Quesito in materia di aspettativa.

Quesito:

““Sono un luogotenente con 33 anni di servizio, attualmente in aspettativa per il superamento dei prescritti 45 gg di assenze x malattia.

Preciso che tali patologie sono ortopediche e non psicologiche, neurologiche o psichiatriche. Mi è stata ritirata l’arma d’ordinanza, la placca identificativa e il tesserino personale di riconoscimento, a cura del mio Comando.

Conosco, e passino, le disposizioni sul ritiro di arma e placca nelle varie situazioni che espressamente lo prevedono, in quanto strettamente legate all’impiego operativo del militare, ma ho forti perplessità sul ritiro della tessera personale di riconoscimento,  che a mio avviso è arbitraria e deleteria, in quanto lascia il militare privo del primario strumento giuridico per poter assolvere agli obblighi imposti dalle qualifiche di militare, pubblico ufficiale e ufficiale di p.g, a mente del codice di procedura penale ecc, ecc, almeno in assenza, come mi consta, di specifiche e precise fonti normative che esentino lo stesso dai predetti obblighi. 

Vi risulta che il ritiro della tessera personale di riconoscimento sospenda le attribuzioni e i relativi obblighi ad esse connessi? In altre parole: il militare che ometta di intervenire in presenza di un reato flagrante non colposo, per il quale il codice preveda l’arresto o il fermo in flagranza di reato, in quanto impossibilitato a qualificarsi come previsto dal codice, può semplicemente discolparsi, qualora chiamato a risponderne, esibendo copia del P.v. di ritiro di arma e tesserino? E poi: conserva il militare l’obbligo di comunicazioni con l’autorità giudiziaria venendo a conoscenza di elementi di un reato o altro utile ad assicurarne i colpevoli alla giustizia? In soldoni…il libero cittadino al di la dei doveri civici e di coscienza non risponde di alcunché a nessuno….il militare, pubblico ufficiale e ufficiale di p.g. ha sempre e comunque l’obbligo di fare di quei doveri civici materia di lavoro. I genii che hanno emanato la circolare sul ritiro del tesserino, hanno previsto da qualche parte una normativa in deroga a tutto questo o, alle solite, siamo lasciati alla merce di noi stessi, nella speranza di non capitarci mai dentro?????

Distinti saluti,””

In relazione al quesito formulato dal nostro lettore, la normativa interna è da individuarsi:

  • nella circolare n. 258000/102 datata 23.06.2014 (edizione 2014) dove alla parte II “L’ASPETTATIVA PER INFERMITA’” punto 1. GENERALITA’ recita testualmente:

L’aspettativa consiste nella posizione del militare temporaneamente esonerato dal servizio e come tale comporta un affievolimento dei diritti e degli obblighi, quasi esclusivamente collegabili al diuturno impiego in servizio del militare.

Va peraltro precisato che tale esonero dal servizio – che non incide sui poteri dispositivi dell’Amministrazione – non fa venire meno, al militare, i seguenti:

doveri: segreto d’ufficio, condotta conforme alla dignità delle proprie funzioni, obbligo di non svolgere attività incompatibili, divieto di cumulo di impieghi pubblici, obbligo di fedeltà;

diritti: al posto, al titolo ufficiale, a chiedere la risoluzione del rapporto d’impiego, al trattamento di quiescenza.

Ogni forma di aspettativa nel pubblico impiego va ricondotta a tipiche previsioni legislative. E’, infatti, principio fondamentale in materia che le modificazioni temporanee del rapporto, cui siano riconnesse la sospensione e/o l’affievolimento dei rispettivi obblighi, possano ricollegarsi solo a ipotesi tassative e tipiche, predeterminate dal legislatore.

  •  nella circolare n. 109000/5819 datata 05.04.2004 (edizione 2014) recante oggetto: “Circolare 82400184 “sicurezza delle infrastrutture, dei mezzi navali e dei mezzi aerei, tenuta, protezione e custodia delle armi, delle munizioni e degli esplosivi 21^ serie di AA.W.”

Nel merito, si ritiene quindi che la procedura seguita dall’Amministrazione sia corretta.