T.A.R. Firenze. Soppressione Corpo Forestale dello Stato. Nell’assegnazione del personale occorre rispettare e conservare l’esperienza acquisita dal personale.

Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, con sentenza n. 890/2018 del 20 giugno 2018, ha accolto il ricorso proposto da un ex appartenente al Corpo Forestale dello Stato avverso il provvedimento con il quale è stato assegnato al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in contrasto con quanto stabilito dalla legge delega che prevedeva un sistema che consentisse di di rispettare e conservare l’esperienza acquisita dal personale e le funzioni svolte in precedenza.

L’organo di giustizia amministrativa, con riferimento al caso specifico oggetto di gravame, ha evidenziato in particolare che:

  • “la disciplina relativa al trasferimento del personale del Corpo Forestale dello Stato è contenuta nell’art. 12 del d.lgs. n. 177/2016, in base al quale il Capo del Corpo Forestale dello Stato, con propri provvedimenti individua, per ruolo di appartenenza, l’Amministrazione presso la quale ciascuna unità di personale è assegnata e, ciò, “sulla base dello stato matricolare e dell’ulteriore documentazione attestante il servizio prestato””;
  • “con detta disposizione si è, pertanto, introdotto un principio fondamentale di corrispondenza alle funzioni in precedenza svolte che, a sua volta, impegna l’Amministrazione ad effettuare l’assegnazione avendo a riferimento lo “…stato matricolare e della ulteriore documentazione attestante il servizio prestato””;
  • “detto criterio è ulteriormente esplicitato nella lett. a) dell’art. 12 nella parte in cui si prevede che detta assegnazione deve essere posta in essere “.tenendo conto dell’impiego, nelle unità dedicate all’assolvimento delle funzioni trasferite a ciascuna delle medesime Amministrazioni””;
  • “è evidente l’intento del Legislatore di circoscrivere il potere dell’Amministrazione nella fase di assegnazione, mediante l’introduzione di un sistema che consenta di rispettare e conservare l’esperienza acquisita dal personale e le funzioni svolte in precedenza, principio quest’ultimo che, nel momento in cui è contenuto anche nella legge delega, non può che costituire la chiave di lettura anche dei successivi parametri previsti dalle singole lettere dell’art. 12 e destinati a consentire una declinazione e una concreta attuazione del principio sopra citato”;
  • “si deve ritenere, pertanto, che i criteri enucleati nelle lettere a), b) e c) del comma 2 dell’art. 12 sono in rapporto di gradualità, con un’evidente priorità di quello espresso alla lettera a), finalizzato, ad attuare il principio della necessaria corrispondenza tra le funzioni trasferite e il transito del relativo personale, nel necessario rispetto dei ruoli di appartenenza del personale del Corpo forestale dello Stato”;

 

  • “applicando detti parametri interpretativi al caso di specie è evidente l’illegittimità dell’inquadramento del ricorrente che, nel momento in cui sono stati emanati i provvedimenti impugnati, svolgeva le funzioni di comandante di stazione, con compiti che, ai sensi dell’art. 14 del DM 9/2/2007, sono riconducibili essenzialmente al controllo del territorio finalizzato allo svolgimento di attività di polizia giudiziaria”.

Il Collegio giudicante ha quindi ritenuto che il ricorso fosse fondato, disponendo l’annullamento dei provvedimenti impugnati, condannando il Ministero dell’Interno ed il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al pagamento delle spese di lite. 

Vedi anche:

http://www.sicurezzacgs.it/t-r-umbria-soppressione-corpo-forestale-dello-nellassegnazione-del-personale-occorre-rispettare-principio-corrispondenza-funzioni-esercitate-funzioni-trasferite/

http://www.sicurezzacgs.it/corpo-forestale-dello-assorbimento-nellarma-dei-carabinieri-sollevata-nuovamente-questione-legittimita-costituzionale/

Lascia un commento