Question time sul riconoscimento dei diritti sindacali per il personale militare.

TESTO DELLA RISPOSTA  DEL MINISTRO DELLA DIFESA SUL QUESTION TIME CIRCA GLI ORIENTAMENTI DEL GOVERNO SUL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI SINDACALI AL PERSONALE MILITARE.

ELISABETTA TRENTA, Ministra della Difesa. Grazie. A premessa della risposta, colgo l’occasione per ringraziare i presentatori di questa interrogazione, che mi offre l’opportunità di chiarire l’orientamento del Governo su un tema che riguarda i diritti del personale. Nell’atto viene affrontata, infatti, l’annosa questione del riconoscimento del diritto da parte dei militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale, come sancito nella sentenza n. 120 del 2018 della Corte costituzionale, citata nella premessa. I giudici costituzionali con questa decisione hanno offerto i canoni ermeneutici per consentire la piena attuazione di tale diritto, affermando alcuni principi che ritengo necessario riportare testualmente per una migliore comprensione dell’argomento.
Le fonti internazionali, che concorrono a integrare l’articolo 117, primo comma, della Costituzione, riconoscono il diritto di associazione sindacale anche ai militari ed escludono per ciò stesso la possibilità per gli ordinamenti nazionali di negarlo o di prevedere restrizioni al suo esercizio tali da comportarne la sostanziale soppressione, né ritengono che possano costituire adeguate misure compensative organismi come quelli della rappresentanza militare, previsti attualmente dall’ordinamento italiano. Principio importantissimo, perché obbliga il legislatore nazionale a normare, prevedendo una serie di condizioni e limiti all’esercizio del diritto di associazione tra i militari.
Tale prospettiva – così si esprimono i giudici costituzionali nella nota sentenza -, se è infatti facoltativa per i parametri internazionali, è invece doverosa nella prospettiva nazionale, al punto da escludere la possibilità di un vuoto normativo, vuoto che sarebbe di impedimento allo stesso riconoscimento del diritto di associazione sindacale. In tale quadro, per non rinviare il riconoscimento del diritto di associazione e l’adeguamento agli obblighi convenzionali, ho ritenuto opportuno fare emanare una circolare con cui vengono specificati, a normativa vigente, i criteri e i limiti per la costituzione di tali associazioni e sono fissati gli scopi statutari e i poteri in capo alle stesse, nonché le principali modalità di riconoscimento. Nella medesima circolare sono altresì indicate le modalità per l’inoltro delle istanze di assenso al Ministro, che a livello interpretativo le Forze armate hanno inizialmente inteso realizzare attraverso il coinvolgimento dei vari responsabili gerarchici.
Ho disposto, quindi, l’emanazione di un chiarimento per ottenere una semplificazione e uno snellimento procedurale attraverso l’interessamento delle sole autorità militari di vertice; contestualmente, ho autorizzato l’invio di una richiesta di parere al Consiglio di Stato, al fine di acquisirne l’autorevole avviso soprattutto in merito alla possibilità che alle associazioni in esame aderisca, oltre al personale militare in servizio permanente e in ausiliaria, anche quello collocato nella riserva e nel congedo assoluto. La circolare costituisce, quindi, solo il primo passo verso la piena attuazione di un diritto che tutti i militari aspettano da anni, e, mi sia consentito affermarlo in questa sede, rappresenta per me un motivo di orgoglio aver contribuito al raggiungimento di un obiettivo da molti auspicato.
Sono, tuttavia, consapevole del fatto che, come ampiamente evidenziato dagli stessi giudici costituzionali, occorra disciplinare la materia sul piano legislativo. Al riguardo, ricordo che già sono state depositate alcune iniziative parlamentari, tra cui quella segnalata dagli onorevoli interroganti. L’auspicio è che le Camere possano ospitare un ampio confronto tra maggioranza e opposizione, dando ascolto a ogni singola voce. Per quanto di competenza, mi impegnerò personalmente affinché il dibattito avvenga in tempi rapidi, al fine di dare concretezza a un obiettivo che resta in cima alle mie priorità, cioè la tutela del personale, in questo caso quello militare di ogni ordine e grado.

Lascia un commento