Politecnico Torino, Pansa (DIS): Sicurezza energetica rientra fra le competenze Organismi informativi nazionali alla luce della trasformazione radicale della “funzione intelligence”. Da Agenparl

AGENPARL) – Torino, 03 lug 2017 –  Un incontro al Politecnico di Torino, organizzato nell’ambito della collaborazione tra il Dipartimento di Informazioni per la Sicurezza (DIS) e l’Ateneo, ha presentato scenari e sfide per il futuro.

Nell’ultima relazione annuale presentata al Parlamento, l’intelligence ha riferito sulla politica dell’informazione per la sicurezza anche in campo di sicurezza energetica, con particolare riferimento i risultati ottenuti nel 2016 e le prospettive per il futuro.

Il tema della sicurezza energetica rientra fra le competenze degli Organismi informativi nazionali alla luce della trasformazione radicale della “funzione intelligence” operata con la Legge di riforma varata esattamente dieci anni fa (legge 124 del 2007).

Da quel momento, l’intelligence è stata chiamata a tutelare il Sistema Paese, ed a mettere a fattor comune tutte le sue risorse per finalizzarle alla protezione di una “sicurezza nazionale” intesa in senso ampio. In tale ambito, è centrale, ovviamente, anche la sicurezza energetica.

Proprio il tema della sicurezza energetica è stato l’oggetto dell’incontro su “Valutazione e Gestione della Sicurezza Energetica Nazionale”, organizzato oggi dal Politecnico di Torino in collaborazione con il Dipartimento di Informazioni per la Sicurezza (DIS) della Presidenza del Consiglio, aperto con i contributi del Direttore generale del Dis, Prefetto Alessandro Pansa e del Rettore del Politecnico di Torino, Professor Marco Gilli. Sono intervenuti anche il professor Romano Borchiellini, Presidente Advisory Board dell’Energy Center di Torino, il professorFrancesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo e Dipartimento Energia del Politecnico di Torino, e il professorEttore Bompard, Dipartimento Energia del Politecnico di Torino e coordinatore scientifico dell’iniziativa di collaborazione. Tra le testimonianze della giornata, anche accademici e rappresentanti delle principali realtà italiane del settore energetico, tra le quali ENI, Enel, Terna ed ENEA.

La partnership tra il Dis e il Politecnico, che rientra nel più ampio quadro di rapporti con le Università italiane che costituisce una vera e propria “alleanza strategica per la sicurezza nazionale”, punta a coinvolgere le migliori menti accademiche nel settore energetico, cogliendo sul fronte più avanzato della ricerca scientifica le sfide future alla sicurezza energetica nazionale.

Il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) e il Politecnico di Torino hanno avviato, con la firma di un accordo chiuso a marzo 2017, una collaborazione finalizzata a promuovere una riflessione sui temi di comune interesse ritenuti avere una rilevanza strategica per la sicurezza nazionale.

La collaborazione, in questa fase, è rivolta in particolare a favorire il dibattito scientificosulla definizione della dimensione energetica della sicurezza nazionale, con particolare riferimento ai profili regolatori ed all’esplorazione delle frontiere di sovrapposizione tra i temi energetici e un più ampio ventaglio di questioni economiche, ambientali e sociali.

La collaborazione tra il Dis e il Politecnico si pone, quindi, nella prospettiva dell’allargamento della riflessione strategica sulla dimensione energetica della sicurezza nazionale. Un ambito a cui possono essere chiamati a concorrere, in una logica disicurezza partecipata, anche gli attori del settore, pubblici e privati, in grado di apportare alla visione scientifica e accademica anche il significativo contributo di esperienza derivante dall’attività di mercato e della gestione delle reti.

Nell’ambito della collaborazione tra Politecnico e Dis è stato inoltre avviata l’attività del laboratorio “Lab for Security of Energy Sources, Corridors and Infrastructures”, la cui principale missione sarà quella di elaborare e confrontare metodi e modelli quantitativi per la valutazione e la gestione della sicurezza energetica nazionale. Il laboratorio si colloca all’interno delle iniziative dell’Energy Center del Politecnico di Torino.

IL QUADRO DI RIFERIMENTO

Assicurare la disponibilità di energia per gli usi finali in tutte le sue forme (derivati del petrolio, gas naturale, elettricità, calore, ecc.) è cruciale per ogni società ed è particolarmente critico per quei Paesi, come l’Italia, che sono fortemente dipendenti dall’estero. Nel 2015, il fabbisogno energetico complessivo nazionale è risultato pari a 156.2 Mtoe (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) dei quali una quota maggioritaria è stata coperta attraverso le importazioni, in particolare per alcune commodity strategiche quali il gas naturale e i prodotti petroliferi. La dipendenza dalle importazioni in Italia si attesta complessivamente sul 77.1%, a fronte di una media Europea (EU28) del 54.0% e di valori comunque inferiori per alcuni degli altri principali Paesi dell’Unione, quali Germania (61.9%), Francia (46.0%), Regno Unito (37.4%) e Spagna (73.7%).

