Proposta di Legge A.C. 4245 – Disposizioni per la tutela del personale delle Forze armate e di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Il 1° febbraio 2016 avevamo anticipato la notizia della presentazione, da parte dell’Onorevole Elio Vito (FI-PDL), del progetto di legge A.C. 4245 avente per oggetto “Disposizioni per la tutela del personale delle Forze armate e di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”. 

E’ stato ora reso disponibile il testo della proposta di legge, con la quale l’Onorevole Elio Vito mira a correggere alcune discrasie del nostro ordinamento, sia per gli appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate, sia per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Più in particolare, con la proposta di legge si propone di:

  • apportare gli ormai indispensabili adeguamenti alle procedure amministrative in materia di attività connesse al riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio, alla concessione e alla liquidazione dell’equo indennizzo;
  • istituire in tutto il territorio nazionale le commissioni mediche ospedaliere della Polizia di Stato e di chiudere definitivamente il rapporto di dipendenza dalle commissioni mediche ospedaliere militari, considerato anacronistico dal proponente;
  • prevedere un’effettiva tutela degli appartenenti alle Forze di polizia, alle Forze armate ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, al fine di scongiurare la configurazione di un danno da mancato rimborso delle spese legali sopportate per procedimenti connessi alla loro attività di servizio;
  • prevedere l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per prestazioni finalizzate alla diagnosi di patologie connesse con infortuni occorsi durante lo svolgimento dell’attività;
  • rivedere le disposizioni relative alla responsabilità amministrativa, in ragione del fatto che, secondo il proponente, appare incongruo e illogico traslare sugli appartenenti a tutti i citati corpi dello Stato i costi relativi al risarcimento per danno erariale nelle ipotesi di assenza di dolo, posto che tali soggetti, rispetto agli altri dipendenti pubblici, sono costantemente esposti al rischio di danneggiare l’erario per lo svolgimento dei propri compiti d’istituto, perseguendo finalità di gran lunga superiori al valore dei danni pecuniari talvolta cagionati. Secondo l’Onorevole Vito sarebbe dunque logico e necessario escludere la responsabilità amministrativo-contabile per colpa grave quando si cagioni il danno nell’adempimento del proprio dovere;
  • eliminare la discriminazione esistente in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Ad avviso del proponente, tutti coloro che lavorano nelle Forze di polizia e nelle Forze armate, in caso di incidente occorso in servizio, non sono coperti da alcuna assicurazione e sono dunque costretti a sostenere tutte le cure, il più delle volte onerose, in modo autonomo. La medesima discriminazione si verificherebbe anche per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

(Avvio d’ufficio del procedimento per il riconoscimento della causa di servizio).

  1. Qualora il procedimento per il riconoscimento della dipendenza di infermità o di lesioni da causa di servizio, riguardante un appartenente al personale di cui all’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, sia iniziato d’ufficio, ai sensi dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, il comandante di livello provinciale della Forza armata o corpo di appartenenza, avente competenza per la sede in cui presta servizio il dipendente interessato, entro trenta giorni dalla data in cui l’evento si è verificato o è venuto a conoscenza dell’amministrazione, esprime un parere motivato sui fatti che possono dare luogo al riconoscimento della causa di servizio. Il parere è allegato alla documentazione istruttoria da trasmettere all’ufficio dell’Amministrazione competente ad emettere il provvedimento finale.       2. Nei procedimenti d’ufficio di cui al comma 1, qualora il comandante provinciale ritenga che la lesione o infermità sia di evidenza e rilevanza tali da rendere improbabile la riammissione del dipendente nel servizio o da determinarne il differimento a data incerta ovvero da comportare ingenti spese sanitarie, incarica un medico appartenente alla medesima amministrazione di eseguire i necessari accertamenti e, sulla base della sua relazione, propone, nel parere espresso ai sensi del medesimo comma 1, che si proceda senza l’acquisizione del parere del Comitato di verifica per le cause di servizio, previsto dall’articolo 11 del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001. Sulla proposta decide, ai sensi del comma 3 del presente articolo, il Capo di stato maggiore o Comandante generale della Forza armata o del corpo, il Capo della polizia-Direttore generale della pubblica sicurezza o il Capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.       3. Nei casi di cui al presente articolo, la competenza esclusiva ad emettere il provvedimento finale per il riconoscimento della dipendenza di infermità o di lesioni da causa di servizio, anche ai fini della concessione e della liquidazione dell’equo indennizzo, relativamente al personale di cui all’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, è attribuita, rispettivamente, al Capo di stato maggiore o Comandante generale della Forza armata o del corpo, al Capo della polizia-Direttore generale della pubblica sicurezza o al Capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, sulla base della valutazione operata dalla Commissione prevista dall’articolo 6 del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001 e del parere del comandante provinciale, di cui al comma 1 del presente articolo.       4. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvede ad apportare agli articoli 3 e 11 del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001 le modificazioni necessarie al fine di adeguarli a quanto disposto dai commi 1, 2 e 3 del presente articolo.

Art. 2.

(Modifica all’articolo 1-ter del decreto-legge 31 marzo 2005, n. 45, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 maggio 2005, n. 89, in materia di commissioni mediche).

  1. All’articolo 1-ter del decreto-legge 31 marzo 2005, n. 45, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 maggio 2005, n. 89, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«3-bis. Con decreto del Ministro della difesa, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono istituite in tutto il territorio nazionale le commissioni mediche di cui al comma 1».

Art. 3.

(Modifica all’articolo 18 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135).

  1. All’articolo 18 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«2-bis. Le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti statali appartenenti ai corpi di cui all’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, quando siano connessi con fatti o con atti relativi allo svolgimento del loro servizio o all’assolvimento dei compiti d’istituto o degli obblighi giuridici sugli stessi incombenti, se conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, con sentenza di non luogo a procedere o dichiarativa di qualsiasi causa di estinzione del reato, compresa la prescrizione, ovvero anche se estinti per questioni pregiudiziali o preliminari, sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nel loro ammontare integrale».

Art. 4.

(Introduzione del comma 389-bis dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232).

  1. Dopo il comma 389 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è inserito il seguente:

«389-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2018, a tutti gli appartenenti ai corpi di cui all’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, sono erogate senza oneri a carico dell’assistito le prestazioni specialistiche e di diagnostica strumentale e di laboratorio finalizzate alla diagnosi delle patologie e degli eventi traumatici o morbosi di grave e documentata entità strettamente connessi o direttamente derivanti da infortuni occorsi durante lo svolgimento dell’attività di servizio».

Art. 5.

(Modifica all’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20).

  1. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «È limitata esclusivamente ai fatti e alle omissioni commessi con dolo o colpa grave la responsabilità dei soggetti appartenenti ai corpi di cui all’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, i quali abbiano agito in adempimento dei propri doveri od obblighi di servizio».

Art. 6.

(Modifica all’articolo 1 del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124).

  1. All’articolo 1, terzo comma, numero 22), del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, le parole: «eccettuato il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco» sono sostituite dalle seguenti: «compreso il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nello svolgimento dei compiti d’istituto».

Art. 7.

(Abrogazione dell’articolo 12-bis del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38).

  1. L’articolo 12-bis del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, è abrogato.

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