Ministro Trenta: mi impegnerò per la tutela delle famiglie del personale militare, per l’ottimizzazione dei trasferimenti e per l’attuazione della libertà sindacale

Riportiamo uno stralcio dell’intervento del Ministro della Difesa Dott.ssa Elisabetta Trenta, tenuto in data 26 Luglio u.s., in occasione dell’Audizione  presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato, in riunione congiunta.

Apprezziamo le parole pronunciate dal Ministro in questo primo inizio di mandato ed auspichiamo di poter dare prima possibile testimonianza degli impegni assunti.

Associazione Sicurezza Cum Grano Salis

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………………………………Nell’ambito del personale della difesa, il luogo comune vuole che fra militari e civili ci sia ancora una certa distanza. Io penso invece a ciò che li accomuna, ovvero essere servitori del proprio Paese, dimensione che vale per ogni singolo dipendente della Difesa, civile o militare che sia.

Dietro a ognuno di loro c’è una famiglia. Ci sono dei doveri ma anche dei diritti.

Nelle caserme, nelle basi e negli uffici, sia in Patria che all’estero, operano genitori, figli, fratelli e amici, tutte persone di cui essere fieri.

In linea con i principi del nostro programma, ho intenzione di impegnarmi per garantire le legittime aspettative dei nostri uomini e delle nostre donne in uniforme e non, su temi che riguardano la loro vita quotidiana quali per esempio:

la tutela dei rapporti familiari (attraverso una razionalizzazione dei trasferimenti e degli impieghi, e la risoluzione delle problematiche alloggiative),  la tutela della condizione genitoriale (maternità e paternità),  ed infine la salvaguardia della salute.

La famiglia e la garanzia dell’unità familiare devono rappresentare gli elementi cardine a cui ritengo debba essere assicurato il massimo livello di tutela.

Devo riconoscere che, in questi anni, sono state condotte numerose e lodevoli iniziative nel senso della serenità familiare, quali la creazione di asili nido all’interno delle strutture militari, l’applicazione delle norme per tutelare la genitorialità e la creazione di strutture di protezione sociale. Questi provvedimenti però, risultano vanificati laddove non si applichi una corretta e ponderata pianificazione dei trasferimenti che possa garantire una certa stabilità al nostro personale.

Non è ammissibile che i figli dei nostri militari debbano essere penalizzati nella continuità di frequenza di istituti scolastici senza un congruo preavviso.

Ritengo necessario, al riguardo, che le Forze Armate si adoperino per realizzare al più presto una pianificazione che riguardi tutte le categorie del personale che consenta una aspettativa di impiego fruibile nel breve-medio termine (tre-cinque anni).

Sempre nell’ambito della salvaguardia delle legittime aspettative del personale, vorrei soffermarmi sul sistema di avanzamento del personale militare.

L’avanzamento è lo strumento che consente di individuare il personale più meritevole per la promozione al grado superiore. Tale progressione di carriera è evidentemente finalizzata ad assicurare che i più capaci ricoprano incarichi di maggiore responsabilità ai vari livelli.

É altrettanto evidente che a maggiori responsabilità deve corrispondere un trattamento economico maggiorato.

É mia intenzione fare in modo che le promozioni siano improntate esclusivamente su criteri meritocratici e con tempistiche coerenti, conformi al dettato normativo ed alle aspettative del personale.

Pertanto, vigilerò sulle procedure e indirizzerò il mio lavoro verso tutti quei processi di progressione che consentono l’ottimizzazione dei tempi e delle modalità (avanzamento ad anzianità).

A tal proposito, ritengo anche prioritario il continuo aggiornamento del processo di riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare in un contesto di unitarietà del comparto Difesa e Sicurezza. uno sforzo comune va rivolto alle retribuzioni, alle carriere e al miglioramento della qualità della vita del personale appartenente, in particolare, alle categorie più basse.

In merito alle fasce d’età più elevate, darò invece mandato allo Stato Maggiore della Difesa affinché venga approfondita la possibilità, di impieghi in apposite unità organizzative dislocate su tutto il territorio nazionale e per esigenze riconducibili ad attività di prevenzione ed emergenza. Il progetto potrà essere realizzato utilizzando le strutture già esistenti, mediante l’introduzione di specifici elementi organizzativi appositamente strutturati e addestrati per consentire alla P.A. di usufruire delle competenze e professionalità proprie della Difesa nello svolgimento di compiti non militari e al personale militare anziano di poter essere impiegato in aderenza alle esigenze familiari. Come ho già detto, questo governo lavorerà all’implementazione di programmi occupazionali al fine di offrire nuove opportunità di realizzazione soprattutto ai più giovani. E’ un approccio che abbiamo intenzione di sviluppare in ogni comparto del Paese, incluso quello di Difesa e Sicurezza.

Favorirò altresì anche la possibilità di nuove assunzioni nelle Forze dell’Ordine appartenenti al mio Dicastero/ministero, in riferimento all’Arma dei Carabinieri, contribuendo sinergicamente con il Ministero dell’Interno per la lotta al terrorismo, alle mafie e alla criminalità comune, fenomeni, questi ultimi, fortemente insistenti nel nostro territorio.

Sono obiettivi che intendo tenacemente perseguire.

Relativamente all’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze Armate e dei Corpi di polizia ad ordinamento militare, voglio ricordare la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha finalmente riconosciuto ai militari il diritto a costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge

Questa sentenza colma il gap che si era venuto a creare in questi anni tra i militari italiani e quelli appartenenti agli altri Stati Europei. Il riconoscimento di tali diritti dovrà trovare completa definizione nella normativa nazionale che dovrà essere elaborata ed approvata nella sua sede naturale, cioè del Parlamento.

Tale normativa, a mio avviso, dovrà tenere conto della specificità dei militari e dei principi costituzionali della difesa della Patria e che impongono, conseguentemente, limitazioni e modalità attuative peculiari per l’esercizio dei diritti sindacali.

Altra tematica su cui ritengo che debba essere prestata particolare attenzione è la tutela della salute del personale della Difesa.

In materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, le Forze Armate sembrano apparentemente chiuse alle istanze di rinnovamento in virtù della loro peculiarità.

Al riguardo, sono convinta che tale peculiarità deve essere intesa, non già come strumento per giustificare una riduzione delle tutele, bensì come esigenza di fornire ai lavoratori misure di prevenzione che valgano a garantirne effettivamente la sicurezza e la salute.

Ritengo che occorra un nuovo quadro normativo che rafforzi le tutele dei lavoratori della Difesa ovviamente con particolare riferimento ai militari che sono esposti a rischi professionali maggiori.

In tale contesto, le conclusioni della Commissioni d’inchiesta sull’uranio impoverito e la relativa proposta di legge della precedente legislatura, potranno essere un valido punto di partenza per elaborare una nuova cornice giuridica che assicuri tutela al personale senza nel contempo interferire sulla operatività delle Forze Armate.

Fonte: https://www.difesa.it/Primo_Piano/Documents/2018/Luglio/Linee-programmatiche-dicastero-difesa.pdf

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