Ricordi di mio Padre Finanziere – Dal Diario di famiglia dei collegiali ENAOF. Di Giovanna Ezzis*

Ricordi di mio Padre Finanziere – Dal Diario di famiglia dei collegiali ENAOF.

Di Giovanna Ezzis*

La famiglia un valore che si tramanda nel tempo per i Militari della Guardia di Finanza.

La data del 19 maggio 2018 ha segnato un momento significativo tra gli ex collegiali Enaof e il Corpo della Guardia di Finanza; un incontro avvenuto a Roma, nella splendida cornice del Circolo di Villa Spada, in occasione della presentazione del libro “Ricordi di mio Padre Finanziere”.

Il libro è stato impreziosito dalla presentazione del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata dott. Giorgio Toschi, attento estimatore dei venticinque anni di storia dell’Enaof, dove si evidenzia il ruolo istituzionale del Corpo a sostegno dell’Ente e, sotto il profilo umano, il legame indissolubile dei collegiali con le Fiamme Gialle che permane tutt’oggi.

Una presentazione esaustiva, che tratteggia il carattere inedito dell’opera, ricca di spunti emozionali e di riferimenti storici “…. dalla quale traspare l’orgoglio di aver avuto un genitore che ha servito l’Italia con disciplina ed onore, talvolta…. sino all’estremo sacrificio”.

In questi ultimi anni il Generale di C.A. dott. Giorgio Toschi, pur essendo oberato dagli impegni istituzionali, non ha fatto mai mancare al Gruppo Enaof il Suo sostegno e la Sua vicinanza affettiva, contribuendo a rendere gli eventi degli ex collegiali un’occasione interattiva tra il Corpo e gli appartenenti all’Ente. Di questo ringraziamo il Generale e quanti collaborano con lui.

La serata vedeva presenti all’evento Autorità del Corpo ed un consistente numero di ex Collegiali provenienti da diverse regioni italiane, che sono stati intrattenuti dai relatori:

Generale di Brigata dott. Marcello Ravaioli, Comandante del Centro di Reclutamento di Ostia, e Consulente Comitato Studi del Museo Storico di Roma, il quale in modo analitico, da eccellente ricercatore storico, ha tratteggiato gli aspetti evolutivi degli autori del libro, 36 ex collegiali, rilevando con maestria la figura di questi militari: “…….Siamo quindi dinnanzi alla storia, con la S maiuscola e, come si direbbe oggi con termine giornalistico, in presa diretta delle generazioni che hanno ricostruito il nostro Paese, con il proprio silenzioso lavoro, senza richiedere premi ma solo contentandosi di svolgere, ciascuno nel proprio ruolo, il dovere loro richiesto dalla Fede e dalle Leggi della civile ed ordinata convivenza umana……..” e, 2 riferendosi ai figli: “…. La vita che li attendeva era scandita da regole, lontano da casa e sempre più immersi negli studi per ripetere la scelta del Padre o comunque farsi onore in ogni altra attività che li avrebbe visti impegnati nell’età adulta.”

Il Generale Ravaioli, nella sua relazione esaustiva, si è soffermato anche sull’immutabile valore della famiglia per il Corpo, nei confronti dei figli dei militari “…ne assunse il ruolo di consapevole tutore, quasi un amorevole genitore adottivo capace di educarli e difenderli, preparandoli alla vita ed al futuro e responsabile esercizio dei diritti e doveri di cittadino”.

Il relatore prosegue sul cammino intrapreso dalla Guardia di Finanza a sostegno dell‘ENAOF attraverso il succedersi delle figure “benemerite” del Corpo, molto care agli ex collegiali perché conosciute personalmente durante le loro visite ai diversi istituti, come il Generale Turrini in visita al collegio delle Orsoline di San Fedele d’Albenga (SV) nel 1965.

Un’ondata di commozione ha colto i presenti nel sentire quei nomi: Generale di Corpo d’Armata Raffaele Pelligra, fondatore dell’ENAOF,13°Comandante Generale del Corpo e gli altri Comandanti Generali che gli sono succeduti sino al 1974, ossia i Gen.C.A. Antonio Luigi Norcen, Carlo Rostagno, Domenico Fornara, Umberto Turrini, Umberto Rosato, Giovanni Buttiglione.

