Sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018. Risposta del Governo ad interrogazione parlamentare sul riconoscimento dei diritti sindacali per il personale militare.

Pubblichiamo la risposta fornita dal Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo in data 30 ottobre 2018 all’interrogazione parlamentare n.5/00845 del 29 ottobre 2018 presentata dall’Onorevole Maria Tripodi (Forza Italia) in merito al riconoscimento dei diritti sindacali per il personale militare a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.120/2018.

Ricordiamo che nella sua interrogazione l’Onorevole Maria Tripodi, nel richiamare i contenuti della sentenza e nel rappresentare che:

  • al riguardo, le linee guida emanate dal Ministro interrogato attraverso circolare, alle quali dovranno attenersi le costituende associazioni sindacali, rischiano di limitare la portata della sentenza citata, ossia il vero diritto di organizzazione sindacale, pur con i limiti dettati dalla stessa Corte, rischiando di snaturare in radice i principi fondamentali tipici delle organizzazioni sindacali”; 
  • l’attuale formulazione della circolare può aprire un precedente unico nella storia sindacale del Paese, risultando potenzialmente limitativa della funzionalità delle nascenti organizzazioni sindacali, con un inevitabile e ingiustificato detrimento dell’articolo 39 della Costituzione”; 
  • gli interroganti ritengono che assoggettare ad autorizzazione preventiva la costituzione di organismi sindacali rischia di tradursi in una profonda lesione della libertà sindacale, vietata, in assenza di una specifica legge ordinaria che ne sancisca l’opportunità, dalla Convenzione 87 Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), ratificata, oltretutto, dall’Italia”; 
  • l’orientamento assunto dal Governo, ad avviso degli interroganti, non rispecchia esattamente la direzione tracciata dalla Corte costituzionale, correndo il rischio di ridurre la portata stessa della sentenza e di riproporre formule già esistenti nell’istituto della rappresentanza miliare che hanno reso la stessa aprofessionale e deresponsabilizzante nei confronti dei rappresentanti”, 

aveva chiesto “se il Ministro interrogato non intenda intraprendere le opportune iniziative normative di competenza al fine di garantire l’estensione dei diritti sindacali ed associativi per i militari, e favorire il processo di armonizzazione delle Forze armate sul tema della libertà di associazione”.

Nella risposta fornita dal Governo è stato rappresentato, in particolare, che:

  • la circolare del Ministro non limita la portata della sentenza cui si fa riferimento, ma è perfettamente in linea con la decisione del giudice costituzionale e non lede la libertà sindacale che deve essere esercitata secondo determinati principi, i quali dovranno, sicuramente, essere puntualizzati in sede legislativa, ma che sono già desumibili dall’assetto costituzionale della materia nei limiti previsti dalla citata sentenza”;

  • la sentenza in argomento ha eliminato il divieto di costituire associazioni professionali a carattere sindacale (articolo 1475, comma 2, del decreto legislativo n. 66 del 2010), ma ha ritenuto non censurata la disposizione dell’articolo 1475, comma 1, del decreto legislativo n. 66 del 2010, secondo cui «La costituzione di associazioni o circoli fra militari è subordinata al preventivo assenso del Ministro della difesa»”;

  • ne consegue che, per le associazioni dei militari a carattere sindacale permane l’assenso del Ministro, così come per tutte le associazioni tra militari, a prescindere dalle finalità perseguite”;

  • il Ministro ha disposto, inoltre, l’emanazione di un chiarimento per ottenere una semplificazione e uno snellimento procedurale, attraverso l’interessamento delle sole autorità militari di vertice”;

  • contestualmente, ha autorizzato l’invio di una richiesta di parere al Consiglio di Stato, al fine di acquisirne l’autorevole avviso soprattutto in merito alla possibilità che alle associazioni in esame aderisca, oltre al personale militare in servizio permanente e in ausiliaria, anche quello collocato nella riserva e nel congedo assoluto”;

  • la circolare costituisce solo il primo passo verso la piena attuazione di un diritto che tutti i militari aspettano da anni e rappresenta per la Difesa un motivo di orgoglio aver contribuito al raggiungimento di un obiettivo da molti auspicato”;

  • tuttavia, si è consapevoli del fatto che, come ampiamente evidenziato dagli stessi giudici costituzionali, occorra disciplinare la materia sul piano legislativo”;

  • l’auspicio è che le Camere possano ospitare un ampio confronto tra maggioranza e opposizione, ascoltando ogni singola voce”;

  • Il Ministro della Difesa “ha assicurato il suo personale impegno, per quanto di competenza, affinché il dibattito avvenga in tempi rapidi, così da poter dare concretezza a un obiettivo che resta in cima alle sue priorità, cioè la tutela del personale, in questo caso quello militare, di ogni ordine e grado”.

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