Tutti possiamo partecipare al benessere di ognuno.…..a cominciare da noi. Di Franco Passaretti

La traversata sembra essere iniziata, il panorama delle associazioni vicine al mondo militare ed a quelle delle forze di polizia ad ordinamento militare, ha assunto in questi ultimi giorni, un manifesto carattere di work in progress, che fa intendere l’inarrestabile processo di costituzione dei sindacati, dopo la definitiva apertura avvenuta con la sentenza della Corte Costituzionale depositata lo scorso mese di Aprile.

Sono passati pochi giorni dalle ultime elezioni della Rappresentanza Militare, che, come non mai nella storia, hanno visto donne e uomini in divisa, contendersi con particolare passione, il ruolo di rappresentante ai vari livelli Cobar, Coir, Cocer, ma, il fermento per la costituzione dei sindacati militari sembra dominare lo scenario attuale, dopo l’inequivocabile discorso d’insediamento del nuovo dicastero della Difesa, avvenuto circa due mesi fa, con cui si è ampiamente evidenziato lo sbilanciamento dei diritti tra gli appartenenti alle forze militari del nostro Paese e quelli degli altri Stati  membri dell’UE.

Ciò detto, con quello che appare essere stato un abbrivio, fatto dal nuovo Ministro della Difesa, per un intervento legislativo da parte del Parlamento, non resta che sperare in una consapevole e decisa presa d’atto da parte della politica, affinchè si possa arrivare ad un testo di legge moderno ed efficace, del quale i futuri neo sindacati potranno avvalersi nell’esercizio della rappresentanza e delle loro piene funzioni.

Quel che appare all’orizzonte è un vero e proprio processo di ammodernamento, nel quale chi vorrà essere protagonista, in primis gli addetti ai lavori di Camera e Senato, potranno scrivere una pagina storica a favore di tutti gli operatori con le stellette, proprio in un momento in cui, gli scenari economico sociali, locali ed internazionali, dettano l’agenda di ogni Governo, impegnando, per le continue evoluzioni degli eventi, tra le tante Amministrazioni, quelle militari e delle Forze di Polizia, per la sviluppo e la sicurezza del nostro Paese.

Per quel che riguarda il Corpo della Guardia di Finanza, considerati i delicatissimi compiti d’istituto espletati dalle donne e dagli uomini delle Fiamme Gialle, uno o più sindacati costituiti, non potranno che rappresentare, il modello saldo di piena empatia tra i dipendenti e la dirigenza. Tutti devono essere consapevoli, che, gettare le basi per un mutuo rispetto dei ruoli, il riconoscimento dei diritti, un trasparente confronto sulle tematiche su cui ognuno, autorità di vertice e rappresentanti, sarà chiamato ad espletare il proprio mandato, non potrà che corrispondere a quel valore aggiunto, sul quale si dovrà investire, proprio nell’interesse unico delle parti in causa, dipendenti e Amministrazione, con il conseguente positivo effetto nella realtà del nostro Paese.

Un tratteggio di rude letteratura potrebbe farci immaginare il percorso in parola come un magnifico caleidoscopio, all’interno del quale, i militari delle Fiamme Gialle potranno vedere definirsi e realizzarsi tutti quei principi, che nella vita di ogni lavoratore, significano confronto, tutela, garanzia, partecipazione, solo nell’interesse generale. Di certo, per i pochi non inclini a considerare il sindacato come nobile strumento di dialogo e concertazione, la “nuova era” potrebbe assumere sinonimo di conflittualità e resistenza.

Ma proprio la traduzione in greco di “caleidoscopio”, guardare il bello, dovrà indurre il personale senza distinzione di grado e di ruolo, alla consapevolezza che i diritti e le garanzie non si concedono, ma si riconoscono, e tutti, nessuno escluso, possono essere protagonisti per il benessere di ognuno, a cominciare da noi.

*Presidente del Consiglio Direttivo Nazionale- Associazione Sicurezza CGS

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