I RITARDI (NON GIUSTIFICATI) DELL’AMMINISTRAZIONE E GLI INTERESSI DEI FINANZIERI “CONGELATI”, di Mario Russo e Daniele Di Chio*.

Come noto, la riforma delle pensioni, che ha interessato anche il personale del comparto sicurezza, attuata dal Legislatore con il D.L. 201/2011 (c.d. Riforma Fornero) e successivi provvedimenti, ha introdotto significative modificazioni con riguardo sia all’età anagrafica e sia al sistema di calcolo dell’assegno pensionistico.

Gradualmente, si è passati dal sistema retributivo, molto vantaggioso in quanto garantiva il mantenimento dello stesso tenore di vita rispetto a quando si era in servizio, al sistema misto (retributivo per l’anzianità maturata sino al 31/12/1995 e contributivo per il periodo successivo) e, per i più giovani, al sistema contributivo puro.

Sono pochi, ormai, i finanzieri ancora in servizio con il sistema retributivo.

I primi effetti della riforma si sono già prodotti nei confronti di quei colleghi che, a domanda, sono andati in pensione di recente con il sistema misto, il cui assegno pensionistico è risultato inferiore, in misura apprezzabile, rispetto a quello percepito con il contributivo (tra il 15 e il 20 per cento).

E’ evidente che i futuri pensionandi dovranno necessariamente confrontarsi con questo nuovo scenario, nel quale avvertiranno sempre più l’esigenza di fare valutazioni e scelte ponderate sulla tipologia di trattamento pensionistico più congeniale alle proprie esigenze di vita.

Diventa indispensabile, a tali fini, disporre dei propri dati contributivi.

Al momento, e qui sta l’enorme criticità, occorre registrare che ai militari della Guardia di Finanza non viene ancora data la possibilità di conoscere per tempo la propria storia contributiva in quanto:

  • l’estratto contributivo dei militari della Guardia di Finanza visionabile sul sito INPS non contiene ancora tutti i periodi di lavoro prestati e, pertanto, tale Ente previdenziale non è in grado di fornire informazioni esaustive al riguardo;
  • l’Ente amministrativo della Guardia di Finanza (C.I.A.N.), facendo sino ad oggi appello ad una circolare del luglio del 2016 del Comando Generale, non fornisce tali dati al personale che ne fa legittimamente richiesta prima della presentazione dell’istanza di collocamento in congedo, limitandosi a richiamare la regolamentazione interna relativa alla presentazione delle istanze di quiescenza ed alle conseguenti e successive procedure istruttorie per l’INPS.

Diversi militari, tra cui anche gli scriventi, hanno dovuto sperimentare sulla propria pelle il sostanziale e temporaneo diniego del C.I.A.N., sia nella forma esplicita che in quella del “silenzio”.

Peraltro, la circolare citata fa riferimento al procedimento pensionistico che inizia con la presentazione dell’istanza di collocamento in congedo “a domanda” e detta la tempistica da rispettare per l’inoltro del PA04 (estratto conto contributivo) all’INPS, pertanto non dovrebbe riguardare il caso della richiesta avanzata dai militari prima dell’avvio del procedimento pensionistico.

Ad oggi, stando così le cose, per avere le informazioni necessarie ad effettuare scelte con cognizione di causa, i militari dovrebbero presentare la domanda di congedo e ritirarla dopo l’invio del PA04 all’INPS, determinando un inutile dispendio di energie e di tempo da parte del personale addetto agli uffici competenti.

Ma se il sostanziale temporaneo diniego ed il “silenzio” risultano frustranti per chi chiede legittimamente di poter conoscere la propria posizione contributiva per poter fare scelte consapevoli, ancora più frustranti sono le valutazioni, anche sotto il profilo disciplinare, che in alcuni casi può accadere che vengano poi effettuate sulla legittimità delle istanze, sul loro contenuto e sulla procedura seguita, anche prima ancora che le stesse vengano definitivamente evase dall’Ente Amministrativo e, quindi, possano essere eventualmente sottoposte a sindacato giurisdizionale ove dovessero risultare limitative dell’esercizio di un diritto.

Non c’è che dire, il tempismo con il quale vengono effettuate tali valutazioni mal si concilia con la sensibilità che l’Amministrazione dovrebbe dimostrare, e che poi come vedremo in effetti ha finalmente dimostrato, verso le legittime istanze dei propri amministrati, pur dovendo magari prendere atto di criticità oggettive che rendono difficoltoso l’iter amministrativo e che dovrebbero indurre a fornire risposte, per così dire, “concilianti” che sarebbero certo colte, e sono state colte, con più favore da parte degli istanti.

Difatti, una grande Amministrazione si caratterizza anche e soprattutto per il livello di trasparenza che riesce a garantire e per l’attenzione e sensibilità che riserva ai propri amministrati.

Tale considerazione vale in particolar modo per il nostro glorioso Corpo, dove le risorse umane rappresentano l’anima e il motore nello stesso tempo.

Tralasciando comunque l’aspetto giuridico (a parere di chi scrive il diniego immotivato lede gli interessi degli amministrati e come tale è illegittimo), è difficile accettare sotto il profilo morale un comportamento iniziale di sostanziale chiusura da parte dell’Amministrazione, fortunatamente ora venuto meno.

