T.A.R. Lazio. Particolari e contingenti esigenze organizzative rendono legittima e ragionevole la proroga degli Organismi della Rappresentanza Militare.

Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, con sentenza n. 01426/2018 del 05 febbraio 2018, ha respinto il ricorso proposto da alcuni appartenenti all’Arma dei Carabinieri per l’accertamento del diritto ad ottenere l’indizione delle elezioni per il rinnovo dei Consigli di Rappresentanza Militare (proroga disposta dal 30 maggio 2017 al 30 maggio 2018).

L’organo di giustizia amministrativa ha evidenziato in particolare che:

  • “i ricorrenti lamentano che il legislatore, disponendo la proroga del mandato degli organi rappresentativi militari (già disposta col precedente decreto mille proroghe del 2015), avrebbe leso, irragionevolmente e senza ulteriori giustificazioni legate all’organizzazione o a vincoli di spesa, il loro diritto di elettorato, carattere essenziale dello spirito democratico che deve informare anche l’ordinamento militare”;
  • “tale impostazione non può però condividersi alla luce delle argomentazioni fornite dalla difesa erariale – … – le quali hanno chiarito le ragioni poste alla base della proroga in contestazione, ravvisandole nelle esigenze organizzative, legate, dapprima, al riordino dei ruoli del personale delle Forze di polizia (in virtù della delega contenuta nella l. n. 124/2015), poi, alla riforma del Corpo forestale e al suo assorbimento in parte nell’Arma dei Carabinieri (d.lgs. 177/2016), da contemperarsi con la necessità di assicurare il funzionamento degli organi di rappresentanza militare senza soluzione di continuità, durante il tempo necessario a che la nuova situazione organizzativa si stabilizzasse – tempo che il legislatore, nella propria discrezionalità, ha ritenuto congruo fissare in un ulteriore anno (fino appunto al 30 maggio 2018)”;
  • “la stessa Corte Costituzionale ha più volte messo in luce le esigenze funzionali e la peculiarità dell’ordinamento militare (…), pur ribadendo che lo stesso non è avulso dal sistema generale delle garanzie costituzionali”;
  • “e proprio in ragione dell’assoluta specialità della funzione delle Forze armate, non possono tralasciarsi le esigenze di organizzazione, coesione interna e massima operatività che lo contraddistinguono rispetto alle altre strutture statali, e che pertanto giustificano quelle limitazioni che sono funzionali a garantire l’efficienza dello strumento militare”;
  • “è quindi in tale ottica che va letta la ratio sottesa all’8, comma 5 bis, d.l. n. 244/2016, come convertito in l. n. 19/2017, non consentendo, le particolari e contingenti esigenze organizzative prima viste, di ritenere la proroga illegittima, e prima ancora irragionevole”.

Il Collegio giudicante ha quindi respinto il ricorso, compensando tra le parti le spese di lite.

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