T.A.R. Puglia. Istanza di ricongiungimento familiare per finalità assistenziali. Illegittimo il diniego motivato in termini generici, di “ineludibili esigenze di organiche e di servizio”.

Il Tribunale Amministrativo per la Puglia, con sentenza n. 00108/2018 del 25 gennaio 2018, ha accolto il ricorso proposto da un appartenente all’Arma dei Carabinieri avverso il diniego opposto dall’Amministrazione su una istanza di ricongiungimento familiare tesa all’assistenza dei propri familiari.

L’organo di giustizia amministrativa ha evidenziato in particolare che:

  • “nell’ipotesi di trasferimento del personale militare “a domanda”, l’interesse pubblico non si connota come l’oggetto primario del procedimento, ma come “mero limite esterno”, alla luce del quale occorre verificare la compatibilità della domanda del dipendente con le contrarie esigenze di servizio che, qualora ritenute sussistenti, vanno puntualmente specificate”;
  • “a fronte della discrezionalità riconosciuta dall’ordinamento militare alla P.A. in materia di trasferimento ex art. 398 RGA, l’unico strumento di controllo di legalità esercitabile dall’interessato rimane l’analisi della motivazione del provvedimento di diniego, che richiede, quanto meno, una ponderazione concreta tra le specifiche esigenze familiari con quelle di servizio e la disponibilità negli organici degli Uffici interessati dal trasferimento, sulla base di parametri oggettivi, anche numerici, certi, non potendosi ritenere congrua argomentazione motivazionale il generico richiamo a gravi carenze di organico”;
  • “l’impugnato provvedimento … non soddisfa i parametri di legittimità sopra delineati, nella parte in cui pone a fondamento del diniego la sussistenza, espressa in termini generici, di “ineludibili esigenze di organico e di servizio” e una “situazione globale di sottodimensionamento” del personale in servizio presso il Comando …., non risultando esplicitata in maniera chiara ed oggettiva una scopertura tale da giustificare – all’esito della necessaria operazione di bilanciamento di interessi di entrambe le parti – un giudizio di prevalenza delle esigenze organizzative rispetto a quelle di tutela della situazione personale e familiare del militare”;

 

  • “sull’esigenza di ricongiungimento familiare, valore cui l’ordinamento giuridico riconosce rilievo preminente (v. in tema di ricomposizione dell’unità familiare e di esercizio della funzione genitoriale, l’art. 42 bis D.Lgs. 151/2001 in tema di pubblico impiego…), l’Amministrazione non esprime il necessario giudizio di bilanciamento tra le proprie necessità operative e tale legittima pretesa del ricorrente”.

Il Collegio giudicante ha quindi ritenuto, “in relazione al deficit motivazionale e alla contraddittorietà del provvedimento impugnato”, che le doglianze del ricorrente fossero fondate, così accogliendo il ricorso, annullando l’atto di diniego e condannando l’Amministrazione al pagamento delle spese di lite.

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