Di seguito la relazione, letta dalla dott.ssa Giovanna Ezzis, a firma del dott. Antonio Uneddu, ex collegiale di Loreto e Villa Sora di Frascati, direttore di un reparto di medicina del plesso Ospedaliero SS.Annunziata di Sassari, assente all’evento per improvvisi motivi personali.

Le riflessioni del dott. Uneddu, che hanno suscitato interesse e commozione tra i presenti, sono state un excursus del suo vissuto di figlio di un maresciallo della Guardia di Finanza: “…indossava la divisa dove aveva appuntato anche la medaglia d’oro al merito di lungo comando……….Mio Padre se n’è andato quando avevo otto anni…….ma non mi ha lasciato solo: la Guardia di Finanza ha pensato ai miei studi……ho fatto 10 anni di collegio……Poi sono tornato in Sardegna e mi sono laureato in medicina: anche per questo la Guardia di Finanza mi ha dato una borsa di studio, secondo il merito dei voti ottenuti e a condizione di essere sempre in corso….Mio Padre Finanziere, anche quando non c’era, mi ha aperto la strada, la Sua, Lui che credeva nello studio……..Ho quello che mi ha lasciato: l’onestà, l’esempio, la sofferenza per il caldo della Libia e il gelo della prigionia in Jugoslavia, la sua carriera, le sue poesie in sardo, il suo libro……..Sono fortunato perché sono ricco di tutte le cose che mi ha lasciato, che sono con me. Mio Padre, un Finanziere come tanti altri bravi Finanzieri. Mio Padre.”

Parole semplici che fotografano uno spaccato del passaggio di uomini in divisa, che con il loro silenzio hanno saputo lasciare una traccia indelebile nella memoria storica della loro famiglia ed in quella della Guardia di Finanza.

L’intervento successivo della dott.ssa Giovanna Ezzis, psicologa ex collegiale di Loreto (AN) e di San Fedele d’Albenga (SV), ha evidenziato il lavoro di recupero all’interno delle case dei collegiali del materiale utilizzato dai 36 autori nella stesura del libro.

“Una archeologia emozionale……Un contributo di esperienze gioiose, ma anche dolorose come le testimonianze sui campi di concentramento, le prigioni delle gendarmerie tedesche o ancora, i boschi, vissuti come partigiani e combattenti per la libertà dopo il settembre del 1943. “, lo definisce nella recensione del libro il giornalista di R.T.L.102.5 Giovanni Perria.

Un’opera espressione del lavoro di tanti figli alle prese con il proprio passato, con il proprio dolore, perché “li abbiamo rincontrati nella memoria degli oggetti a loro appartenuti ……Abbiamo avuto l’impressione di violare la loro intimità, ma superato l’impasse, ci siamo sentiti orgogliosi di condividere con tutti le nostre scoperte e finalmente abbiamo esorcizzato il dolore della loro perdita e del loro abbandono”. L’elaborato è ricco di empatia in cui si coglie il sentimento di appartenenza dei collegiali al Corpo. Tanto che la dichiarazione del Generale di Corpo di Armata dott. Giorgio Toschi in occasione del XX Raduno dell’ANFI: ” Un Finanziere resta Finanziere a vita anche quando non è più in servizio”, colpisce positivamente chi scrive e le suscita l’affermazione che potrebbe apparire azzardata: “Un collegiale della Finanza resta collegiale a vita anche quando dismette la divisa grigio verde di Loreto, perché quella divisa è rimasta impressa sulla sua pelle per tutta la vita ….”, simbolo dei valori trasmessi dai genitori , l’unica eredità che questi finanzieri hanno lasciato ai loro figli.

L’opera è arricchita da memorie di solidarietà tra commilitoni, storie di comandanti che sono stati i tutori morali dei figli dei loro militari seguendo la loro crescita con amore paterno.

Racconti che descrivono la tradizione generazionale all’interno del Corpo. Uno spaccato della realtà familiare di tante Fiamme Gialle del secolo scorso, supportati e sostenuti dalle loro mogli, sia in territori di guerra che di pace. Obiettivo del libro è portare alla luce il volto umano dei finanzieri e dei loro comandanti, riconoscere a loro il diritto di appartenere alla storia del Corpo che hanno amato e servito con onore, lontano dagli stereotipi del ruolo repressivo, da lasciare alle nuove generazioni di figli e di militari quale testimonianza di valori su cui poggia il Corpo della Guardia di Finanza di ieri e di oggi.

