T.A.R. Lazio. Il trasferimento presso una sezione di Polizia Giudiziaria è da considerarsi disposto su domanda e non d’autorità.

Il T.A.R. – Sezione II – con propria sentenza n. 06863/2018 del 19 giugno 2018 ha rigettato un ricorso proposto da appartenenti all’Arma dei Carabinieri ed al Corpo della Guardia di Finanza per il riconoscimento dell’indennità di trasferimento in relazione alla loro assegnazione alla Sezione di Polizia Giudiziaria.

Il Collegio giudicante ha infatti ritenuto che “nei casi in esame l’Amministrazione, in presenza di una specifica domanda dell’interessato, non eserciti una potestà autoritativa in senso proprio, riducendosi il suo compito ad una mera incombenza istruttoria…, avuto riguardo al dato normativo in base al quale tali assegnazioni sono subordinate alla presentazione di apposite domande e sono effettuate all’esito di un procedimento di natura selettiva che non prevede l’esercizio di un potere discrezionale da parte dell’Amministrazione di appartenenza, dovendo la stessa limitarsi a svolgere la necessaria attività istruttoria delle istanze da trasmettere al Procuratore Generale presso la Corte di Appello”.

La decisione del T.A.R. si fonda su un orientamento giurisprudenziale ormai consolidatosi con la sentenza del Consiglio di Stato n. 00127/2015 del 20 gennaio 2015 con la quale l’Organo giurisdizionale aveva riformato la sentenza di primo grado emessa dal T.A.R. Lazio – Roma – Sezione II – n. 08900/2014, con la quale era stato accolto un ricorso concernente il riconoscimento del diritto alla corresponsione del trattamento economico per trasferimento d’autorità in caso di assegnazione di un militare del Corpo della Guardia di Finanza alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso una Procura della Repubblica.

In particolare, l’Organo giurisdizionale di primo grado aveva ritenuto che, indipendentemente dalla previa dichiarazione di assenso o di disponibilità, il trasferimento doveva considerarsi disposto d’autorità per essere rivolto in modo diretto e immediato a soddisfare un interesse pubblico.

Sovvertendo l’appellata sentenza di primo grado, il Consiglio di Stato, pur riconoscendo che la sua stessa giurisprudenza non era stata uniforme (per la spettanza dell’indennità di trasferimento, sez. IV, 23 ottobre 2008, n. 5238; sez. IV, 21 dicembre 2009, n. 8513; sez. IV, 13 maggio 2010, n. 2928; in senso contrario, ad es., sez. IV, 31 luglio 2008, n. 3867; sez. VI, 21 ottobre 2009, n. 6457; sez. VI, 28 ottobre 2009, n. 6611; sez. VI, 28 ottobre 2009, n. 6612; sez. IV, 10 giugno 2010, n. 3701; Cons. giust. amm. Reg. Sic., 2 dicembre 2010, n. 1447), aveva evidenziato che lo stesso Consiglio si era ormai consolidato nel considerare come non spettante l’indennità di trasferimento nei casi di specie.

Viene quindi ora confermato l’attuale orientamento giurisprudenziale che ha invertito la tendenza che si era in parte formata sino al 2010, secondo la quale doveva considerarsi prevalente l’interesse pubblico sottostante i provvedimenti di assegnazione alle Sezioni di Polizia Giudiziaria presso le Procure della Repubblica. Tale orientamento era fondato sul presupposto che la scelta tra gli eventuali candidati era sempre operata con la massima discrezionalità, non fondandosi su una reale graduatoria a punteggi, e che, in assenza di dichiarazioni di assenso o di disponibilità, il personale da trasferire sarebbe stato comunque individuato e trasferito d’autorità.

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