrescimento del benessere organizzativo ed al contenimento dello stress da lavoro correlato, quali elementi indispensabili per il miglioramento della condizione lavorativa degli operatori del comparto che versano oggettivamente in una condizione di difficoltà generale, determinata anche dalla congiuntura economica e dai cambiamenti socio-culturali che affliggono il nostro tempo.

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Nel corso della sua relazione introduttiva Eliseo Taverna, Segretario Generale di Sicurezza Cum Grano Salis,  ha ripercorso l’evoluzione della normativa di interesse ricordando che la prevenzione dello stress lavoro correlato rappresenta un elemento preponderante per il buon funzionamento di ogni organizzazione e per la tutela della salute dei lavoratori.

Già da circa un ventennio, il legislatore nella legge 626/94 fece un primo accenno generico circa l’obbligo di ogni datore di lavoro di dover ottimizzare il contesto in cui si opera ed effettuare una valutazione dei fattori di stress legati ai luoghi ed ai processi inerenti i cicli produttivi.

Il vero e proprio obbligo, tuttavia, arrivò con l’emanazione del D.L.vo 181/2008 “Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”, che all’articolo 28 impose a tutti i datori di lavoro di effettuare, nell’ambito della redazione del DVR – Documento di valutazione dei rischi – anche una “valutazione dello stress da lavoro correlato”, quale obbligo cogente,  la cui omissione è prevista dalla legge come reato.

Il Legislatore ha sostenuto, in pratica, che valutare se all’interno di un ambiente di lavoro esistono rischi psicosociali specifici significa accertare la presenza di fattori organizzativi e sociali che possano far sviluppare ed agevolare fattori di stress, nonché quale sia la capacità dei singoli dipendenti di far fronte a tali eventi.

La prevenzione dello stress da lavoro correlato rappresenta un elemento preponderante per il buon funzionamento di ogni organizzazione e per la tutela della salute dei lavoratori che, appare opportuno ricordare, non hanno tutti un’analoga resilienza ai carichi di lavoro ed alle fonti di stress.

Il Segretario Generale di Sicurezza Cum Grano Salis ha ritenuto, peraltro, dover mettere in evidenza come un elevato livello di benessere organizzativo dell’ambiente di lavoro ed una ripartizione equa dei carichi di lavoro contribuiscano di per sé a ridurre e contenere fattori di stress negativi che possono rilevarsi deleteri sia per la salute del dipendente sia per la funzionalità dell’organizzazione di appartenenza.

Ha evidenziato come le conseguenze dello stress da lavoro correlato possono essere devastanti e manifestarsi su ogni singolo individuo mediante una serie di sintomi più o meno evidenti, sia a livello emotivo sia a livello comportamentale o psicologico e che possono sfociare in diversi disagi sociali o in vere e proprie patologie.presidente-cerchio-bluNel suo intervento il Presidente dell’Associazione Cerchio Blu – dott. Graziano Lory – ha compiutamente esposto quelli che sono gli obiettivi che l’associazione da lui presieduta si prefigge, utilizzando quegli spazi di cui le Istituzioni non possono o non riescono ad avvalersi, portando sicuramente valore aggiunto in tale ambito. Il dott. Graziano Lory ha evidenziato che ogni qualvolta ci si approccia dall’esterno al problema dello stress da lavoro correlato nelle forze di polizia si debba riscontrare una certa rigidità, sia pur comprensibile, da parte delle Amministrazioni, soprattutto quando ci si è trovati ad affrontare il problema dei suicidi tra gli operatori del comparto, attraverso un monitoraggio attento del fenomeno, non solo con finalità statistiche ma anche di studio ed elaborazione delle possibili soluzioni. Il Presidente dell’Associazione Cerchio Blu ha comunque evidenziato come tali iniziali rigidità si affievoliscano nel momento in cui si comprende che le finalità sono solo quelle di affrontare il fenomeno per “aggredirlo” in qualche modo.

E’ poi intervenuta la dott.ssa Stefania Bartoli, la quale ha sostenuto che sulle tematiche poste in questo consesso di confronto, una delle difficoltà maggiori è legata al fatto che dovrebbe avvenire un cambiamento culturale e di mentalità anche nei processi formativi specifici in tema di benessere organizzativo e stress da lavoro correlato, nell’ambito dei quali è fondamentale il processo di interscambio tra docente e discente, al fine di acquisire: quali sono i bisogni dell’operatore, cosa gli può servire per affrontare lo stress e definire come imparare a riconoscerlo ed accettarlo. cerchio-blustefania-bartoliSecondo la dott.ssa Bartoli, nell’ambiente delle forze di polizia gli agenti fanno ancora fatica a riconoscere di poter avere delle fragilità e delle necessità da esporre dopo un processo di valutazione ed autovalutazione, importantissimo per aiutare sé stessi ed i colleghi che gli sono accanto, una volta riconosciuti i primi allarmi di stress provenienti dai colleghi stessi o dai familiari. Stefania Bartoli si è poi soffermata sul fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti alle forze di polizia e sull’impatto che questi possono avere su tutto il personale, soprattutto nelle piccole realtà, dove a questi eventi può corrispondere una grave reazione da stress post-traumatico. La psicoterapeuta ha poi concluso il suo intervento analizzando quelli che sono gli eventi dell’attività di servizio che possono potenzialmente costituire fattori di stress e che l’operatore deve in qualche modo imparare a gestire, tramite strategie interne ed esterne all’Amministrazione di appartenenza, quale la rete sociale che però non tutti hanno. In questi ultimi casi un buon rapporto tra i colleghi, come la qualità dell’ambiente lavorativo, può costituire un fattore protettivo nei confronti di potenziali situazioni di stress che possono provenire anche dall’ambiente familiare.