Gli interventi si concludono con la relazione del Col. dott. Michele Rella, ex collegiale di Loreto e di Villa Sora, Allievo del 64° Corso dell’Accademia della Guardia di Finanza. Il racconto del colonnello riporta in modo sapiente pagine di storia del Corpo sconosciuta alla maggior parte dei militari della Finanza: “…. dagli appunti di mio Padre…quelle relative al secondo conflitto mondiale, riguardanti la Commissione Italiana di Armistizio con la Francia, di cui fece parte anche un contingente del Corpo, essenzialmente con compiti di polizia economica di guerra. Di quel ridotto contingente di Ufficiali e Finanzieri fece parte anche mio padre, il Brigadiere Terra Permanente RELLA Giuseppe matr. 7682/66, fin dall’autunno 1940, in virtù della sua buona padronanza della lingua francese…. Dopo l’8 settembre, la prigionia, le malattie, i campi di concentramento, le ripetute fughe, i contatt i con la Resistenza Francese, mio Padre rientrò in Italia via mare, dopo la Liberazione di aprile, sbarcando a Taranto il 7 giugno 1945…… morì per un incidente, in servizio, il 16 luglio 1952. Era Maresciallo Capo ed aveva 45 anni. Il suo nome figura tra i Caduti in Servizio, nel Libro d’Oro della Guardia di Finanza. Anche Lui fa parte della “sacra falange dei caduti per la Patria, sui campi di battaglia e nella guerra di ogni giorno…”.

La relazione del colonnello Rella si sofferma sui ricordi di Loreto: “… Venivano a farci visita varie Autorità, ma ricordo solo le figure del Generale Giombini e del Colonnello Comito. Ovviamente, eravamo sempre in divisa, la quale era priva di Fiamme e di Stellette, ma per il resto era come quella dei veri Finanzieri…”. Una memoria particolarmente cara, quella del Generale Quirino Giombini, Presidente dell’Enaof, che, presenziò alla “Cerimonia della consegna della sciarpa azzurra” quando, nominato ufficiale, prestai il giuramento individuale di fedeltà alla Repubblica.”

La scelta di chiudere le relazioni con la figura del colonnello Michele Rella ha voluto essere la dimostrazione del trait d’union tra il Corpo della Guardia di Finanza e gli ex collegiali della Finanza ancora oggi.

Un grazie per il supporto organizzativo ed affettivo va al Generale di Brigata Alberto Reda coadiuvato dalla direzione empatica del colonnello Giuseppe Lubrano e dal loro staff.

Un omaggio ed un sentimento di gratitudine inoltre a quanti con la loro presenza qualificata hanno onorato e reso l’evento speciale, per tutto il gruppo dell’Enaof:

il Relatore Generale di B. dott. Marcello Ravaioli, accompagnato dalla Sua Gentile Signora; il Generale di B. dott. Gianfranco Carozza, Comandante la Regione Marche, proveniente da un luogo caro ai collegiali per i trascorsi a Loreto (AN); il Presidente Nazionale dell’ANFI, Generale C.A. dott. Umberto Fava, conoscitore scrupoloso della storia pregressa dell’Ente; il Generale dott. Angelo Maenza, attento osservatore delle vicende degli ex collegiali e collaboratore della Rivista Fiamme Gialle; il Generale dott. Giancarlo Cedola, presenza costante e premurosa verso i figli dei militari del Corpo; i Generali di C.A. dott. Francesco Petracca e di Brigata dott. Antimo Guarino, presenti all’evento non solo per cameratismo nei confronti del loro amico col. Michele Rella e compagno di accademia del 64° Corso Allievi Ufficiali, ma soprattutto per riconoscere la grande valenza sociale ed umana dell’Enaof che, come tutti i presenti, hanno contribuito a far crescere; l’amico del Gruppo, il delegato Co.Ce.R. Cav. Eliseo Taverna, impegnato sul fronte della famiglia dei finanzieri con l’Associazione Sicurezza Cum Grano Salis; ed infine gli autori dei libri sui Collegi Enaof col. dott. Giafranco Spadaro e maresciallo Antonio del Piano.

*Psicologa ex collegiale di Loreto (AN) e di San Fedele d’Albenga (SV)

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