La garanzia della fornitura energetica all’utente finale dipende contemporaneamente da due diversi “fronti”: il primo è “esterno”, legato alle fonti primarie (giacimenti petroliferi, riserve di gas,..) e ai corridoi (gasdotti, oleodotti, rotte marittime,…) fino agli entry point nazionali; il secondo è “interno”, caratterizzato dalle infrastrutture energetiche (reti elettriche e del gas, raffinerie). Attraverso i diversi corridoi di approvvigionamento, nel 2015, l’Italia ha importato 50.2 Mtoe di gas naturale e 81.1 Mtoe di prodotti petroliferi; la rete nazionale di trasmissione dell’energia elettrica si estende per oltre 72,000 km, con più di 850 stazioni; la rete di trasmissione del gas conta invece oltre 34,800 km, tra rete nazionale e reti regionali; infine, le 11 raffinerie presenti sul territorio nazionale sono caratterizzate da una capacità di raffinazione pari a circa 100,400 kt di petrolio.

LE SFIDE

La sicurezza è soltanto uno degli obiettivi per l’energia, insieme alla sostenibilità ambientale e all’accessibilità economica. Questi obiettivi sono tra loro a volte coerenti e a volte confliggenti e devono essere armonizzati nelle scelte di politica energetica. La sicurezza energetica compendia poi diverse dimensioni, da quella geopolitica, legata alla situazione internazionale, a quella tecnologica, legata alle costruzione e gestione delle infrastrutture, fino a quella economica, legata all’implementazione dei mercati energetici ed è soggetta a diversi tipi di minacce (accidentali, intenzionali e naturali). Nel medio lungo periodo le trasformazioni del sistema energetico mondiale e nazionale nell’ambito dell’ “Energy transition” pongono nuove sfide e offrono nuove opportunità.

Questo contesto articolato e variegato richiede, per assumere le migliori decisioni, analisi basate su modelli e tool quantitativi capaci di integrare i varia aspetti del problema; in una parola l’idea sempre più emergente di “science based policy decision making”, con i coinvolgimento dei principali attori nazionali pubblici e privati nel settore dell’energia.

“Il tema della sicurezza energetica – ha dichiarato il Direttore generale del Dis Prefetto Alessandro Pansa – rientra fra le competenze degli Organismi informativi nazionali alla luce della trasformazione radicale della “funzione intelligence” operata con la Legge di riforma varata esattamente dieci anni fa. In quel momento, il Legislatore riconfigurò in termini di “sistema” la particolare “funzione pubblica” deputata alla raccolta di informazioni funzionali a sostenere le scelte del Governo nel perseguire la sicurezza della collettività; ed allo stesso tempo, schiuse un orizzonte di tutela di un novero di interessi nazionali ben più ampi rispetto al consolidato ambito “politico-militare”, orientando il lavoro dei “Servizi Segreti” anche alla difesa degli interessi economici, scientifici ed industriali. Da quel momento, l’intelligence è stata chiamata a tutelare il Sistema Paese, ed a mettere a fattor comune tutte le sue risorse per finalizzarle alla protezione di una “sicurezza nazionale” intesa in senso ampio. In tale ambito, è centrale, ovviamente, anche la sicurezza energetica.  Nella prospettiva intelligence, la “sicurezza energetica” è intesa soprattutto come certezza e continuità del flusso degli approvvigionamenti, pertanto la sua salvaguardia si articola in una duplice direzione.  In prima battuta, occorre, in una prospettiva di breve e medio termine finalizzata a scongiurare shock improvvisi, fornire al decisore politico elementi conoscitivi utili a trovare il migliore equilibrio tra fornitori affidabili e rischi da correre, un calcolo che è sempre più impegnativo, ma che comunque va fatto, in una fase di trasformazione continua degli equilibri geopolitici e di instabilità perdurante Allo stesso tempo, è fondamentale che l’intelligence, in questo come in tutti gli altri settori della sua attività, sappia anticipare in tempo utile, grazie alla metodologia dell’analisi strategica, gli scenari del domani. In tema di sicurezza energetica, nonché di produzione, consumo, fonti energetiche, e disponibilità di riserve, stiamo attraversando un’epoca di grandi trasformazioni. Dunque, bisogna saper cogliere le macrotendenze in atto: il progresso tecnologico, la questione demografica, il cambiamento climatico, stanno rapidamente mutando il contesto di riferimento nel quale garantire la sicurezza energetica, come la “sicurezza” nella sua accezione più ampia.  Valutazioni e analisi su questo tema richiedono una visione del futuro che è di una complessità tale che non può essere ridotta agli ambiti tradizionali della minaccia.  La sicurezza energetica, infatti, potrà essere tanto meglio tutelata, quanto più si sarà consapevoli che la sua dimensione cibernetica è assolutamente vitale. Non ci potrà essere sicurezza energetica senza investimenti adeguati in capacità, resilienza e flessibilità dei sistemi digitalizzati di gestione dell’energia, che sono destinati a divenire sempre più importanti e sofisticati.  Oggi la cyber security va considerata non una precondizione per lo sviluppo, ma un suo elemento costitutivo. Perché la sicurezza informatica e la sicurezza delle informazioni influenzano qualsiasi tipo di sviluppo e scelta, in particolare di carattere economico e scientifico”.

Fonte: http://www.agenparl.com/politecnico-torino-pansa-dis-sicurezza-energetica-rientra-fra-le-competenze-organismi-informativi-nazionali-alla-luce-della-trasformazione-radicale-della-funzione-intelligence/

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