Trattamento di fine servizio. Ordinanza del Tribunale di Roma. Sollevata questione di legittimità della dilazione e rateizzazione della indennità di buonuscita.

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.40 del 10 0tt0bre 2018 (Serie Speciale Corte Costituzionale) l’Ordinanza n. 136 del 12 aprile 2018 con la quale il Tribunale di Roma ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli articoli 3 e 36 della Costituzione, la questione di legittimità degli articoli 3, comma 2, decreto-legge n. 79/1997, convertito con modificazioni nella legge n. 140/1997, e successive modificazioni, 12, comma 7, decreto-legge n. 78/2010, convertito con modificazioni nella legge n. 122/2010, e successive modificazioni, relativi alla dilazione e rateizzazione della indennità di   buonuscita.

In estrema sintesi, il Tribunale di Roma ha dichiarato che:

  • Si tratta, invero, di provvedimenti che, pur diversamente modulati, si applicano all’intero comparto pubblico ed impongono limiti e restrizioni generali in una dimensione che la Corte costituzionale ha connotato in senso solidaristico (sentenza n. 310 del 2013, punto 13.5. del Considerato in diritto);
  • La ragionevolezza delle misure varate deve tuttavia trovare il proprio fondamento nella particolare gravità della situazione economica e finanziaria del momento, concomitante con l’intervento normativo, che deve inserirsi in un disegno organico improntato a una dimensione programmatica, scandita su un periodo determinato, in linea con l’esigenza di governare una voce rilevante della spesa pubblica, quale è il costo delle retribuzioni nel pubblico impiego contrattualizzato, anche in relazione all’eventuale crescita registrata in confronto all’incremento delle retribuzioni del settore privato;
  • L’emergenza economica, in linea di principio, pur potendo giustificare un intervento temporaneo e mirato sui trattamenti di fine rapporto, non può infatti avvalorare un   irragionevole protrazione, in via permanente, della dilazione e scaglionamento degli stessi. Si finirebbe, in tal modo, per oscurare il criterio di proporzionalità della retribuzione, riferito alla quantità e alla qualità del lavoro svolto (arg. da sentenza n.178/2015, sentenza n.124/1991);
  • Ne consegue che una corresponsione dilazionata e rateale del trattamento di fine rapporto nell’ambito del pubblico impiego contrattualizzato può essere disposta in via congiunturale e programmatica, comunque temporanea, con specifico riferimento alla gravità della situazione economica in un determinato periodo di crisi, e non in via generale, permanente e definitiva – come avvenuto con la normativa in esame – verificandosi, in tal modo sia una violazione dei principi di adeguatezza e sufficienza   della retribuzione di cui all’art. 36 Cost. che una violazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 3 Cost. con riferimento alla situazione del rapporto di lavoro privato;

  • Quanto alla rilevanza della questione di legittimità proposta, è evidente che il suo accoglimento renderebbe illegittima la dilazione e rateizzazione della indennità di   buonuscita e consentirebbe alla parte ricorrente di richiedere l’accoglimento delle pretese azionate”.

Il Tribunale di Roma ha quindi disposto l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale e sospeso il giudizio in corso.

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