T.A.R. Lazio. Vittime del dovere. Ribadita la competenza del Giudice Ordinario.

Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, con sentenza n. 10043/2018 del 16 ottobre 2018, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla vedova di un appartenente alla Guardia di Finanza che richiedeva il riconoscimento del diritto ai benefici di legge quale coniuge superstite di vittima del dovere ai sensi della legislazione in materia.

L’organo di giustizia amministrativa ha ribadito in particolare che:

  • “con la pronuncia del 16 novembre 2016, n. 23300 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno statuito che la giurisdizione sul riconoscimento dello status di “vittima del dovere”, in vista del conseguimento dei benefici connessi, spetta al giudice ordinario, quale giudice del lavoro e dell’assistenza sociale”;
  • “a detto indirizzo si è conformato anche il giudice amministrativo (così, da ultimo, Cons. St., Sez. IV, 24 novembre 2017, n. 5488; T.A.R. Toscana, sez. I, 19 gennaio 2017, n. 63; T.A.R. Lazio, Roma, sez. I bis, 21 agosto 2017, n. 9338)”;
  • “la Suprema Corte di legittimità, più in particolare, ha inoltre affermato che: “Fissato il punto decisivo costituito dal fatto che si è in presenza di un diritto soggettivo e non di un interesse legittimo, deve poi rilevarsi che tale diritto non rientra nello spettro di diritti e doveri che integrano il rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Si tratta infatti di un diritto che si colloca fuori e va al di là di tale rapporto, contrattualizzato o meno che esso sia, potendo riguardare anche soggetti che con la amministrazione non abbiano un rapporto di lavoro subordinato, ma abbiano in qualsiasi modo svolto un servizio…(Corte Cass., Sez. Un., 16 novembre 2016, n. 23300)”;
  • “anche successivamente le medesime Sezioni Unite, in occasione di un pronunciamento in ordine ai benefici di cui alla L. n. 266/2005, art. 1, comma 565, in favore delle vittime del dovere, nell’assimilare tali benefici alle speciali elargizioni previste per legge in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, hanno affermato che quanto alle suddette fattispecie il legislatore ha configurato un diritto soggettivo, e non un interesse legittimo, in quanto, sussistendo i requisiti previsti, i soggetti interessati hanno una posizione giuridica soggettiva nei confronti di una P.A. priva di discrezionalità, in ordine sia alla decisione di erogare, o meno, le provvidenze, sia alla misura di esse, ribadendo così che la giurisdizione in materia è del giudice ordinario (Cass. S.U. 27 marzo 2017, n. 7761)”;
  • “ne discende che va declinata la giurisdizione in favore del giudice ordinario, dinanzi al quale il ricorso potrà essere riproposto, ai sensi dell’art. 11, comma 2, c.p.a., entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente decisione, con salvezza degli effetti processuali e sostanziali della domanda”.

Il Collegio giudicante ha quindi dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, appartenendo la controversia alla giurisdizione del giudice ordinario.

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