Riordino delle carriere e dei ruoli. Il decreto sicurezza aprirà la strada ai semplici correttivi o anche ad integrazioni sostanziali?*

Il decreto-legge rubricato: “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”, varato in occasione del Consiglio dei Ministri che si è tenuto nella mattinata di ieri, oltre ad apportare diverse e significative modifiche in materia di immigrazione, giustizia e sicurezza, ha effettuato lo stanziamento di risorse per le Forze di Polizia e le Forze Armate.

In particolar modo con l’articolo 35 è stato previsto che a decorrere dall’esercizio finanziario 2018, per il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dagli appartenenti alle Forze di polizia, di cui all’articolo 161 della legge 1° aprile 1981, n. 121, è autorizzata, a valere sulle disponibilità degli stanziamenti di bilancio, la spesa per un ulteriore importo di euro 38.091.560 in deroga al limite di cui all’articolo 23, comma 22, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75.

Il successivo articolo 36, invece, ha previsto che per le finalità di cui all’articolo 9, commi 1 e 2, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, gli stanziamenti di spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’interno, nell’ambito della missione “Soccorso civile”, sono incrementati di 5,9 milioni di euro per l’anno 2019 e di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020.

L’articolo 37, infine, ha stabilito che al fine di adottare provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, ivi comprese le Capitanerie di porto, volti a correggere ed integrare il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, e il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, nel quale confluiscono le risorse di cui all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3, comma 155, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, con riferimento alle risorse già affluite ai sensi dell’articolo 7, comma 2, lettera a), del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, e non utilizzate ai sensi dell’articolo 8, comma 66, della legge 7 agosto 2015, n. 124, alle quali si aggiunge una quota.

Con l’approvazione dei contenuti del citato articolo, pertanto, si sblocca finalmente una situazione di impasse che aveva visto il percorso legislativo di emanazione del Decreto Correttivo Atto Governo 35, al riordino delle carriere e dei ruoli del personale delle Forze di Polizia,  di cui al Decreto Legislativo 95/17 e  per alcuni versi minato sia dall’esiguità delle risorse a disposizione, sia dalla mancanza di una norma che permettesse di emanare un analogo provvedimento anche per correggere il provvedimento di riordino emanato per le Forze Armate.

Dalla lettura della relazione illustrativa che accompagna il provvedimento legislativo, infatti, si evince che la disposizione emanata è volta a consentire la cristallizzazione nonché l’integrazione delle risorse finanziarie dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3, comma 155, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, destinandole espressamente alla revisione dei ruoli delle Forze di polizia prevista in attuazione dell’articolo 8, commi 1, lettera a), n. 1), e 6, della legge 7 agosto 2017, n. 124, e al riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate previsto in attuazione dell’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre 2012, n. 244.

L’intervento si rende necessario in quanto lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, concernente disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 6 luglio 2018, attualmente all’esame delle Commissioni riunite I e IV della Camera dei Deputati e del Senato (A.G. n. 35), contiene disposizioni di carattere prevalentemente tecnico ed impiega poco più di 700.000 euro a regime delle risorse già disponibili di oltre 15 milioni di euro a decorrere dal 2018. Il contenuto necessariamente circoscritto del predetto schema di decreto è stato determinato dalla mancanza di una corrispondente delega per adottare disposizioni integrative e correttive anche allo speculare decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, recante il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate, previsto in attuazione dell’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre 2012, n. 244.

Con specifico riferimento al riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze Armate, si prevede che all’onere derivante per l’integrazione delle risorse della citata autorizzazione di spesa quantificato in 5 milioni di euro strutturali decorrenti dal 2018, si provveda mediante l’utilizzo di corrispondenti quote dei risparmi di spesa di parte corrente di natura permanente, di cui all’articolo 4, comma 1, lettere c) e d), della legge 31 dicembre 2012, n. 244.

L’intervento si rende, pertanto, necessario e urgente anche in relazione all’esigenza di confermare – prima dell’approvazione in via definitiva del decreto legislativo correttivo per le sole Forze di Polizia previsto entro il prossimo 5 ottobre – l’intendimento del Governo ad attuare compiutamente la revisione dei ruoli per il personale delle Forze di polizia e delle Forze Armate, attraverso i previsti successivi provvedimenti “correttivi” ad entrambi i decreti legislativi nn. 94 e 95.

In questi ultimi mesi, peraltro, non sono mancati interventi di esponenti di spicco del Governo e del Parlamento che hanno fatto intendere una certa volontà nel voler soddisfare le numerose richieste che pervengono dal personale in divisa e frutto del malcontento emerso fin dall’approvazione del provvedimento di riordino.

In attesa di valutare la consistenza effettiva delle risorse stanziate con il decreto sicurezza e capire se sia l’inizio di un percorso che possa portare ad un’integrazione significativa del riordino già emanato o se si tratterà, anche in quest’occasione, di ulteriori correttivi meramente formali, si evidenzia come i relatori dell’atto Governo 35, in fase di approvazione, con il proprio parere sembrano andare nella direzione di un’integrazione sostanziale, poiché affermano “considerato che nella successiva fase attuativa della delega – con i previsti nuovi decreti legislativi – potrebbe, tra l’altro, essere rivalutata l’adeguatezza dell’attuale separazione dei due ruoli di base delle Forze di polizia e delle specifiche procedure per l’accesso al ruolo dei sovrintendenti e equiparati, privilegiando l’ipotesi della loro unificazione, tenuto anche conto di quanto osservato dal Consiglio di Stato nei pareri resi sugli schemi di decreti attuativi della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, valutando anche la conseguente riqualificazione dei superiori ruoli e verificando, contestualmente, gli effetti derivanti dalla nuova denominazione di “coordinatore” per tutti i ruoli, per un eventuale adeguamento della relativa disciplina, anche al fine di corrispondere alle esigenze di funzionalità e di valorizzazione del personale interessato.

Ovviamente si tratta semplicemente di un parere, non vincolante, proposto dalle Commissioni 1^ e 4^ del Senato a seguito delle audizioni dei Co.Ce.R. e delle OO.SS. delle Polizie Civili.

La parola, adesso, come al solito, passerà al Governo ed alle Amministrazioni.

*Eliseo Taverna

Delegato Co.Ce.R. Guardia di Finanza e

Segretario Generale Associazione Sicurezza Cum Grano Salis

Lascia un commento