Di seguito, la dott.ssa Emanuela Haimovici ha fornito elementi sull’approccio anglosassone alla problematica, con specifico riferimento al cosiddetto “Peer Support” (supporto tra pari) che prevede l’invio “coercitivo” degli agenti coinvolti dal “counselor” o dallo psicologo dopo un evento in qualche modo traumatico, per decomprimere quelle che possono essere le emozioni del momento. emanuela-haimovici-cerchio-blu

La dott.ssa Haimovici ha evidenziato come si tratti di un approccio molto pragmatico, che va a definire immediatamente e direttamente come risolvere il problema, senza che vi sia la possibilità di riprendere il normale servizio se prima il problema non è stato risolto. L’esperta in formazione nel “Peer Supporter” ha poi rappresentato, ad esempio, come la Polizia di New York abbia adottato proprio un manuale che nei corsi di formazione viene utilizzato per fornire ai “Peer Supporter” le abilità di aiuto, mentre poi un piccolo manuale in formato tascabile viene distribuito a tutti i poliziotti che possono consultarlo nell’immediatezza di eventuali circostanze, in qualche modo traumatiche.

L’incontro è proseguito poi con l’intervento di Guglielmo Picciuto, Segretario Nazionale dell’Associazione Sicurezza Cum Grano Salis, il quale ha posto in evidenza come il problema venga affrontato in maniera inadeguata per una carenza culturale di fondo, alla quale si è cercato di rispondere con iniziative esterne che hanno coinvolto anche istituzioni universitarie ed accademici del settore, attraverso uno studio scientifico dello stress da lavoro correlato. Guglielmo Picciuto ha quindi messo in risalto come nell’affrontare il problema vi sia una certa rigidità da parte delle Amministrazioni.

foto-picciuto-guglielmoSecondo il Segretario Nazionale di Sicurezza Cum Grano Salis la condizione lavorativa e di stress del personale dipende da vari fattori, tra i quali anche il “vissuto personale e familiare” che l’operatore porta all’interno dell’ambiente di lavoro e che non è facilmente scindibile dal vissuto giornaliero lavorativo. Ha poi analizzato i profili sociali e giuridici del fenomeno dei suicidi nelle forze di polizia ed alle iniziative di aiuto e di supporto che le Amministrazioni mettono in campo nei confronti dei familiari. A tal proposito, vi sono interessanti ricerche intraprese in altri Stati, come lo studio concluso nel 1996 da John. Violanti in merito ai suicidi nella polizia americana, come anche in Gran Bretagna, che hanno dimostrato un approccio metodico di carattere scientifico, pervenendo a conclusioni arricchite da notevole bibliografia, su cui è necessario aprire dibattiti tra gli operatori di polizia e le proprie Amministrazioni che coinvolgano ogni elemento familiare, sociale, culturale, psicologico, organizzativo e clinico. L’argomento è molto più ampio di quanto si possa pensare, ma l’importante è approcciarsi con due distinte metodologie: la prima, riguardante lo studio e il continuo monitoraggio al benessere organizzativo teso ad eliminare gli eventuali fattori di stress da lavoro correlato; la seconda, attraverso uno studio socio-psicologico, che possa intervenire sulle eventuali patologie cliniche, sull’abuso di sostanze dannose per il corpo e la psiche, sulle difficoltà di carattere familiare o sociale, sulla formazione culturale e il proprio soddisfacimento ai valori cui si permea il proprio lavoro. Questo è un processo da cui non ci si può sottrarre, nell’interesse degli operatori di polizia e degli stessi cittadini con cui quotidianamente si interagisce.

