Riforma pubblica amministrazione aumento stipendi statali, rinnovo contratti dipendenti pubblici Governo Renzi: situazione attuale. Da Businessonline.it

23 agosto 2016

Al lavoro sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, ma la strada appare in salita per le poche risorse stanziabili.

Torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di statali, bloccato da sette anni.

A giudizio dei sindacati servirebbero a regime sette miliardi di euro: “Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto, diversamente sarebbe ragionare sul nulla” avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa.

A quanto pare, come confermato dalle dichiarazioni del viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, si tratta di una priorità dell’esecutivo.

D’altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl secondo cui pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi.

Aggiunge invece Turco: “Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero. Per questo chiediamo di agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne, sul sistema degli appalti e degli acquisti e per restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’evasione fiscale. E le notizie sulla frenata del Pil non possono fare da apripista a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’apertura di un grave conflitto”.

Intanto, i consumatori del Codacons annunciano una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, “oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori” dice l’associazione dei consumatori annunciando il ricorso al Tar del Lazio.

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Fonte: Businessonline.it