Orario di lavoro nella GdF: azione ferma e decisa dei delegati Co.Ce.R. per ripristinare regole meno afflittive per il personale

La tematica dell’orario di lavoro nella Guardia di Finanza é stata oggetto negli ultimi anni di diversi rimaneggiamenti.

Non sempre necessari, spesso ingiustificati, a volte irrazionali.

Dapprima, circa dieci anni fa, dopo un lungo periodo connotato da una forma estremamente rigida di orario di lavoro, non piu’ al passo con i tempi, ma tipica di un mondo lavorativo che faceva fatica ad accettare i cambiamenti, si concesse al personale la massima flessibilità sugli orari di lavoro non regolati da consegne di servizio e non connotati da particolari necessità operative, in forza ad un’esigenza di risparmio sulle risorse destinate al vitto, di per sé già carenti in quel determinato periodo.

Si decise, inoltre, che la pausa pranzo dovesse essere di un’ora e non più di mezz’ora come in precedenza e si potesse optare anche per la rinuncia al pasto, anticipando, ovviamente, il termine dell’orario di lavoro.

Tutto questo per trovare un bilanciamento tra le esigenze economiche dell’Amministrazione e dello Stato e quelle del personale, che non ebbe particolari difficoltà ad accettare di buon cuore queste innovazioni.

Il compromesso tra l’esigenza di contenimento dei costi da parte dell’Amministrazione ed il diritto sacrosanto del personale al pasto, pertanto, generarono la più ampia ed innovativa flessibilità dell’orario di lavoro mai vista nel panorama lavorativo pubblico e persino privato, che nemmeno la riforma avvenuta con la legge 121/81 aveva avuto la forza di consegnare ad un personale delle forze di polizia che, fino a quel momento, troppo spesso era costretto persino a pietire, in contesti connotati da orari di lavoro estremamente rigidi, mezz’ora di permesso per poter accompagnare il proprio figlio a scuola.

Non si fa riferimento, ovviamente, ad incarichi operativi o connotati da una naturale rigidità dell’orario di lavoro, ma a mansioni che erano perfettamente compatibili con orari differenziati e flessibili.

La forte innovazione della flessibilità dell’orario di lavoro in Guardia di Finanza è durata un periodo molto lungo, circa dieci anni, ma come tutte le cose innovative, per le quali si riesce ad essere dei precursori, in un mondo che fa fatica a guardare oltre ed a consolidare le conquiste ottenute, da più di un anno è stata rimessa in discussione senza tenere conto degli effetti devastanti che tale scelta avrebbe creato su quel personale che, senza creare disagi all’efficienza al servizio, era riuscito a trovare una soluzione per far fronte alle esigenze familiari o di forte pendolarismo.

E’ proprio per queste ragioni che i delegati Co.Ce.R., supportati anche dalle pressanti sollecitazioni di alcuni delegati di Organismi di base ed intermedi confluenti, hanno richiesto con determinazione ed a gran voce, all’attuale Comandante Generale ed allo stato Maggiore, una specifica modifica ed integrazione dell’ultima circolare sull’orario di lavoro i cui effetti si sono rivelati particolarmente rigidi ed hanno minato la flessibilità oraria orizzontale alla quale ogni dipendente aveva la facoltà di ricorrere in presenza di particolari esigenze.

La serrata azione che i delegati Co.Ce.R. hanno intrapreso, ormai da mesi, ha portato l’attuale vertice del Corpo a condividere la necessità di rivedere la circolare dell’orario di lavoro, che entro pochi mesi potrebbe rendere nuovamente meno afflittive le regole che disciplinano lo svolgimento del servizio.

Gli attuali moduli orario su sei giorni e su cinque con due rientri settimanali fino alle diciotto, potrebbero essere integrati con un ulteriore modulo su cinque giorni con tre rientri settimanali.

Un ulteriore risultato appare anche la precisazione che il Venerdì l’orario di lavoro pianificato, sui moduli di cinque giorni, terminerà alle quattordici e che eventuali ed inevitabili esigenze verranno soddisfatte con lo straordinario.

La scelta del modulo verrà, ovviamente, rimessa alla decisione del comandante di reparto.

Al riguardo i delegati Co.Ce.R. hanno richiesto che sul modulo orario da definire a cura del comandante di reparto vi sia anche un parere del Co.Ba.R. affiancato al Comandante Regionale di riferimento, proprio al fine di soddisfare gli adempimenti di cui all’art. 4 e 19 del decreto legislativo 195/95 rubricato: “Attuazione dell’art. 2 della legge 216/92 in materia di procedure per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego del personale delle Forze di Polizia”.

Oltre alla flessibilità verticale (possibilità di svolgere un turno anticipando esclusivamente di un’ora l’inizio o la fine dello stesso, ma lasciando inalterato il numero delle ore da svolgere), inoltre, verrà ripristinata la flessibilità orizzontale (possibilità, in presenza di particolari esigenze del dipendente, di richiedere al Comandante di poter svolgere una turnazione differenziata rispetto al modulo orario pianificato per il reparto/articolazione, anche in deroga al numero delle ore di servizio previste giornalmente.

Rimane, tuttavia, tutta da definire la questione della programmazione settimanale, in quanto seppur il modulo orario prescelto avrà una durata semestrale, il metodo utilizzato lascia forti margini di discrezionalità sia al personale sia al dirigente e ciò potrebbe essere foriero di malintesi o ancor più di inutili conflitti.

Per quanto concerne il comparto aeronavale, che presenta particolari peculiarità d’impiego e per il quale  già da tempo sono state sollevate eccezioni sulla possibilità di attuare l’orario in vigore, si farà un’ulteriore riflessione tra il Co.Ce.R e lo Stato Maggiore, non solo con l’ausilio dei comandanti responsabili ai vari livelli ma anche con quello delle rappresentanze di base ed intermedie dello specifico settore.

Proprio per queste ragioni alcuni delegati hanno insistito fortemente affinché in caso di esigenza dovuta all’assenza improvvisa del dipendente che svolge il rientro pomeridiano che e che comporti di dover chiamare un altro collega a coprire il turno, non si provveda con la rimodulazione settimanale della programmazione, ma si provveda a soddisfare l’esigenza prioritariamente con lo straordinario, qualora richiesto dall’interessato.

L’attuale criterio che disciplina i rientri pomeridiani per il modulo su cinque giorni, infatti, presenta una forte aleatorietà che non giova né all’Amministrazione né al dipendente, in quanto non è basato su rientri a turnazione fissa o a scalare, scelti dal dipendente ed approvati dall’Amministrazione ad inizio anno, al fine di conferire certezza alla procedura.

Gli attuali vertici del Corpo, di fronte alla bontà delle argomentazioni  portate a sostegno delle proprie tesi dai delegati Co.Ce.R. ed alla determinazione con la quale da tempo insistono sull’esigenza di un cambiamento, hanno dimostrato di voler raggiungere un punto di mediazione che possa soddisfare le esigenze del personale e salvaguardare la funzionalità dei reparti.

Eliseo Taverna

Delegato Co.Ce.R. Guardia di Finanza

 

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