Quesito in materia di assegno di mantenimento al coniuge separato legalmente

Un nostro iscritto ci ha posto il seguente quesito in materia di: “Assegno di mantenimento al coniuge separato legalmente”.

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QUESITO:
Sono un appartenente al Corpo e mensilmente mi viene effettuata una trattenuta corrispondente alla quota destinata quale assegno di mantenimento, al coniuge separato legalmente.
Rappresento che tale trattenuta è stata richiesta dallo scrivente e non per atto di pignoramento.
La stessa è stata richiesta in quanto, in tal modo, l’assegno di mantenimento, che per me disponente costituisce onere deducibile ai fini fiscali, viene spalmata mensilmente.
In caso contrario la somma sarebbe tassata ordinariamente salvo chiedere in sede di compilazione del 730 il riconoscimento dell’intera somma deducibile dalla base imponibile.
In tal modo, a me separato, si consente di avere mensilmente una somma in più, spalamata, anzichè vedermela tassata ordinariamente con l’aliquota media, salvo conguaglio finale.
Il Reparto Amministrativo di appartenenza ha comunicato, improvvisamente, che dal mese in corso effettuerà una ritenuta alla fonte a titolo di acconto pari al 20% sull’assegno corisposto, in quanto reddito assimilato al lavoro dipendente per il beneficiario.
Non si contesta la qualificazione fiscale ma tale scelta è apparsa, a chi scrive, del tutto immotivata in quanto:
1) il coniuge che riceve l’assegno non supera gli €. 8.000 annui di reddito e, quindi, rientra nei casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (No Tax area);
2) in tal modo il coniuge non potrebbe mai recuperare la ritenuta a titolo di acconto, salvo costringerla a presentare il modello unico e, comunque, andando sempre a credito, cospicuamente, salvo richieste annuali di rimborso.
E’ chiaro che tale comportamento non verrebbe mai accettato dal coniuge che si rivarrebbe direttamente su di me, chiedendomi quanto trattenuto dall’Amministrazione, perchè non può essere obbligata a presentare il modello unico (Vgg. Statuto del Contribuente) e perchè non può subire le conseguenze di una mia scelta volontaria. In sintesi, il coniuge dice: i soldi me li devi dare tu!
Ho fatto presente che tale scelta è in netto contrasto, secondo me, con la Circolare nr. 6/E del febbraio 2015 dell’Agenzia delle Entrate, che durante Telefisco ha esaminato la questione, limitandola ai casi di “….assegni superiori agli €. 8.000 e, peraltro limitandola ai casi di pignoramento presso terzi”, proprio perchè, secondo me, il problema per gli assegni annuali inferiori a tale soglia non si pone proprio.
Ma non c’è stato nulla da fare. Questo mi vedrà costretto a rinuciare alla trattenuta mensile e quindi ad una disponibilità finanziaria spalmata, per attendere il rimborso in sede di modello 730.
Grazie
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RISPOSTA:
Si conferma che l’assegno di mantenimento ha natura di reddito assimilato a quello da lavoro dipendente e come tale assoggettato a ritenuta del 20% che grava sul beneficiario.
Se la trattenuta è per ordine del Giudice si provvede a ritenuta alla fonte obbligatoria a carico del beneficiario, il quale potrà poi recuperarla in sede di dichiarazione dei redditi.
Diversamente, come pare di capire, il nostro iscritto ha chiesto all’Ente, al fine di avere un maggiore liquidità, una trattenuta come onere deducibile mensilmente, in luogo della predetta procedura.
L’Amministrazione, in tal caso, non é obbligata ad operare la ritenuta del 20%, così come richiesto dal nostro utente.
Sarà poi il beneficiario a decidere se dovrà fare o meno la dichiarazione dei redditi in base all’assegno percepito.
Riepilogando:
  • se la trattenuta è per ordine del Giudice si provvede a ritenuta alla fonte obbligatoria del 20%;
  • se la trattenuta è chiesta all’Ente dall’interessato – come onere deducibile mensilmente – a nostro parere, non vi è nessun obbligo per l’Amministrazione, così come non vi é nemmeno il divieto ad effettuare la ritenuta con tale modalità;
  • la circolare nr. 6/E del Febbraio 2015, dell’Agenzia delle Entrate, a cui si riferisce il lettore, fa riferimento ai casi di pignoramento presso terzi.

A nostro avviso, in alternativa alla procedura adottata, il nostro iscritto potrebbe valutare la possibilità di revocare la delega di trattenuta/pagamento rilasciata all’Amministrazione di appartenenza,  notificando tale scelta al coniuge, in tempo utile, mediante raccomandata R/R e provvedere all’incombenza  di liquidazione dell’assegno mensile mediante bonifico bancario.

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