A maggior motivo se si considera che i dati e gli elementi richiesti sono nella disponibilità dell’Amministrazione e facilmente reperibili.

Oltre che incomprensibile, la scelta iniziale dell’Amministrazione non appariva nemmeno totalmente coerente con i principi di trasparenza ed efficienza e di buon funzionamento, che ciascuna organizzazione pubblica statale deve garantire e poteva minare la credibilità dell’Amministrazione stessa ed il rapporto di fiducia con i propri amministrati.

Non è difficile immaginare il disagio e i malumori latenti che avvertono, si spera ancora per poco, numerosi finanzieri, che sono ancor più accentuati se si considera che una siffatta situazione non è riscontrabile in altre Amministrazioni, ivi comprese quelle ad ordinamento militare.

La questione, in ragione proprio della rilevanza che coinvolge la generalità degli amministrati, era stata affrontata anzitempo da diversi organismi della Rappresentanza militare, compresa quello di cui fanno parte gli scriventi (Co.Ba.R. Marche).

Nell’occasione, le Rappresentanze avevano anche formulato proposte ed ipotizzato soluzioni per superare la criticità.

E qui subentra anche il rammarico da parte della Rappresentanza nel non essere riuscita a far comprendere appieno e per tempo all’Amministrazione che, per il personale che ne fa richiesta, gli elementi informativi sulla propria posizione contributiva sono fondamentali per effettuare scelte consapevoli che possono incidere notevolmente sulla sua condizione di vita futura.

Premesso che è una problematica che si trascina da lungo tempo, ci sono voluti quasi tre anni, purtroppo, perché l’Amministrazione fornisse i primi segnali di reale e concreto interessamento alla problematica, rispondendo quantomeno nell’auspicata forma “conciliante” alle tante istanze presentate in merito da parte del personale.

Difatti, con una comunicazione del 30 aprile 2018, cui è stata data ampia pubblicità sul sito intranet del Corpo, il Centro Informatico Amministrativo Nazionale, nel richiamare le numerose istanze di militari “tese a ottenere il rilascio di copia del modello PA04 prima della presentazione della domanda di pensione, al fine di poter conoscere la misura del trattamento pensionistico spettante”, ha sia fornito un quadro completo delle procedure di formazione e rilascio del c.d. modello PA04, sia evidenziato che:

  • a partire dal 1° gennaio 2019 l’INPS, come previsto dalla relativa circolare n.169/2017, metterà a disposizione dei propri assicurati appositi estratti conto contributivi riportanti i dati che attualmente sono contemplati dal citato mod. PA04 nonché l’importo della pensione corrispondente”;
  • nel frattempo, nella prospettiva di soddisfare le esigenze conoscitive provenienti dal personale, il Comando Generale ha avviato uno studio per la realizzazione di una piattaforma informatica a cui ciascun militare potrà accedere per conoscere – orientativamente e con tutte le approssimazioni che il caso impone – il proprio trattamento pensionistico. Si tratta, in sostanza, di un “calcolatore” che sarà messo a disposizione di tutti gli appartenenti al Corpo, i quali, previo inserimento di alcuni dati personali, potranno conoscere il presumibile importo della pensione determinato sulla base dei dati retributivi/contributivi presenti nell’applicativo al momento dell’interrogazione. Ovviamente, il predetto valore sarà suscettibile di variazione in aumento per effetto dei contributi che saranno versati sino alla data del congedo”.

Quest’ultima comunicazione di certo appare più in linea con le aspettative del personale e dimostra che un’Amministrazione attenta alle esigenze dei suoi amministrati, quando non si arrocca dietro tecnicismi esasperati e formalismi inopportuni, riesce con buona tempestività a fornire le informazioni richieste o quantomeno a dare ragione di qualche ritardo o difficoltà, colmando un frustrante vuoto informativo, fosse anche solo prospettando le opportune soluzioni a breve o medio termine.

In conclusione, se è vero che ancora oggi non è possibile assecondare le istanze dei finanzieri tese a ottenere il rilascio di copia del modello PA04 prima della presentazione della domanda di pensione, al fine di poter conoscere la misura del trattamento pensionistico spettante, si è almeno aperto uno spiraglio circa la possibilità che tutti gli elementi utili siano acquisibili in tempi brevi o comunque idonei a consentire a tutti di programmare in qualche modo il proprio “futuro pensionistico” e di scegliere per tempo e con cognizione di causa quando chiedere di essere collocati in congedo, senza dover ricorrere a mere congetture che rendono di per sé incerte le proprie condizioni di vita in quiescenza.

Era ed è una questione di civiltà giuridica e come tale andava per tempo trattata.

Era ed è un segnale di attenzione soprattutto verso coloro che per decenni si sono prodigati per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali, rendendo efficiente il Corpo della Guardia di Finanza, da sempre al servizio della collettività e del Paese. 

*Luogotenente c.s. Russo Mario – delegato Co.ba.r. Marche

*Appuntato scelto q.s. Di Chio Daniele – delegato Co.ba.r. Marche e delegato Co.I.R. Centro Settentrionale

 

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