XXV Anniversario della strage di Capaci. Per non dimenticare

Il 23 maggio 1992  sembrava una giornata come tante, il caldo gia’ afoso che in quel periodo primaverile avvolge Palermo, faceva semplicemente immaginare che una delle tante giornate stesse volgendo al termine nella quotidianita’; nella normalita’ delle luci e delle ombre che caratterizzavano la storia di questa terra meravigliosa e del suo popolo.

L’imminente approssimarsi del tramonto lasciava solo presagire il trascorrere di un altro giorno, apparentemente normale, che si sarebbe portato via con se’ i tanti misteri e le tante contraddizioni che, da sempre, hanno caratterizzato questa terra ed il suo lato peggiore: quello di essere considerata “terra di mafia”, ma anche quello migliore fatto da importanti tradizioni, cultura e da paesaggi unici ed incontaminati.

La particolare vegetazione che contorna l’autostrada che dall’Aeroporto di Punta Raisi conduce a Palermo regalava una visuale che guardava da un lato verso le aride pianure, a tratti caratterizzate da sparute costruzioni,  frutto di una iniziale cementificazione disordinata e dall’altro da rilevanti colline che lasciavano, come sempre, spazio a pensieri positivi ma, nel contempo, anche malinconici.

Alle 17.58 di quel triste giorno, nei pressi dello svincolo di Capaci, 500 kg di tritolo, squarciarono l’autostrada e ruppero il silenzio cupo che si respirava e che si respira tutt’oggi percorrendo quel tragitto.

La mafia, purtroppo, aveva compiuto un atto cruento e pieno di vilta’ senza precedenti, nel quale persero la vita:

Rocco Dicillo (30 anni, agente scelto della Polizia di Stato)

Antonio Montinaro (30 anni, Assistente della Polizia di Stato)

Vito Schifano (27 anni, Agente della Polizia di Stato)

Francesca Morvillo (47 anni, Magistrato)

Giovanni Falcone (53 anni, Magistrato).

Solo oggi, anche negli ambienti istituzionali e politici, si inizia a parlare dell’isolamento in cui il Giudice Falcone era stato relegato.

Ad esempio la mancata nomima quale giudicie istruttore di Palermo, in un momento cruciale per la lotta alla mafia.

Un isolamento che nessuna scorta avrebbe potuto colmare, fatto di sospetti , di delegittimazioni e di contrasti proprio ad opera di chi avrebbe dovuto sostenerlo.

Associazione Sicurezza CGS