Nel suo intervento il Segretario Regionale SIULP Firenze – Francesco Reale –, facendo esplicito riferimento a quanto detto dagli altri relatori sull’approccio anglosassone alla problematica, ha evidenziato come, a suo parere, nel nostro Paese il modo di affrontare l’argomento sia ad oggi ancora molto diverso, in ragione anche di un ritardo, quantomeno dell’Amministrazione dell’Interno, nell’applicazione della normativa di settore, dovuta oggettivamente anche ad una scarsità di risorse economiche utili a tali fini.

francesco-reale-segretario-regionale-siulp Di fatto, ciò determina un atteggiamento di “difesa” dell’Amministrazione, con un approccio scarsamente propositivo nella risoluzione del problema dello stress da lavoro, configurandosi quasi come un mero adempimento degli obblighi di legge e non la volontà di entrare nel merito della problematica. Francesco Reale ha poi evidenziato come vi sia comunque ancora una scarsa consapevolezza anche tra gli operatori di polizia sul problema dello stress da lavoro correlato e sugli strumenti che la legislazione e le Amministrazioni mettono a disposizione per il suo contenimento.

Nel successivo intervento il Segretario Nazionale Associazione Sicurezza Cum Grano Salis – Alessandro Margiotta – ha evidenziato come dal dibattito fino a quel momento svolto emergessero delle chiare carenze formative su tali temi, derivanti da una sorta di incapacità culturale delle Amministrazioni di rispondere adeguatamente ai mutamenti della società; carenze che in passato venivano sopperite, in parte, dal cosiddetto “spirito di Corpo”, che costituiva sia un fattore di aggregazione tra il personale con aspetti quasi di “mutua assistenza” in situazioni di difficoltà sia un elemento oggettivo di “raffreddamento” dei conflitti con l’Amministrazione, spesso mediati e risolti con l’intervento dei superiori diretti.

Si è poi soffermato sui fattori oggettivi che incidono sul benessere organizzativo e sullo stress da lavoro correlato, individuabili anche nella progressiva e consistente riduzione delle risorse economiche stanziate dai Governi per le Amministrazioni del comparto, così come nella riduzione degli arruolamenti che hanno creato oggettive condizioni di disagio sia per le organizzazioni, nel raggiungimento dei sempre maggiori obiettivi assegnati dalle direttive delle Autorità politiche di riferimento, sia per gli operatori, cui poi ne è demandato il raggiungimento.ALESSANDRO MARGIOTTA

In tale quadro, quindi, risultano importanti le iniziative, interne ed esterne alle Amministrazioni del comparto, tese ad acquisire gli strumenti e le conoscenze utili a risolvere le problematiche che ne derivano, così come è importante che il governo e la classe politica in generale, comprendano come gli indirizzi programmatici non possano essere ciecamente modulati con finalità di sempre maggiore risparmio di spesa o di reperimento di ulteriori risorse in entrata perché ciò va scapito della condizione fisica, psichica e sociale dei lavoratori del comparto, ai quali non è più possibile richiedere capacità, impegno e risultati, spesso esorbitanti, rispetto alle proprie alle proprie competenze e doveri.

Nel suo intervento il Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto – Alessandro De Carlo – si è soffermato sugli aspetti psicologici dello stress da lavoro correlato esplicitando in maniera molto chiara le differenze di approccio che possono sussistere nell’affrontare la problematica, nell’ambito della quale è necessario distinguere comunque ruoli e funzioni fissati anche dalla normativa di settore. Secondo il dott. Alessandro De Carlo, comunque è pregevole il lavoro che viene fatto nell’affrontare il problema, anche attraverso uno studio scientifico che mira a “lavorare sulla mente”, in sinergia con alcune Amministrazioni del comparto, con specifico riferimento alla Guardia di Finanza con la quale è stata stipulata apposita convenzione.

alessandro-de-carloHa inoltre precisato che la figura del “Peer Support” (supporto tra pari) che potrebbe svolgere il collega più anziano o maggiormente formato nella gestione delle problematiche o delle emergenze, va inquadrata e definita attentamente sotto l’aspetto attuativo, anche al fine di non sovraccaricare di responsabilità giuridiche e morali persone che non hanno una specifica formazione professionale, di tipo psicologico per intenderci, peraltro in una società regolata dal diritto Romano e non da quello Anglosassone.

La “Tavola Rotonda” è stata chiusa da Eliseo Taverna – Segretario Generale dell’Associazione Sicurezza Cum Grano Salis, il quale ha ringraziato i relatori ed i presenti, evidenziando come gli interventi abbiano fornito un quadro dell’attuale condizione lavorativa del personale del comparto, degli strumenti offerti dalla normativa e delle possibili soluzioni.

L’interessante iniziativa è stata l’occasione per porre le basi per un rapporto di collaborazione tra Sicurezza Cum Grano Salis, il Siulp e l’Associazione Cerchio Blu, attraverso la quale acquisire strumenti e conoscenze utili ad affrontare in maniera adeguata gli argomenti del benessere organizzativo e dello stress da lavoro correlato nelle forze di polizia, nell’interesse dei singoli operatori e della collettività.

Associazione Sicurezza Cum Grano Salis