Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle gestioni pubbliche e determinazione delle pensioni del personale militare arruolato negli anni 1981/1983.

Il Consiglio Centrale di Rappresentanza della Guardia di Finanza nella seduta assembleare del 05 Settembre u.s. ha approvato una propria delibera con la quale ha chiesto al Comandante Generale di fare chiarezza sulla tematica della prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle gestioni pubbliche e sulla determinazione delle pensioni del personale militare arruolato negli anni 1981/1983.

Da tempo, infatti, su diversi siti web è stato evidenziato che l’I.N.P.S. avrebbe attribuito al personale militare arruolato tra il 01/01/1981 ed il 30/06/1983 una percentuale di pensione retributiva pari al 2,33 per cento ogni anno (35% anziché 44%), applicando di fatto le aliquote previste per il personale civile di cui all’articolo 44 – comma 1- del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), in luogo di quelle previste all’articolo 54 – comma 1 – dello stesso D.P.R. n. 1092/1973 per il personale militare.

La problematica, peraltro, è stata oggetto di svariato contenzioso davanti alle Sezioni Giurisdizionali della Corte dei Conti concluso per lo più con sentenze favorevoli nei confronti dei ricorrenti (Sentenza Corte dei Conti Calabria n.12/2018; n.44/2018; n.46/2018; n.53/2018; n.73/2018; n.78/2018; n.79/2018; Sentenza Corte dei Conti Sardegna n.2/2018; n.68/2018 e Sentenza Corte dei Conti Puglia n.468/2018), pur in presenza, in alcuni casi, di minoritarie sentenze sfavorevoli (Sentenza Corte dei Conti Umbria n.6/2018; Sentenza Corte dei Conti Lombardia n.95/2017 e Sentenza Corte dei Conti Sardegna n.87/2017).

Sulla prescrizione contributiva, invece, l’Istituto Nazionale di Previdenza, con propria  comunicazione, pubblicata sul sito istituzionale dell’Ente, in data 13 Agosto u.s. ha ribadito la possibilità di aggiornare la posizione assicurativa dei dipendenti pubblici anche dopo il 1° gennaio 2019 ma ha sottolineato che in tal caso le Amministrazioni di appartenenza dovranno sostenere un onere calcolato secondo le indicazioni della circolare INPS n.169/2017, ossia saranno obbligate a sostenere il costo del trattamento di quiescenza riferito a periodi di servizio per cui è intervenuta la prescrizione, utilizzando come base di calcolo il criterio della rendita vitalizia.

In particolar modo, l’Organismo Centrale di Rappresentanza ha chiesto al vertice del Corpo di incontrare lo Stato maggiore al fine di:

  1. conoscere in che fase si trovi la procedura di aggiornamento dei dati giuridici, retributivi e contributivi del personale della Guardia di Finanza sulla piattaforma dell’I.N.P.S., considerato l’approssimarsi del termine fissato per la regolarizzazione degli estratti contributivi (31 dicembre 2018), anche alla luce dell’onere a carico dell’Amministrazione per i flussi trasmessi dal 1° gennaio 2019, così come precisato dalla circolare dell’Istituto richiamata in premessa;
  2. aggiornare il Consiglio sugli esiti dei contat ti avviati con l’I.N.P.S. in merito alla individuazione di una Direzione Provinciale del predetto Istituto quale polo unico pensionistico dedicato agli appartenenti alla Guardia di Finanza;
  3. acquisire informazioni circa l’orientamento del citato Istituto sulla determinazione del quantum pensionistico per il personale della Guardia di Finanza arruolato negli anni 1981/1983, anche a seguito delle svariate sentenze emesse dalle sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei Conti su specifici ricorsi presentati da personale militare.

 

Associazione Sicurezza Cum Grano Salis

 

 

 

 

 

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