RIORDINO FF.PP. – I “DISORDINATI” CONCORSI STRAORDINARI A CARRIERE ALTERNATE!

Riceviamo e pubblichiamo uno  stralcio significativo del libero pensiero manifestato da un gruppo di Luogotenenti interessati dal primo concorso straordinario per il reclutamento di Sottotenenti della Guardia di Finanza, con il quale, peraltro, viene lanciato un appello ai costituiti sindacati tra gli appartenenti al Corpo per porre rimedio a quella che è considerata una sperequazione tra le progressioni di carriera dei neo ufficiali delle diverse Forze di Polizia provenienti dai gradi apicali del ruolo Ispettori.

In merito ricordiamo che Sicurezza Cum Grano Salis, sulle criticità emergenti dall’originario provvedimento di riordino, aveva da subito dato voce agli Ispettori del Corpo con la pubblicazione, nel mese di marzo 2018 (clicca qui per il contenuto), di un documento nel quale questi, tra le altre cose:

  • evidenziavano la scarsa appetibilità del concorso straordinario per il transito nel ruolo degli “Ufficiali” nel quinquennio 2018/2022, atteso che i potenziali concorrenti avevano un’età ed un’anzianità di servizio tale da consentire solo parzialmente il raggiungimento del grado di Capitano, con un parametro stipendiale superiore a quello già riconosciutogli nel grado di Luogotenente “Cariche Speciali”;
  • chiedevano la riduzione dei periodi di permanenza nel grado di Sottotenente (da 2 ad 1) e di Tenente (da 4 a 2) per i Luogotenenti “Cariche Speciali” che transitano nel ruolo degli “Ufficiali” con il concorso straordinario nel quinquennio 2018/2022, al pari di quanto previsto per l’Arma dei Carabinieri, in maniera tale da rendere maggiormente appetibile la partecipazione al concorso e facilitare il raggiungimento del grado di Capitano, naturale conclusione per la carriera del personale “Ispettori”, per norma “a sviluppo direttivo”.

Sui concorsi straordinari di cui si tratta erano state poi pubblicate diverse riflessioni formulate da alcuni ispettori (29 giugno 2018; 2 luglio 2018; 26 luglio 2018), nelle quali, sullo specifico tema della progressione di carriera, veniva anche rappresentato che:

  • gli anni dì servizio rimanenti a moltissimi potenziali partecipanti ai concorsi straordinari, erano forse racchiusi in una mano, con la conseguenza che erano rarissimi i casi di LGT CS che potevano indossare il grado di maggiore;
  • tra i LGT CS c’era stupore per ciò che stava accadendo e come non fosse accettabile la sperequazione che dovevano sopportare con i loro colleghi Carabinieri, dato che il decreto di riordino avrebbe dovuto ripristinare una equa ordinazione dei ruoli.

Tenuto conto che è incontrovertibile che dei 70 partecipanti al primo corso solo 2 neo Sottotenenti potranno essere valutati per l’eventuale promozione al grado di Maggiore e nessuno di coloro che parteciperanno al corso di quest’anno, non possiamo  quindi che esprimere la piena condivisione di quanto rappresentato in questa libera manifestazione di pensiero, ritenendo che sia necessario adoperarsi affinché venga eliminata una oggettiva sperequazione nelle progressioni di carriera dei neo Ufficiali del Corpo provenienti dai gradi apicali degli Ispettori, non rispondente al più volte richiamato principio di equiordinazione che dovrebbe informare tutto il personale del comparto.

Sicurezza Cum Grano Salis

RIORDINO FF.PP. – I “DISORDINATI” CONCORSI STRAORDINARI A CARRIERE ALTERNATE!

A pochi mesi dal termine stabilito dal D.L. 113/2018, che ha previsto la possibilità di emanare, entro il 30 Settembre 2019, ulteriori correttivi rispetto al riordino dei ruoli e delle carriere per le FF.PP. e per le FF.AA., approvati rispettivamente con i Decreti Legislativi 95/17 e 94/17, le OO.SS. di Polizia, i COCER e le neonate Associazioni sindacali dei militari tutti, stanno da tempo affinando le proposte da avanzare, facendo seguito alle modifiche già apportate dal D.lgs. 126/18, alla luce delle risorse finanziarie ad oggi disponibili.

Numerosi sono stati, infatti, i motivi di doglianza evidenziati ai propri rappresentanti dal personale e rivendicati dalle varie categorie sui numerosi aspetti controversi generati dal D.lgs. 95/2017, con il quale era stato approvato il riordino delle carriere delle FF.PP..

Ma se la quasi totalità delle doglianze riguarda questioni legate al mancato concretizzarsi di aspettative, talvolta legittime, per diversi ruoli e gradi, su un preciso aspetto del riordino la querelle si sposta sull’ambito del rispetto dei principi di equiordinazione che dovrebbero informare gli sviluppi di carriera del personale del comparto.

E’ questo il caso del grave disallineamento registrato nella progressione di carriera tra gli ispettori delle varie forze di polizia che transitano nei ruoli dei Funzionari/Ufficiali generato dal riordino, contravvenendo allo spirito ed alla finalità di sistema della riforma, che era appunto quello di attuare una perequazione in senso sostanziale ed una razionalizzazione delle Forze di Polizia, in modo da evitare il continuo proliferare di contenzioso, registrato anche nel recente passato e che può trovare nuova linfa nella mancata equiordinazione del personale delle diverse Forze di Polizia.

Anche a seguito del riordino, dal grado di Finanziere a quello di Generale di Corpo d’Armata si ha la stessa progressione di carriera e lo stesso trattamento economico rispetto ai corrispondenti gradi della Polizia di Stato e, ancor di più, dell’Arma dei Carabinieri, tranne che per Luogotenenti della Guardia di Finanza vincitori del concorso per l’immissione nel ruolo ufficiali.

Infatti il D.lgs. 95/2017, recante le “Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124”, ha istituito:

per l’Arma dei Carabinieri, un “ruolo straordinario a esaurimento” con complessivi 800 Luogotenenti in 5 anni; gli ufficiali del Ruolo Straordinario (art.2212-quinquiesdecies COM) permangono nel grado di Sottotenente per un anno (comprensivo della fase di formazione e aggiornamento) mentre la permanenza minima da Tenente è, invece, di due anni per poter essere promossi, sempre ad anzianità, al grado di Capitano, apicale per il ruolo;

per la Polizia di Stato, invece, la citata disposizione normativa ha istituito il “ruolo direttivo ad esaurimento”, interessando nella prima fase complessivamente ben 1.500 Sostituti Commissari, che raggiungeranno la qualifica apicale di Commissario Capo in soli 2 anni e 6 mesi;

per la Guardia di Finanza, infine, il D.Lgs. ha previsto l’accesso, con un anno di ritardo rispetto alle altre FF.PP, al ruolo normale – comparto speciale e aeronavale di 350 Sottotenenti, alimentato per un periodo di cinque anni, dal personale con il grado di Luogotenente in servizio permanente con almeno sei anni di anzianità, i quali raggiungeranno il grado di Capitano dopo almeno 6 anni, a decorrere dalla data di conclusione del corso di formazione.

Risulta del tutto incomprensibile la motivazione sottesa alla scelta adottata dal legislatore di prevedere, in barba al principio di equiordinazione, una progressione di carriera così difforme degli Ispettori della Polizia di Stato e dei Marescialli dei Carabinieri rispetto agli omologhi Finanzieri.

E’ stato manifestato in più occasioni il sentimento di delusione avvertito da numerosi Luogotenenti c.s. del Corpo ed è stato spiegato in più sedi, istituzionali e non, che ciò che li ha maggiormente amareggiati è stato proprio il silenzio che ne è derivato difronte a tale sperequazione perpetrata in danno degli appartenenti al Corpo.

Silenzio divenuto ancor più incomprensibile  allorquando tale difformità di trattamento veniva censurata dal Consiglio di Stato in sede di parere (n. 420/2017 del 12/04/2017) reso prima dell’approvazione del decreto legislativo di revisione dei ruoli, con il seguente testuale monito: “per la Guardia di Finanza, infine, alla prevista possibilità di istituire (articolo 36, comma 29 del testo di riforma) uno speciale ruolo di Sottotenenti che verrebbe alimentato attingendo, in via esclusiva e per un periodo di cinque anni, dal personale con grado di Luogotenente, non è invece seguita alcuna modifica dell’ordinaria (e ben più lunga) progressione di carriera, che prevede il raggiungimento del grado di Capitano dopo almeno 6 anni. Tale evidente disallineamento – suscettibile di dar vita ad un elevato contenzioso seriale – allo stato degli atti non sembra giustificabile, in assenza di oggettive, gravi differenze funzionali tra le categorie di personale interessate. Per l’effetto, al fine di non contraddire la perequazione e l’omogeneità funzionale che ispirano la riforma nel suo complesso, sembra coerente l’estensione, a tutte le Forze di Polizia, del termine quadriennale di permanenza nel grado, come previsto per i Carabinieri…

Nasce così un appello alle neo costituite associazioni sindacali affinché esse, tutte ed all’unisono, possano in maniera indipendente ed autorevole, dare un segnale forte e chiaro di tutela del personale della Guardia di Finanza, confrontandosi con le Istituzioni per garantire equità nei percorsi di carriera.

L’occasione è quella dei prossimi, imminenti ed ulteriori, interventi correttivi al D.lgs. 95/2017 che dovranno essere adottati entro il prossimo 30 settembre e che costituiscono attualmente la sede naturale, ma non certamente l’unica, per appianare tale stortura.

Diversamente l’unica strada per ottenere la salvaguardia dei diritti non potrà che essere quella citata e scongiurata dal Consiglio di Stato nel testo del proprio parere.

Il libero pensiero di un gruppo di Luogotenenti partecipanti al primo concorso straordinario per Sottotenenti.

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